
“ALPINISMO TRASCENDENTALE”
29 luglio 1883: come ci informano Marko Volken e Giuseppe Miotti nel loro Badile. Cattedrale di granito (Bellavite, Missaglia 2007), Karl Schulz di Lipsia, primo salitore della parete sud del Bietschhorn (3934 m, Alpi bernesi), attacca con le guide Clemenz Perren e Alexander Burgener il versante meridionale della celebre vetta del Masino-Bregaglia. Il terzetto sbriga la questione in un’ora e 25 minuti, forse aprendo una variante alla via normale tracciata da William Augustus Brevoort Coolidge (all’epoca diciassettenne) con le guide François ed Henri Dévouassoud in occasione della prima ascensione assoluta della montagna (26 luglio 1867). «Dal tempo impiegato – scrivono Volken e Miotti – si deduce comunque che si tratta di una cordata veloce ed esperta [...]. Minnigerode ci aveva messo 3 ore e 15 minuti [seconda ascensione assoluta, con Alois Pinggera, 11 settembre 1879, ndr], i Tauscher 2 ore e 30 minuti [terza ascensione assoluta, con Pinggera, Peter Egger e Peter Dangl, 31 luglio 1880, ndr], Lurani 1 ora e 45 minuti [quarta ascensione assoluta e prima italiana, con Antonio Baroni, 9 agosto 1880, ndr]». È proprio Francesco Lurani, sulla “Rivista alpina italiana” (come allora, nel 1883, si chiamava la “Rivista mensile” del Cai), a darci notizia della salita di Schulz sul Badile. L’articolo, intitolato Nuove escursioni nelle montagne di Val Masino, parla però anche d’altro e, visto che si tratta di belle cose che la dicono lunga del fiato e delle gambe dei pionieri, è assai interessante rileggerlo per intero (anche per saperne di più sull’“alpinismo trascendentale”).
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NUOVE ESCURSIONI
NELLE MONTAGNE DI VAL MASINO
di Francesco Lurani
Sono debitore alla gentilezza del distinto alpinista dott. Schulz di Lipsia, che è anche Socio del C.A.I., di una relazione delle escursioni in parte nuove da esso compite nei monti di Val Masino; e credo cosa non priva d’interesse pei colleghi del Club di consegnarne un sunto alle colonne della Rivista. Il signor Schulz era accompagnato dalle note guide vallesi C. Perren e Al. Burgener.
27 luglio – Colle del Torrone [3181 m, ndr], prima traversata. Partito dall’alpe Piancanino [Plan Canin o Plancanin, 1968 m, ndr] presso la Maloja alla 1,45 ant. percorse in tutta la sua lunghezza la piana vedretta del Forno nella direzione dell’Ago di Cleopatra [Schulz lo battezzò, come oggi è noto, Ago del Torrone, 3234 m, ndr], obelisco di roccia situato alla base ovest del Torrone orientale [3333 m, ndr]; alle 5,30 cominciò la vera salita: ebbe a passare tre bergschründe [crepacce terminali, ndr] e trovò difficile l’ultima parete di ghiaccio [50°, ndr]; alle 9,30 raggiunse il passo (3150 m.) proprio alla base dell’obelisco [la quota indicata dal Lurani è, come qualcuno avrà notato, leggermente inferiore a quella reale, ndr]. Sopraggiunsero le nebbie, ma ritenendo impossibile il tornare per la medesima via, volle tentare in ogni modo la discesa in Valle Torrone. Fu questa assai difficile dovendosi a più riprese evitare con viziose traversate le piodesse verticali. Piegando in questa discesa sempre a sinistra cioè ad oriente, riuscì alla fine a penetrare in un couloir di neve [sopra cui si innalza la parete sud-ovest del Pizzo Torrione Orientale, ndr] che lo condusse senza difficoltà sul ghiacciaio [Ghiacciaio del Torrone Orientale, ndr]. Alla 1 era all’alpe Torrone e la sera alle 7,30 ai Bagni del Masino.
29 luglio – Pizzo Badile [3308 m, ndr]. Impiegò 1 ora e 25 minuti dal piede della roccia alla vetta, seguendo una via che sembrami una media fra quella trovata dal Minnigerode con Pinggera [una difficile variante iniziale a destra della via dei primi salitori, ndr] e l’altra tenuta da me con Baroni [probabilmente coincidente con quella dei primi salitori, ndr].
