
AIGUILLE NOIRE DE PEUTÉREY (3773 m), PARETE OVEST, VIA RATTI-VITALI (1939)
PREMESSA – Dopo il racconto di Gigi Vitali, pubblicato la scorsa settimana, non abbiamo resistito: ecco quindi un approfondimento, nel nostro stile, sulle prime ripetizioni della grandiosa via aperta tra il 18 e il 20 agosto 1939 dallo stesso Vitali, al seguito di Vittorio Ratti, sui 650 metri dell’ombrosa parete ovest dell’Aiguille Noire de Peutérey (3773 m, Monte Bianco). Per ulteriori informazioni su questo storico itinerario rimandiamo qui, concentrandoci ora senza esitare sui nomi e sulle date: il frutto, come sempre, di una paziente (ma in fondo non troppo difficile anche perché entusiasmante) ricerca.
I NOMI E LE DATE – 1ª. Vittorio Ratti e Germano (Gigi) Vitali, 18-20 agosto 1939; 2ª. Gaston Rébuffat e Bernard Pierre, 4-5 luglio 1949 (con variante alta, da allora comunemente seguita, più semplice dell’originale); 3ª. Walter Bonatti, Andrea Oggioni ed Emilio Villa, 13-14 agosto 1949 (Bonatti avrebbe a suo tempo dichiarato che, sulla parete est del Grand Capucin, non incontrò passaggi altrettanto duri quanto quelli del diedro chiave della Ratti-Vitali); 4ª. Riccardo Cassin e Carlo Mauri, 17 luglio 1950; 5ª. Martin Schliessler e Helmut Martini, Richard Hechtel ed Hermann Feustel, 25-26 luglio 1951 (dichiarando la via almeno tanto difficile quanto la Cassin sulla parete nord-est del Badile ed “equivalente” alla Comici sulla parete nord della Cima Grande di Lavaredo e, inoltre, il diedro chiave tanto difficile quanto il tratto successivo alla grande traversata della Cassin sulla parete nord della Cima Ovest di Lavaredo); 6ª. Lionel Terray e R. Emeric, Michel Bastien e O. Garreta, 30 agosto 1951 (in 12 ore, bivaccando in discesa; il giudizio di Terray: la Ratti-Vitali è meno impegnativa e nettamente meno sostenuta della Cassin sul Badile); 7ª. Toni Hiebeler e Uli Wyss, 11-12 agosto 1952; 8ª. C. Morel e E. Gauchat, 19-20 luglio 1953 (in 11 ore; gli stessi svizzeri, due giorni dopo, effettuarono con J. Asper la 19ª salita della Major sulla parete della Brenva); 9ª. I. Gamboni e M. Bron, 22 luglio 1953 (in 10 ore); 10ª. Fritz (?) e B. Wintersteller (fratelli), 12-13 agosto 1953 (in 14 ore, bivaccando sopra il diedro); 11ª. Rudolf Bardodej e H. Renrl, 12-13 agosto 1953 (in 14 ore, bivaccando sopra il diedro); 12ª. Leone Pellicioli e Gino Bombardieri, 12-13 agosto 1953 (bivaccando alla base del diedro, a breve distanza dalle due cordate precedenti); 13ª. T.D. Bourdillon e H.G. Nicol, 23 luglio 1955 (bivaccando in cima); 14ª. Hermann Buhl e W. Bachmeier, J. Lehne e S. Moeb, 20 agosto 1955; 15ª. F. Bartolomei e P. Chironna, 22-23 agosto 1955; 16ª. F. Müller, A. Stikler e un compagno, 27-28 luglio 1956; 17ª. Una cordata tedesca o austriaca, 1956; 18ª. M. Bisaccia e G. Broggi, 13 agosto 1956 (in 11 ore); 19ª. Guido Rossa e P. Menegatti, 13 agosto 1956 (in 11 ore). Da ricordare inoltre il tentativo del 17 luglio 1949 di Jean Couzy e Marcel Schatz che, giunti al di sopra delle grandi difficoltà, il giorno seguente furono costretti dal maltempo ad una drammatica ritirata.
