di Bepi Magrin
L’AUTORE DE IL CAPITANO SEPOLTO NEI GHIACCI CI RACCONTA UNA DELLE SUE PIÙ GRANDI IMPRESE ALPINISTICHE. SIAMO SULLE ALPI DELLO STUBAI E GLI ECHI DEGLI ANNI 70 RIECHEGGIANO ANCORA TRA LE PARETI DOLOMITICHE
Tutti li conoscevano come i “Colibris”, perché i loro nomi – Kautsche, Uhne ecc. – erano troppo difficili da pronunciare per noi latini. Si trattava di quegli scalatori tedeschi che, negli anni ’70 erano rimasti 17 giorni appesi alla Parete Nord della Cima Grande di Lavaredo per tracciare una nuova via direttissima e invernale, una linea a goccia d’acqua realizzata con temperature di 30 gradi sottozero. Condizioni capaci dunque di scoraggiare chiunque – ma non loro – dall’accostarsi alle pareti. Quelli, i biondi campioni d’Oltralpe, erano là, dormivano nell’amaca appesa due chiodi sopra un vuoto pauroso e, ogni giorno, tiravano su per la parete (continua…)
di Davide Chiesa
IL RACCONTO INTEGRALE DELLA NUOVA SALITA SULLA PARETE OVEST DEL GRAN ZEBRÙ – GRUPPO ORTLES – ALPI CENTRALI
Esiste ancora chi è alla ricerca dell’alpinismo classico, di “ricerca”, quello della fatica, dei tentativi, della scoperta, per così dire dei “gradi bassi” che non premiano ed anzi, a volte, possono portare anche delle critiche (che noi ovviamente non condividiamo). Non esistono solo le vie estreme o quelle superiori al “quinto”: infatti tanti sono gli apprezzamenti da chi ama questo tipo di “abbordabile” alpinismo, che poi è quello della massa, cioè di coloro numerosi che affrontano la montagna nei week end – negli ultimi anni anche d’inverno – che amano cimentarsi con l’alta quota, e che sono coloro i quali fanno vivere la montagna nei rifugi, nelle valli, nei bilanci delle aziende di prodotti tecnici, nella vita dei professionisti, (continua…)
di Oreste Forno
HUASCARAN – CORDILLERA BLANCA – ANDE PERUVIANE
SETTIMA E ULTIMA PARTE
19 agosto, giovedì
Yanama, 19-8-93
Carissimi Adele, Giorgio, Alice e tutti gli scalatori, da vari giorni desidero scrivervi, come se questa lettera si fosse fatta da sola nel mio cuore attraverso la gioia dei primi giorni passati insieme, e con la sofferenza che ogni giorno si è fatta più grande.
Vi penso, prego, desidero pregare con il cuore, non tanto con parole vuote… (continua…)
di Oreste Forno
HUASCARAN – CORDILLERA BLANCA – ANDE PERUVIANE
SESTA PARTE
13 agosto, venerdì
Nella prima mattinata Ombretta scende al rifugio Marinella del Prato Maslino per avere notizie di Battistino e del suo compagno. Telefona a Ettore, il fratello di Alice, e assicurata dalle sue parole ritorna a salire verso la baita. Il profumo di resina emanato dai pini è intenso; il sole riesce a passare tra i rami con soffici raggi di luce che ogni tanto riflettono sul sentiero la sua ombra; sembrano farle festa graziose cinciallegre canterine che, con piccoli voli, si spostano da. un ramo all’altro per beccare dalle pigne appese a grappoli qua e là. (continua…)
di Oreste Forno
HUASCARAN – CORDILLERA BLANCA – ANDE PERUVIANE
QUINTA PARTE
11 agosto, mercoledì
La notizia della scomparsa di due alpinisti camuni sull’Huascaran, giunta via ANSA dal Perù, è nel bollettino dei telegiornali. Anna, che la vede nelle prime ore del mattino, si ritrova incredula e scossa. «No! Battistino e Giandomenico? No, non può essere!». Chiama suo marito Franco, cugino di Battistino, e con lui sale a Campolaro per avvisare Domenica, la sorella di Battistino. Per Domenica la notizia è uno shock ancora più grande, anche se la notizia dice solo ‘dispersi’. Prima che lo facciano altri è meglio scendere a Bienno a informare la mamma e il papà (continua…)
di Oreste Forno
HUASCARAN – CORDILLERA BLANCA – ANDE PERUVIANE
QUARTA PARTE
9 agosto, lunedì
Giorgio decide di mandare un portatore al campo l per recuperare la radio che ha Roman. Alice e gli altri compagni riprendono a osservare la cima nord dell’Huascaran, sperando sempre di vedere spuntare i compagni. A Llanganuco Felice e Giovanni salgono verso la parete per poterla osservare da vicino. Nei loro zaini hanno la radio, un binocolo e una sola arancia che dovrebbe servire da pasto per l’intera giornata. Rodolfo, rimasto alla laguna, prega il Signore affinché dia il suo aiuto. Caterina gli porta del tè molto caldo che dà un po’ di sollievo alla sua gola irritata (continua…)
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