Rifugi Culturali


19 gen 2011, di Fondazione Museo Storico del Trentino

Il Parco della Memoria

TRENTO | VICENZA | PARCO DELLA MEMORIA

Intervista a Roberto Carotta (R. C.)
Sindaco di Pedemonte, Presidente del Comitato promotore Parco della Memoria
A cura di Marco Giovanella (M. G.)

M. G. Gentile presidente, quando è nata l’idea del progetto “Parco della Memoria” e chi gestisce dal punto di vista organizzativo tale iniziativa?
R. C. L’idea di istituire un Parco della Memoria nel nostro territorio è stata inizialmente concepita dai Comuni trentini dell’Altipiano di Folgaria, Lavarone e Luserna. In seguito si è capito che, per la realizzazione completa di questo progetto, si doveva per forza di cose allargare gli orizzonti a tutto il territorio circostante e cioè a tutta quella fascia montana e pedemontana che sta a cavallo tra la provincia di Trento e quella di Vicenza, costituita da paesi uniti e resi omogenei da profonde radici storiche, sociali e culturali.
Successivamente questa idea ha trovato un suo sbocco naturale all’interno dell’accordo del 2007 tra l’attuale Presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai e l’ex presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan. Questa collaborazione è mossa da un principio di “politica della cooperazione” e prevede la ripartizione di fondi per la realizzazione di progetti ed investimenti di carattere transfrontaliero. Naturalmente è nostra intenzione mantenere e consolidare i rapporti anche con l’attuale Presidente del Veneto Luca Zaia.
Attualmente il Comitato Promotore del Parco della Memoria si avvale del supporto della Fondazione Museo Storico del Trentino e della Comunità Montana Alto Astico e Posina quali organi organizzativi e di coordinamento tra le Amministrazioni interessate.

M. G. Ci può illustrare che cos’è il Parco della Memoria e quante amministrazioni, enti locali e/o comunità hanno aderito fino ad oggi al progetto?
R. C. Il Parco della Memoria è stato concepito per essere un elemento propulsore finalizzato a far conoscere la storia e la cultura dei nostri luoghi in una terra per secoli segnata dalla presenza di confini nazionali. Una fascia di territorio in cui, accanto a grandi eventi bellici, migrazioni di massa, dominazioni e lotte, si è svolta la quotidianità, per secoli immobile, dei nostri antenati, scandita dal ciclo delle stagioni e segnata dalla povertà e dalla miseria di una civiltà rurale con riti, tradizioni e credenze comuni.
Di conseguenza il Parco della Memoria è stato progettato per promuovere e valorizzare tutti gli elementi che raccontano la storia e la peculiarità del nostro territorio come ad esempio le fortificazioni della prima e della seconda guerra mondiale e della Resistenza, i luoghi del lavoro tradizionale, le antiche vie di comunicazione, la toponomastica cimbra, i siti archeologici e il tema della Guerra Fredda.
Attualmente hanno aderito all’iniziativa circa trentacinque Amministrazioni Comunali situate nell’area di confine tra il Monte Zugna (Piccole Dolomiti) e l’Altipiano dei Sette Comuni (Grandi Altipiani).

M. G. Allo scopo di rendere fin da subito dinamico questo progetto, si è deciso di costituire un Comitato Promotore del quale Lei è il presidente. Che funzioni ha il Comitato Promotore?
R. C. Il Comitato Promotore ha lo scopo di coordinare ed informare sul lavoro svolto le Amministrazioni aderenti all’iniziativa e di fornire le indicazioni al futuro Comitato Tecnico Scientifico per l’elaborazione del piano culturale.

M. G. Quali sviluppi auspica per i futuro Parco della Memoria?
R. C. Se il Parco riesce a decollare, come tutti del resto ci aspettiamo, credo che oltre ad un’evoluzione a livello storico–culturale, potremmo avere anche sviluppi economici significativi, creando un indotto turistico con un’offerta alternativa per la nostra montagna.

M. G. Quello che Lei ha presentato è un progetto ampio ed ambizioso che sembra derivare dalla volontà di valorizzare in maniera pertinente il patrimonio storico–culturale presente sui territori coinvolti e questo a prescindere dalla diversa appartenenza regionale. Pare evidente, concludendo, l’intento di promuovere sia un dialogo che una relazione stabile e duratura tra la Regione Veneto e la Provincia Autonoma di Trento. Quanto è importante per Lei che questa sintonia tra le due realtà si consolidi nel tempo?
R. C. I benefici generati dall’intesa tra Dellai e Galan si sono visti immediatamente. Soprattutto ora che ci troviamo in una situazione di crisi generalizzata, in tutti i comparti, è sicuramente fondamentale lavorare in sinergia ampliando gli orizzonti alla cooperazione per poter essere competitivi in un mercato globale in continua evoluzione. Tuttavia, per portare avanti progetti di questo tipo è condizione fondamentale l’erogazione dei contributi stanziati per i Comuni di Confine. In caso contrario tutti gli sforzi fatti in questo senso andranno lentamente a morire.

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www.parcomemoria.it e www.iborderline.net / Foto Archivio Comune di Pedemonte


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