RECENSIONI STORICHE | LIBRI | ALPINISMO
I CATORES
Scalatori e Soccorso Alpino in Val Gardena
Otto Senoner
Athesia, 1995
pp. 399
foto b/n
Cator è il nome ladino della coturnice, caratteristico tetraonide che vive tra ghiaioni e creste ai margini superiori dei pascoli.
Mentre i nomi dei più famosi gruppi alpinistici fanno riferimento ad animali che per le loro caratteristiche sono abili arrampicatori (Ragni di Lecco, Scoiattoli di Cortina, 4 Gati di Arsiero,…), non è del tutto immediato il parallelo con la coturnice se non facendo riferimento alla sua “appartenenza” all’ambiente alla base delle pareti, tra i mughi dove ci si lega in cordata ma anche (a me piace pensare così) alla sua rapidità di movimento, a quel caratteristico volo avvitato quando si butta letteralmente “di sotto”; un po’ come si comporta il soccorritore alpino che, chiamato ad intervenire, raccoglie lo zaino e si “butta” senza tanti “se” o tanti “ma”.
Perché, a differenza delle altre associazioni, i Catores nascono nel ’54 con la chiara impronta di gruppo di soccorso alpino, che negli anni successivi assumerà dimensioni inaspettate fino ai giorni nostri dove la professionalità e la competenza ne fanno il riferimento per tutta la Val Gardena e le valli limitrofe.
Il libro è ovviamente imperniato sull’attività di questo gruppo, dai suoi esordi fino ai giorni nostri, e tuttavia è anche un interessante documento storico perché l’autore, con molta intelligenza, pur dedicandosi al particolare, allarga di volta in volta l’orizzonte oltre i confini della valle abbracciando così territorialmente e storicamente tutto l’alpinismo dolomitico fin dalla sua nascita nella seconda metà dell’800.
E quindi ecco qua e là spuntare i nomi che hanno fatto la storia delle Dolomiti: Dülfer, Preuss, Vinatzer, Steger, Comici… ovviamente per citarne solo alcuni.
Non mancano le pagine dedicate allo sci che in Val Gardena sembra sia approdato in anticipo rispetto alle altre vallate dolomitiche e ha visto l’importante evoluzione dai lunghi sci norvegesi a tallone libero, adatti ai dolci
altopiani del nord, agli sci corti con la possibilità di fissare il tallone in discesa quale naturale evoluzione di uno sci adatto alle pendenze e agli angusti canaloni delle Dolomiti.
Per poi rituffarsi nella storia del Soccorso con particolari interessanti sulle prime tecniche e i loro inventori; personaggi poco conosciuti al di fuori dell’ambiente, per tutti il tedesco Ludwig Gramminger, divenuto famoso per lo storico recupero di Corti sulla parete nord dell’Eiger nel ’57, che dedicò la vita a migliorare le tecniche e le attrezzature di soccorso.
Numerose le foto. A partire dalle classiche foto dell’800 con il gruppo di guide in posa con le loro pipe di porcellana, le corde di canapa, giacca panciotto e cravattino, fino all’ultima generazione di Catores che si misura sulle moderne vie dalle difficoltà estreme e che, nondimeno, conserva lo spirito originario dei fondatori.
È un libro che non dovrebbe mancare nella biblioteca di un alpinista, per non dare per scontata una disponibilità e una generosità che, a volte, costa cara! Ed è la disponibilità di tutte quelle persone che volontariamente e gratuitamente mettono a disposizione la loro passione e competenza (e a volte la loro vita) per prestare aiuto ad altri alpinisti in difficoltà.
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