FESTIVAL | LETTERALTURA | LAGO MAGGIORE
di Erminio Ferrari
Jiri Novak, un grande vecchio dell’alpinismo cecoslovacco, ha raccontato ancora di recente che, risvegliatosi da un bivacco sulla Cima Grande di Lavaredo, sentì un alpinista tedesco gridargli che la Cecoslovacchia era Kaputt, che erano arrivati i russi. Era il 21 agosto 1968, se quella data dice ancora qualcosa a qualcuno.
Oppure: pochi anni fa, un gruppo di alpinisti svizzeri si portò alla base del G4, per tentare di ripetere la via degli italiani. La spedizione non toccò la cima, ma toccò con mano gli effetti stranianti e paradossali di un conflitto, quello indo-pachistano, che ha portato il proprio fronte a quote e in ambienti impensabili. Cose che pensavamo finite, (continua…)
MUSEO DELL’ACQUA | ASIAGO | ALTOPIANO 7 COMUNI
di Giliano Carli Paris
Sta nell’aria, nei primi canti degli uccelli, l’annuncio che sta per sorgere un nuovo giorno.
All’orizzonte, un lungo profilo delimita la terra dal cielo e ne delinea la montagna per il nuovo giorno.
Ma alle pendici di un piccolo massiccio montuoso, nulla è nell’aria.
Nessun canto di uccelli mattutini.
La notte è riuscita a incastrare con forza il suo buio nelle piccole ma profonde valli. (continua…)
MUSEO LAVA E VULCANI | VIAGRANDE | ETNA
di Salvina Giuffrida
Immensa, maestosa, imponente. L’Etna è il vulcano attivo più alto d’Europa e uno dei maggiori del mondo, un isolato complesso e grandioso edificio vulcanico, costruito dalle successive millenarie eruzioni. È situata lungo la costa orientale della Sicilia, fa da sfondo a buona parte del paesaggio siciliano e costituisce uno dei luoghi naturalisticamente più importanti d’Italia.
Le innumerevoli eruzioni hanno reso l’Etna una montagna piena di miti, di leggende e di straordinarie bellezze naturali. Da secoli questo vulcano ha affascinato pittori, poeti, scrittori e viaggiatori che hanno raccontato nelle loro tele e nelle loro pagine l’anima di questa creatura viva. Così l’ha descritta D. Vivand Denon (Voyage en Sicile, 1788): (continua…)
FESTIVAL | LETTERALTURA | LAGO MAGGIORE
di Roberto Mantovani
Il 1° aprile di vent’anni fa, dopo un incidente d’arrampicata sui Monti Sibillini, moriva Gian Carlo Grassi, il Maestro. Era uno scalatore fuori dal comune, un grande; soprattutto su ghiaccio. Nel 1979 s’era inventato l’arrampicata sulle cascate gelate, più tardi aveva scoperto la possibilità di affrontare in sicurezza le goulotte fantasma, e tra una cosa e l’altra aveva passato mesi a esplorare e ripulire i massi erratici della Val di Susa promuovendo il bouldering.
Gian Carlo, che viveva un quotidiano fatto di roccia e di ghiaccio, era schierato dalla parte dei sogni. Non era un intellettuale come Gian Piero Motti, ma era capace di intuizioni folgoranti e magnifiche, che ci raccontava con una semplicità a volte disarmante. Con Gian Piero e un pugno di altri amici, aveva immaginato e costruito l’avventura del (continua…)
COMUNE DI SANTORSO | MONTE SUMMANO
di Alessandra Bonotto
Testo scritto e letto per la prima volta dall’autrice durante l’opera-azione IL MONTE È FUMANTE. L’ITALIA S’È DESTA in presenza di più di 300 persone, di Marco Paolini, Paolo Rumiz e Alberto Peruffo, tutti raccolti nell’arena naturale che forma la vetta del monte. Alle spalle degli ascoltatori, con un balzo di 1000 metri senza alcun ostacolo per la vista, la Pianura Padana si stende a perdita d’occhio, tra criticità e bellezza.
Continuamente vi guardo e sto ad osservare, vi sostengo nel vostro instancabile desiderio di dimostrare la vostra esistenza… uomini… ascoltate, è difficile per me far emergere la voce delle nature che mi abitano… non riposo mai, anche la notte respiro, e tento di rinnovarmi… buon giorno a voi uomini e donne e ragazzi e bambini, (continua…)
MUSEO DELL’ACQUA | ASIAGO | ALTOPIANO 7 COMUNI
di Giliano Carli Paris
Il quartiere Cuba ad Asiago è grande.
Nessuno sa quanto.
Mi ricordo che, da ragazzo, in ogni battaglia contro la nemica banda della Piazza si conquistava un pezzetto del suo territorio.
Che non si portava a casa. Con quel pezzo non ci si poteva né giocare né portare in trionfo.
Lo si conquistava e basta. La Piazza aveva perso e a noi bastava. (continua…)
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