Recensioni


10 ago 2010, di CineZoldo

I fiori all’occhiello

RECENSIONI | FILM | CINEZOLDO

di Anna Zaccone

I fiori all’occhiello
di Davide Torri e Valerio Pelliccioli
35′
Italia 2010

A volte andare al cinema è una vera e propria evasione, un proiettarsi in un mondo che non esiste, un sogno ad occhi aperti… giovedì sera alla rassegna CineZoldo film di VitaAlpina è stata invece una dose di energia, di ottimismo grazie ad un racconto di una meravigliosa vera avventura.
Perché meravigliosa avventura è stata l’esperienza di professionisti della televisione, registi, giornalisti, guide alpine, elicotteristi raccontata nel filmato I fiori all’occhiello – alpinismo e televisione attorno al Bianco negli anni ’80 di Davide Torri e Valerio Pelliccioli, presentato quest’anno al Trento FilmFestival in prima mondiale nella sezione Alte Terre e riproposto alla rassegna CineZoldo giovedi 29 luglio.
I fiori all’occhiello non sono altro che i migliori prodotti televisivi RAI, girati direttamente in montagna ad esprimere la cultura e gli eventi locali, portati poi nelle sale cinematografiche dando il gusto e il sapore di quello che sarebbe stata Rai 3 una volta estesa a tutta la Val d’Aosta.
Anche se solo su uno schermo a volte è bello incontrare persone straordinarie che hanno creduto in un progetto e lo hanno portato avanti con grande professionalità ma anche con passione, ottimismo, incoscienza, allegria… ed entusiasmo di costruire un qualcosa in cui si crede.
Nel dicembre del ’79, con l’apertura delle sedi RAI regionali, nasce intorno al Bianco una televisione che consentì a registi e operatori, come Nazareno Marinoni, Carlo A. Rossi, e tanti altri di  lavorare sul territorio in diretta collaborazione con la gente del posto.
Dal racconto degli stessi protagonisti si vive l’energia di quei tempi, che furono occasione di incontro tra mondi diversi come quello della televisione e del giornalismo con quello della gente dell’Alpe e dell’alpinismo. Quello fatto in grande stile da nomi come Catherine Destivelle, Patrick Berhault, Renato Casarotto ma anche dalle stesse guide alpine della Val d’Aosta che si ritrovarono non solo a consigliare dove fare le riprese, ma anche a vestire i panni di attori.
Di quei giorni, in occasione del bicentenario della prima al Bianco, la produzione del film Quei giorni sul Bianco, vincitore al Festival Mondiale della Montagna in Francia del premio per la miglior regia per l’appunto di N. Marinoni.
Un’esperienza quella vissuta in quegli anni che in qualche modo contribuì a cambiare la storia dell’alpinismo che ormai stava salutando quello più romantico e classico per incontrare quello più moderno.
Purtroppo non contribuì a cambiare la storia della televisione e allo spettatore rimane tra una ripresa spettacolare e l’altra la sensazione di aver perso un’occasione… l’occasione di una televisione che poteva divenire un’importante momento culturale e di stimolo.

:-[i]-:
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