Rifugi Culturali


29 lug 2010, di Giovanni Busato

Il segreto delle Alpi Giulie

RIFUGI CULTURALI | NIVES MEROI | CAI ARSIERO

Sono passati nove anni dall’ultima volta che ci siamo incontrati, era il 2001; all’epoca 3 erano gli ottomila saliti e ancora dirompente l’idea di un alpinismo femminile in corsa per scardinare l’ultima ridotta dell’alpinismo maschile, il club privato dei 14 ottomila, l’alpinismo d’alta quota.
All’appuntamento si presentarono lei, Romano (Benet) e Luca (Vuerich); alpinisti ormai noti per le imprese hymalaiane ma con alle spalle una sconosciuta teoria di salite importanti, soprattutto nelle Alpi Giulie, quelle Alpi selvagge e spettacolari care a J. Kugy che ancora oggi danno un’idea di isolamento e lontananza difficile da trovare altrove.
Così, da quella solitudine che insegna l’autosufficienza, la consapevolezza della propria autonomia fisica e psicologica, il passo verso il mondo solitario degli ottomila fu quasi un passaggio naturale.
Vissuto senza tanti traumi.
Dei tre, sinceramente, Luca era indubbiamente l’alpinista, alto, quadrato, potente e sorridente.
Romano invece ricorda più un uomo dei boschi, sorridente e sornione, al quale puoi chiedere di svelarti qualsiasi segreto dei monti e dei montanari, lui li conosce.
Nives invece era lì col suo sorriso che le increspa il viso; un viso dolce di chi sa tener duro quando occorre… «A xe una s-cianta» qualcuno disse stupito dalla platea, che in veneto significa cosa piccola, ridotta, una persona minuta… eppure 3 ottomila, senza ossigeno, senza portatori!
Da allora Nives ne ha aggiunti altri 8, dando l’impressione di partecipare alla corsa per essere la prima donna a conquistare tutti i 14 ottomila della terra, per accorgersi presto che non c’era corsa, non c’era gara perché non c’erano regole comuni.
E così il 14° ottomila raggiunto dalla coreana Oh Eun Sun, raggiunto come gli altri con l’utilizzo di ossigeno e vasto impiego di mezzi e portatori d’alta quota, mette fine a una competizione voluta soprattutto da sponsor e finanziatori, più che dalle stesse alpiniste, e in ogni caso non sposta di un millimetro l’unanime giudizio su Nives Meroi: la miglior alpinista d’alta quota di tutti i tempi.
Il suo stile infatti, raro anche in campo maschile, è fatto di spedizioni leggere, salite senza portatori d’alta quota, niente ossigeno neanche d’emergenza; il campo è sulla loro schiena, viene montato la sera e smontato la mattina e tutto torna a valle, rifiuti compresi!
Lassù nessuno ti monta il campo o prepara il tè finchè riposi, una solitudine che può far paura.
Una solitudine che libera i pensieri più profondi dove incontri veramente te stessa .
Da allora anche un libro di Erri de Luca, Sulle tracce di Nives, dove nelle interminabili notti di attesa nelle tendine d’alta quota Nives racconta la sua esperienza con Romano attraverso la penna incredibile di Erri e la sua scrittura impareggiabile:
«Ha per artigli i ramponi sotto alle scarpe d’alta quota, ha in mano le piccozze per mordere i pendii ghiacciati, le decine di gradi sottozero.
È una tigre di alta montagna Nives Meroi…
Ho seguito per un po’ la sua traccia, che in alto si perde dove non ho respiro.
Lei scala senza bombole d’ossigeno e senza aiuto dei portatori d’alta quota.
Gioca pulito col mondo Nives Meroi la tigre, sopra i grattacieli di madre natura.»
E in tutto questo, in disparte sornione, ecco Romano, forte uomo dei boschi, compagno inscindibile di una cosa unica… loro due!
La loro forza è proprio l’essere coppia in montagna come nella vita:
«Non siamo due alpinisti, uno più uno, siamo una coppia, una forza di alleanza e di combattimento!»
Ed è questa incredibile esperienza umana che De Luca tratteggia con passione, queste due vie di salita che si distanziano, si aspettano, vanno per loro conto; due solitudini che alla fine  si ricongiungono sulla cima con la forza spaventosa dell’amore reciproco in un abbraccio che neanche i piumoni d’alta quota riescono a separare.
Ed ora eccoci qua di nuovo, dopo nove anni; «Nives la Tigre continua a giocare pulito col mondo», con la sua bandiera per un alpinismo onesto e umano che poco ha a che fare con quest’epoca ossessionata dagli exploit programmati e finanziati.
Ma in questo suo modo di andare in montagna si intravede lontano la traccia del suo passato, tornano prepotentemente i profili selvaggi delle Alpi Giulie e i suoi boschi profondi, e il cerchio si chiude.
Ecco la magia di Nives e Romano.

Per incontrare Nives Meroi
Dritto e rovescio nell’altalena del Karakorum

Organizzata da CAI sezione di Arsiero
5 agosto 2010
Ore 20:45
Cinema Patronato Don Bosco
Arsiero VI

:-[i]-:
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NIVES MEROI. Dritto e rovescio nell’altalena del Karakorum

apertura:

5 Agosto 2010

chiusura:

5 Agosto 2010


Cinema Patronato Don Bosco
via Riva
Arsiero (Vicenza) [Italia]



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