Recensioni


24 feb 2010, di Giovanni Busato

Sogni di neve

RECENSIONI | LIBRI | GUIDA

TURISTA DELLA NEVE
Alla ricerca delle nevi più belle del mondo
Charley English
Donzelli Editore,
Roma, 2009
P. 201
Euro 17.50

L’inverno sta adagiato sui monti  e con esso la neve.
Questi piccoli cristalli, quasi sempre scontati, che cadono indifferenti e nell’indifferenza, eppure così legati alle sorti del pianeta, e non solo.

Provate a leggerla così:

La bellezza svanisce, le persone muoiono, la nostra vita come i cristalli di neve; sono momenti transitori, entro una successione di altre transitorietà.
Come loro, siamo essenzialmente composti da acqua. Quando moriamo, l’acqua contenuta in noi si apre la strada verso il mare dove, al momento opportuno, sarà portata in alto dal sole, per ricadere di nuovo sotto forma di neve
!

Beh, non è male pensare che in qualche nevicata…

Da qui la sfida di un giornalista irrequieto e vagabondo a scrivere un libro sulla neve trovando spunti visitando i luoghi della neve più autentici e puri, un viaggio che dall’Inghilterra lo porterà nell’Artico, dove la neve, come in nessun altro posto al mondo,  diventa casa, letto, cucina e salotto… e poi sparisce senza lasciare traccia (altro che Copenaghen); lo porterà in Alaska a conoscere Wilson Bentley e i suoi studi sui cristalli di neve, una vita a correre appresso a dei cristalli per vederli nell’attimo che spariscono! Ne fotografò 2500, uno diverso dall’altro.
E poi nello Yukon della corsa all’oro del 1890; e sui monti Cascade dello stato di Washington con il suo record di 29 m di neve nell’inverno del 1999…(dove però la media annua è di 15 m).
E in altri luoghi ancora delle montagne rocciose e del Canada dove la “powder” è stata ed è ancora un mito per generazioni di riders, qualcosa di più del semplice sciare… quasi una filosofia di vita come i surfisti del pacifico alla ricerca dell’onda:
Cavalcare la neve delle montagne di Washington era come cavalcare le onde del Pacifico. Era anche la stessa acqua!
Tom Sims 

Ma il viaggio alla scoperta della neve lo porta anche a visitare i grandi musei, d’Europa alla ricerca della neve nelle opere dei grandi artisti, scoprendo insolite coincidenze tra gli andamenti climatici nei secoli e la presenza più o meno frequente del paesaggio invernale nelle loro opere, siano essi pittori piuttosto che musicisti o scrittori.
Bruegel il Vecchio infatti, dipinse il famoso Cacciatori nella neve nel 1565, all’inizio di una mini glaciazione che durerà 150 anni. E ancora pittori come Rembrant, musicisti come Schubert; scrittori… Jack London, Dikens e molti altri trovano spazio in questa ricerca che offre dei riferimenti storici e letterari molto particolari e di grande lucidità.
E visto che sulla neve si scia pure… non poteva mancare il capitolo dedicato allo sci moderno con una avvincente e precisa ricostruzione storica che parte da Sondre Norheim (1825), contadino delle montagne del Telemark al quale si attribuisce l’invenzione dell’omonima curva oltre che alla curva Christiania a tallone fisso, all’esploratore polare F. Nansen e alla sua attraversata della Groenlandia con gli sci fino a Mathias Zdarsky,padre dello sci “moderno” che letto il libro di Nansen ordinò (1889) un paio di sci norvegesi che puntuali gli furono recapitati: 2 metri e  90 centimetri!

Gli chiesero:
E’ possibile curvare?

Rispose di no!
Ma è possibile fare una lunga e graduale curva facendo leva sul bastone.

Purtroppo sulle Alpi, molto più ripide delle colline norvegesi, non era possibile sciare con questi attrezzi e con questa tecnica pena inevitabili e dolorosi schianti.
Zdarsky studiò per anni il problema, mentre il giornale dell’Associazione di sci Austriaca consigliava:

Nella discesa lo sciatore pende all’indietro appoggiandosi sul bastone e chiudendo gli occhi. Scende dunque a valle dritto come una freccia e continua fino a mancargli il respiro.

Lui provò a fissare il tallone, ad accorciare gli sci e elaborò una tecnica che divenne famosa come stemcristiania.
Alla fine anche gli scettici norvegesi, depositari storici della tradizione, dovettero ammettere che quella tecnica era il futuro dello sci.
Erano gli anni a cavallo del 1900, lo sci faceva la sua comparsa anche sull’arco alpino, tra nuvole di cristalli.
Se poi conservate ancora l’animo del boy scout, troverete le istruzioni per costruire un igloo e sopravvivere a -60 e ancora storie sulle Highlands scozzesi per finire (e non poteva mancare certo) con l’unico, vero grande essere legato indissolubilmente alla neve: l’abominevole uomo delle nevi …
E così mentre termino il libro, incredibilmente alcuni fiocchi di neve, via via sempre più fitti, hanno preso a turbinare qua e là tra le piante; per un attimo sento mio questo straordinario diario, un diario con i…fiocchi!
E visto che non tutti possono permettersi un viaggio del genere, per sognare di essere là ecco la lista dei 10 racconti ‘più nevosi’ prediletti da Charlie English:

Dickens, Canto di Natale (1843)
Andersen La regina della neve (1844)
London, Il richiamo della foresta (1903)
Cherry-Garrard, Il peggior viaggio del mondo (1922)
Lewis, Le cronache di Narnia (1950-56)
Briggs, Il pupazzo di neve (1978)
Shackleton, Ghiaccio (1982)
Høeg, Il senso di Smilla per la neve (1992)
Guterson, La neve cade sui cedri (1994)
Pullman La bussola d’oro (1995)

http://www.donzelli.it/libro/1965/turista-della-neve

 

 

:-[i]-:
IBORDERLINE.NET // Recensioni / Fotografia ”Scialpinismo” di Loris De Barba  / Archivio Intraisass


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