Rifugi Culturali


4 feb 2010, di Claudia Avventi

Il fil rouge dei carnevali alpini, dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina

RICERCA | MUSEO DEGLI USI E COSTUMI DELLA GENTE TRENTINA | S. MICHELE ALL’ADIGE TN

È partita da San Michele all’Adige la ricerca etnografica che ha portato alla realizzazione del film documentario Carnival King of Europe, che ha ottenuto a Kyoto il Grand Prize for Academic Film all’interno dell’Academic Film Competition organizzato dal Museo dell’Università di Kyoto.

Carnevali in varie parti d’Europa: nelle radici profonde della loro grande varietà, si può cogliere un comune legame che li unisce. Senza l’interferenza di un commento o di una voce fuori campo, un’infinità di sguardi da regioni differenti si mostrano e sono messe a confronto con mano esperta.

Così la giuria ha espresso il valore attribuibile al film, già eletto a Bruxelles patrimonio culturale europeo e realizzato da Giovanni Kezich e Michele Trentini per il Museo di san Michele all’Adige in collaborazione con il Museo Etnografico di Zagabria in Croazia, il Museo Nazionale Etnografico di Sofia in Bulgaria, il Museo Etnografico Nazionale di Skopje in Macedonia e il Musée des Civilisations de l’Europe et de la Mediterranée di Marsiglia in Francia.

Il documentario di Giovanni Kezich e Michele Trentini illustra con immagini e suoni il fil rouge che lega luoghi remoti dell’arco alpino europeo nelle pratiche relative al Carnevale, pratiche che, come spiega lo stesso Kezich, a guardarle da vicino in ristrette fasce di territorio sembrano manifestare un’eterogeneità smentita invece dalla ricorrenza dei costumi, dei personaggi e dei richiami storico mitologici a cui essi fanno riferimento, nell’osservazione fatta su più ampia scala dalla Spagna ai Balcani attraversando l’intero arco alpino europeo. La ricerca porta in luce con note di colore alcuni aspetti significativi di un’unità di pratiche di vita che stringono l’Europa alpina in una fratellanza culturale precedente le istituzioni sovrannazionali e forse disconosciurta solo dalle pratiche burocratiche delle stesse singole nazioni:

Scrive Kezich:

Un po’ ovunque, nell’amplissimo areale descritto qui sopra, si comincia con i rappresentanti di un mondo pastorale ancestrale, un antico gregge che ritorna da un lungo oblio nei grandi spazi selvaggi che circondano il villaggio, rivestito di velli di pecora, corna o lunghe barbe, e annunciato immancabilmente dal clangore dei campani che portano legati in vita. Così, in lingua basca, nella Navarra spagnola, questi personaggi sono detti joaldunak cioè “scampanatori” proprio come nell’entroterra fiumano, in Croazia, personaggi dal costume in tutto simile sono detti zvončari, che vuol dire la stessa cosa: “scampanatori”. E qui, seguendo come Arianna il “filo del nome” che lega fra loro i personaggi carnevaleschi di mezza Europa, si possono fare delle scoperte interessanti. Per esempio, nome occulto degli scampanatori, degli zvončari croati è quello di stari, i “vecchi”, proprio come il “vecchio” e la “vecchia” protagonisti, con una evidente allusione agli antenati, e quindi al mondo dei morti, del carnevale della valle dei Mòcheni. Laddove il “vecchio” indossa un cappello di capra a punta, ornato di nastri, ed ha il viso spalmato di una crema di nerofumo molto unta, di cui è impregnato anche il lungo bastone che reca in mano: la stessa maschera, fin nel più minuto dettaglio, del protagonista carnevalesco che troviamo a Prats de Mollo la Preste, un villaggio dei Pirenei occidentali, nella Catalogna francese, dove però si chiama “l’orso”. E di orsi e cacce all’orso, in occasione del carnevale, se ne trovano nelle valli occitane del Piemonte, in valle di Fiemme fino a non molti anni fa, nella Mitteleuropa asburgica e in gran copia lungo tutti i Balcani.

G. Kezich, Carnevale Re d’Europa. I tratti comuni di una coscienza europea dei vari popoli del Vecchio Continente in ″L’Eco delle Dolomiti. Rivista semestrale di Natura, Sport, Turismo e Cultura”, 2009.
www.ecodelledolomiti.net

Per approfondire
http://www.carnivalkingofeurope.it


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