OSSERVAZIONI – Piccola premessa: quella di Ratti e Vitali, come noto, fu la seconda via tracciata sulla parete ovest dell’Aiguille Noire, a quattro anni da quella firmata da Gabriele Boccalatte e Ninì Pietrasanta (che il 1° agosto 1935 sbucarono sulla cresta sud tra la Punta Ottoz, 3586 m, e la Punta Bich, 3746 m). Assai diversa, tuttavia, la fortuna dei due itinerari, visto che la Ratti-Vitali fu ripetuta dieci anni dopo l’apertura (con la guerra in mezzo) mentre la Boccalatte vide i primi ripetitori (Louis Audoubert, Marc Galy e Guy Panozzo) soltanto il 1° agosto 1970, a trentacinque anni esatti dalla prima ascensione, e i secondi (Giovanni Bassanini e Pascal Gravante) nell’agosto 1983. Singolare poi il fatto che nel 1949, pochi giorni dopo il successo di Rébuffat e Pierre, la Ratti-Vitali fu tentata da Couzy e Schatz e poi ripetuta da Bonatti, Oggioni e Villa, diventando in breve una via piuttosto ambita. Gli italiani (ancora lecchesi: Cassin e Mauri) vi alzarono la voce anche nel 1950 ma nel 1951 e nel 1952 rimasero zitti, lasciando spazio a tre ripetizioni straniere con stelle del calibro di Martin Schliessler, Lionel Terray e Toni Hiebeler. Nel 1953 i successi furono addirittura cinque, con i “nostri” Pellicioli e Bombardieri impegnati ad “inseguire” due cordate austriache mentre nel 1954, per la prima volta in sei anni dal 1949, la grande via rimase desolatamente deserta. Tre le ripetizioni nel 1955 (compresa quella di Hermann Buhl) e quattro (compresa quella di Guido Rossa) nel 1956. E in seguito? La Ratti-Vitali divenne e restò «una classica, su roccia buona; chiodata a sufficienza e attrezzata per la discesa a corde doppie» (Gino Buscaini, Monte Bianco I, Cai-Tci, Milano 1994, p. 284). Per quanto riguarda le salite “particolari”, tutte italiane, sono da ricordare la prima invernale (Angelo Bozzetti e Luigi Pramotton, dal 31 gennaio al 3 febbraio 1967), la prima solitaria (Giorgio Bertone, 15 luglio 1975) e la prima solitaria invernale: il primo “pannello”, realizzato dal 2 al 4 febbraio 1982, del favoloso trittico di Renato Casarotto (che nei giorni seguenti firmò la prima solitaria invernale della Gervasutti-Boccalatte sulla Punta Gugliermina e la seconda solitaria invernale, dopo quella riuscita tra il 14 e il 18 febbraio 1980 al giapponese Mitsunori Shigi, della Bonington sul Pilone Centrale del Frêney).
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Le puntate precedenti del “Libro d’oro dell’alpinismo”
-Cima Ovest di Lavaredo, via Cassin-Ratti
-Cima Su Alto, diedro Livanos-Gabriel
-Campanile di Brabante, via Tissi
Foto cover. La splendida parete ovest dell'Aiguille Noire de Peutérey. Foto: www.summitpost.org
Foto 1. La parete ovest dell'Aiguille Noire de Peutérey con le vie (da sinistra): “Ratti-Vitali” (Vittorio Ratti e Gigi Vitali, 18-20 agosto 1939, 650 m, V+ e A2, TD+, linea rossa, tratteggiata la variante Rébuffat); “Variante Bérhault” (Patrick Bérhault, Nicolas Emériaud, Olivier Houillot e Jean-Jacques Vaillant, 12 agosto 1992, 300 m, 6b, linea gialla); “Via dei diedri” (René Desmaison e Giorgio Bertone, 3-5 luglio 1973, 650 m, VI e A3, ABO, linea verde); “Couzy-Desmaison” (diretta alla Punta Bich, già considerata variante alla “Boccalatte”; Jean Couzy e René Desmaison, 3-4 agosto 1957, 650 m, A3 e 2 passaggi di VI, ED+, linea blu); “Boccalatte” (Gabriele Boccalatte e Ninì Pietrasanta, 1° agosto 1935, 500 m fino alla cresta sud, VI, TD+, linea gialla). Foto: http://gallynette.free.fr
Foto cover. La splendida parete ovest dell'Aiguille Noire de Peutérey. Foto: www.summitpost.org
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