2 agosto – Dalla Capanna Cecilia [si trovava nei pressi dell'attuale rifugio Ponti, 2559 m, e fu edificata proprio grazie a Francesco Lurani che la intitolò alla moglie, ndr], alla quale erasi recato il giorno antecedente e che trovò in buono stato e assai bene costrutta, raggiunse la cima del Monte della Disgrazia [3678 m, ndr] in sole 4 ore. Stupenda levata di sole, bellissima giornata. Discesa in Val di Mello all’alpe Cameraccio; da questa per cattivo sentiero all’alpe Torrone.
3 agosto – Pizzo Torrone Orientale 3330 m. [3333 m, ndr] (seconda ascensione; la prima dal versante italiano di Val Torrone). Evitando le piode a sinistra, salì facilmente all’obelisco tenendosi sempre nel ripido couloir di neve del quale si parlò più sopra. Dal passo la salita si fece sempre per le piode del versante meridionale presso la cresta e la vetta fu raggiunta in 1 ora e 35 minuti. La discesa sul ghiacciaio del Forno e per questo alla Maloja, venne trovata facile e fu compita in 5 ore [la prima ascensione assoluta del Pizzo Torrone Orientale, effettuata da nord-est, era riuscita esattamente un anno prima, il 29 luglio 1882, a R. Paulke e A. Rzewuski con le guide J. Eggenberger e C. Klucker, ndr].
Fra le altre ascensioni eseguite quest’anno dal dott. Schulz vanno notate specialmente le seguenti che appartengono all’alpinismo trascendentale: la salita al Piz Bernina [4049 m, ndr] dal nord (6 agosto), superando la famosa Berninascharte [Breccia del Bernina, ndr] fra questo e il Pizzo Bianco (già compita un’unica volta vari anni sono dal Güssfeldt) [si tratta della prima ripetizione della celeberrima Biancograt, superata per la prima volta il 12 agosto 1878 da Paul Güssfeldt con le guide Hans Grass e Johann Gross, ndr] e l’ascensione al Monte Rosa da Macugnaga [seconda ripetizione, sempre con Perren e Burgener, del Canalone Marinelli, salito per la prima volta il 22 luglio 1872 da Richard e William-Martin Pendlebury e Charles Taylor con le guide Ferdinando Imseng, Giovanni Oberto e Gabriel Spechtenhauser, ndr] in 8 ore e ½ [addirittura, ma inverosimilmente, 5 ore e 30 minuti secondo la guida Monte Rosa di Gino Buscaini, ndr] dal bivacco [effettuato dove nel 1886, a 3036 metri, sarebbe stata inaugurata la capanna Marinelli, ndr] al Rücke-Jägi (14 agosto). Il dott. Schulz eseguiva pure il 18 agosto una delle pochissime ascensioni di quest’anno al Cervino [4478 m, ndr] da Zermatt, scendendo pel primo dalla parte italiana sino al Col du Lion [3581 m, ndr] e di qui pel Furggengrat [Lurani intende il Colle di Furggen, 3273 m, ndr] tornando a Zermatt.
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La montagna indicata nella mappa è il Pizzo Badile
Foto cover. Il Pizzo Badile (3308 m, parete sud-est) con alla sua destra la Punta Sertori (3195 m) dalla vetta della Cima del Cavalcorto. Foto di Carlo Caccia
Foto 1. Da sinistra: il Colle del Torrone (3181 m), l'Ago del Torrone (3234 m) e il Pizzo Torrone Orientale (3333 m) dal bivacco Manzi-Pirotta. Foto di Carlo Caccia
Foto 2. Il Monte Disgrazia (3678 m) e l'anfiteatro della val Cameraccio dallo spigolo est della Cima del Cavalcorto. Foto di Carlo Caccia
Foto 3. Da sinistra: il roccioso Pizzo Bernina (4049 m), la Breccia del Bernina e il candido Pizzo Bianco (3995 m) con la celebre “Biancograt” dal Vadret da Morteratsch. Foto di Carlo Caccia
Foto cover. Il Pizzo Badile (3308 m, parete sud-est) con alla sua destra la Punta Sertori (3195 m) dalla vetta della Cima del Cavalcorto. Foto di Carlo Caccia
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