Rifugi Culturali


8 lug 2010, di Ecomuseo della Grande Guerra

Percorrendo i luoghi della memoria //2

ECOMUSEO GRANDE GUERRA | PREALPI VICENTINE

di Mauro Passarin

Nell’ormai piena consapevolezza che tutta la storia dell’uomo sia non solo storia di testi ma anche di contesti, di luoghi fisici che sono il supporto e la condizione ineliminabile dei grandi episodi del tempo e dello spazio, la memoria tangibile della Grande Guerra, che di quegli episodi è stata certo il più tragicamente importante, rappresenta sul territorio degli Altopiani Vicentini un tessuto di forme e di opere ancora straordinariamente leggibili, che una volta riscoperte e valorizzate costituiscono un codice interpretativo delle vicende della storia del nostro tempo.
Si è di fronte a uno dei più interessanti esempi di simbiosi fra natura e storia. Anzi proprio quell’evento ne ha fortemente e indissolubilmente connotato l’ambiente incorporandolo definitivamente nella storia. In questi luoghi, forse più che altrove, la natura è natura trasformata dagli uomini, è Storia. Le possibilità offerte dall’intervento legislativo dello Stato, che riconosce alla memoria storica lo status di particolare bene culturale promuovendone tutte le azioni intese alla tutela e alla valorizzazione dell’enorme patrimonio, ha rappresentato un fatto di straordinaria importanza che ha permesso di intraprendere programmaticamente interventi di conservazione correttamente intesi. La memoria e il suo futuro, la salvaguardia delle sue testimonianze nel contesto originario, materiale e spirituale, stanno diventando un valore primario e la Legge 78 del 7 marzo 2001 ha rappresentato lo strumento per sviluppare metodiche della conservazione in una prospettiva di una completa riconsiderazione di un ambiente storico come spazio geografico e umano, come realtà storica dell’inserzione dell’uomo nelle vicende storiche che lo hanno coinvolto, come paesaggio che attraverso quelle vicende si fa cultura e ne riceve un senso, quindi uno stile.
La Grande Guerra, con particolari rilievi nella montagna vicentina, ha creato degli ambienti formali che sono intervenuti pesantemente nella definizione degli ambienti umani. Si è cioè di fronte a una morfologia culturale che implica sì una descrizione, ma esige più ancora una interpretazione capace, questa, di usare codici diversi in rapporto a interventi di recupero integrato nel rispetto della natura e della storia del territorio. L’organizzazione di un progetto di recupero ambientale e culturale delle aree sugli Altopiani Vicentini, ancor oggi fortemente interessate dalla presenza fisica della memoria della Grande Guerra, è passata infatti attraverso approfondimenti conoscitivi della natura e della storia del territorio per arrivare alla comprensione dei caratteri del rapporto che la presenza militare nella Grande Guerra ha instaurato con essa, delle trasformazioni dirette e indirette determinatesi, delle ragioni storiche e delle specifiche conformazioni dell’ambiente. Il programma generale dell’intervento dell’Ecomuseo comprende e ne fa derivare tutto il suo significato, un principio di “tutela attiva” del bene, ossia l’assunto che non c’è conservazione senza un intelligente utilizzo, senza inserimento del bene nelle ragioni e nelle risposte del bisogno di conoscenza e corretta informazione proprie del vivere contemporaneo. Questa impostazione, che tiene dunque conto di una concezione altamente responsabile dell’ambiente, ha guidato le varie fasi di elaborazione, formazione, recupero e gestione del progetto complessivo: ordine e metodo sistematico dell’intervento di valorizzazione, che non coincidono dunque con la semplice tutela delle testimonianze rimaste sul territorio che le ospita, ma aggiungono a quella valenza il più, il farsi carico cioè del rapporto storico tra contenitore e contenuto.

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Ortigara. Archivio Ecomuseo della Grande Guerra Prealpi Vicentine.


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