
C’era una volta, per la precisione dal 31 dicembre 1931 al 19 aprile 1945, Il Popolo di Lecco. Era un settimanale – fascista, naturalmente – di informazione, dove per diverse ragioni l’alpinismo giocava un ruolo importante. Da quelle innumerevoli “cronache crodaiole” abbiamo pescato più o meno a caso alcuni “assaggi” e, certi del loro interesse storico, ve li proponiamo volentieri.
«I nostri giovani rocciatori hanno svolta, domenica scorsa, una notevole attività con ottime arrampicate sulle Grigne e altrove. Dell’Oro, Cassin e Comi hanno scalata per la seconda volta la Parete Carugati del Sasso Cavallo, in oltre sette ore di aspra fatica. Trattasi d’una delle più impervie ascensioni del lecchese, superata solo sei volte in oltre 21 anni dalla prima vittoria [...]» (dal numero del 18 giugno 1932).
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«Domenica, 31 luglio, i soci Dell’Oro, Comi e Spreafico E. hanno asceso la parete nord del Pizzo della Pieve [...] del Grignone, per il tracciato Fasana, quello che costò recentemente la vita ai compianti ardimentosi giovani milanesi: Veronelli e Cattaneo. La cordata, che ha compiuto l’ascensione in circa sei ore, ha rintracciato sul percorso parecchi oggetti appartenenti ai giovani caduti (piccozza, astuccio di macchina fotografica, cappello, ecc.), che verranno consegnati alle famiglie in lutto. La piccozza rinvenuta a m. 200 dalla vetta, fuori delle maggiori difficoltà, fa dubitare che la sciagura sia avvenuta intanto che i giovani ardimentosi si accingevano ad eseguire una fotografia. Consente questa ipotesi anche l’astuccio della macchina fotografica rotolato però molto più in basso [...]» (dal numero del 13 agosto 1932).
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«Domenica avremo Còmici in Grignetta. La nota scalatrice Mary Varale col marito l’accompagneranno nella prima visita di presentazione della nostra bella e affascinante montagna, degna delle attenzioni di un Sovrano [Re Alberto del Belgio, che la visitò compiendovi scalate nell'ottobre 1931, ndr], dell’ammirazione di una infinita schiera di rocciatori, di escursionisti avidi di bellezze e di quiete alpestre [...] (dal numero del 13 maggio 1933).
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«Domenica scorsa [14 maggio 1933, ndr] grande affluenza di arrampicatori e di ammiratori nei punti… strategici della cara e civettuola nostra montagna. Tutti cercavano Còmici, la simpatica, modesta e abilissima guida dolomitica che dà lezioni di arrampicamento sulle cuspidi e pareti della Grignetta [...]. Il campo di… battaglia era stato fissato sul popolare Fungo sul quale numerose cordate si davano il cambio; ma Còmici era invisibile. Non per noi che l’avevamo accompagnato lungo la Val Tesa, alla base ovest, sud-ovest da dove ha inizio la spettacolosa parete dello strano pinnacolo. Questa salita era stata compiuta, una sola volta, dai nostri Boga e Comi unitamente alla signora Varale [si tratta, evidentemente, del classicissimo e splendido spigolo meridionale del Fungo, salito per la prima volta dai tre menzionati il 21 - e non il 20, come ovunque erroneamente indicato - agosto 1932, ndr]. Trattandosi di una scalata di forza era stato stabilito di iniziare da qui la scuola di nuovo genere [...]» (dal numero del 20 maggio 1933).
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«Anche domenica scorsa si è lavorato molto in Grignetta, sul Grignone e sul Resegone. Qualcuno s’è spinto sul superbo Disgrazia che con i suoi 3678 metri domina la magnifica e non troppo battuta Valmasino. Un’altra comitiva ha fatto atto di presenza all’inaugurazione di un nuovo rifugio in Valle Codera, intitolato a Luigi Brasca e costruito ad iniziativa della sezione milanese del C.A.I. Sono, poi, in gestazione gite alla Presolana (parete nord), al Ferrante, al Pizzo Tre Signori [sic], al Bernina, al Cervino nonché alle Dolomiti. È questa, forse, la più interessante manifestazione dell’alpinismo lecchese fuori zona, in quanto i partecipanti si propongono di misurarsi con le famose scalate alle maggiori cime [...]» (dal numero del 15 luglio 1933).
Foto cover. Grignetta in bianco e nero. Foto di Carlo Caccia
Foto 1. Ritaglio dal numero dell'8 gennaio 1938 de “Il Popolo di Lecco”
Foto cover. Grignetta in bianco e nero. Foto di Carlo Caccia
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