Rifugi Culturali


12 ago 2010, di Ecomuseo della Grande Guerra

Percorrendo i luoghi della memoria //3

ECOMUSEO GRANDE GUERRA | PREALPI VICENTINE

di Mauro Passarin

Le tematiche relative agli interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio storico della grande guerra riguardano ambienti multidisciplinari e danno chiara l’impressione di un’avventura su un terreno nuovo – intendo dire: di nuove responsabilità – per le quali occorre compiere scelte innovative individuando certamente delle priorità, ma con l’obiettivo primario di “significarle”.
È un tema sicuramente complesso, tanto più oggi quando la domanda di conoscenza di questo particolare bene culturale viene formulata con consapevolezza diffusa e con interesse globale: dalla gente, dagli appassionati, dagli studiosi.
E pur nella consapevolezza di trovarci in molti casi in presenza di un patrimonio certamente sedimentato nell’ambiente, ma sofferente di uno stato di degrado progressivamente esercitato dall’azione del tempo e dell’uomo, siamo però persuasi che ogni cosa che ci capita di incontrare percorrendo le nostre montagne (un forte, una trincea, una postazione, un monumento…) ed ogni accadimento in questi luoghi avvenuto (una battaglia, un rifornimento, una diserzione…) siano indissolubilmente legati, tanto da costituire insieme il segno, la traccia… la memoria del passato.
Che poi la tutela e la valorizzazione di queste tracce aiutino gli uomini a vivere meglio, non è ancora definitivamente dimostrato, ma poiché esistono, vanno comprese e spiegate.
La diversità di questo territorio è dunque un patrimonio irriproducibile; la scomparsa delle opere custodite è una perdita secca e irreparabile per la memoria della Grande Guerra e l’identità stessa dei territori che le contengono. La conservazione di questa diversità è un obiettivo strategico di qualsiasi politica culturale, e richiede strumenti gestionali ad essa esplicitamente dedicati.
L’ecomuseo della grande guerra nelle Prealpi Vicentine è dunque il risultato di un progetto di recupero di un ambiente storico che per la complessità dell’intervento e per la dimensione spaziale, geografica e morfologica è stato fin da subito indirizzato a strutturarsi in sistema. Il grande patrimonio storico e paesaggistico è presentato come relazione reciproca uomo-ambiente, come sistema produttivo per lo sviluppo di una concezione integrata di servizi culturali sul territorio. Lo scopo è quello dell’ottimizzazione dell’uso delle risorse finanziarie e culturali per la realizzazione di un itinerario ideale che colleghi lungo un’unica traccia le multiformi espressioni della memoria storica e della ricerca in atto, entrambe elementi inscindibili e fondanti del sistema.
L’Ecomuseo della Grande Guerra nelle Prealpi Vicentine ha perseguito fin da subito gli obiettivi di conservare e rendere leggibili i connotati riconoscibili della vicenda storica del territorio durante il conflitto ricercando la qualità dell’ambiente storico, naturale e antropizzato e la sua corretta fruizione collettiva.
Così oltre al valore storico delle opere – con diretto riferimento all’importanza degli eventi bellici di cui sono state teatro – e alle condizioni di conservazione, sono stati valutati anche il valore culturale legato alla quantità e alla qualità di documentazione e di memorialistica esistente, l’interesse turistico, il grado di accessibilità e fruibilità delle opere e il pregio del contesto ambientale in cui le opere risultano inserite.
Questo progetto si sta collogando, in modo sempre più evidente, a cerniera tra la tutela della memoria della Grande Guerra e quello della diffusione della conoscenza in un rapporto che non verta più solo sulla “celebrazione” quanto sullo “scambio” e sull’appropriazione del sapere.

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Monte Pasubio. Archivio Ecomuseo della Grande Guerra Prealpi Vicentine.


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