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Ruth Gorge: il ritorno dei giapponesi

8 lug 2010, di Carlo Caccia
Church

DOPPIETTA CREATIVA IN ALASKA PER KAZUAKI AMANO, RYO MASUMOTO E TAKAAI NAGATO CHE, NELL’APRILE SCORSO, HANNO SALITO IL PEAK 7400 (2255 m) PER LA PARETE OVEST (900 m, M6 e VI R) E IL MOUNT CHURCH (2509 m) PER LA PARETE NORD (1200 m, AI4+ e M6 R)

Dopo l’annuncio ecco i dettagli. Stiamo parlando delle due creazioni made in Alaska firmate nell’aprile scorso dai giapponesi Kazuaki Amano, Ryo Masumoto e Takaai Nagato: la prima sul Peak 7400 (2255 m) e la seconda sul Mount Church (2509 m). Siamo quindi a una ventina (abbondante) di chilometri a sud-est della vetta del McKinley (6194 m) e, per la precisione, nella Ruth Gorge (o Great Gorge): quello straordinario corridoio glaciale, lungo tredici e largo poco meno di due chilometri, che sviluppandosi da nord a sud fiancheggiato da una serie di splendide cime (piuttosto frequentate), collega il Don Sheldon Amphitheatre (da cui si dipartono i rami ovest, nord-ovest e nord del Ruth Glacier) con la grandiosa lingua meridionale dello stesso ghiacciaio.

Il Peak 7400 (piedi, si intende) si innalza sulla sponda orientale della Ruth Gorge, quattro chilometri a sud del celebre Moose’s Tooth (3150 m) e proprio di fronte al Mount Bradley (2775 m): la terza da nord (le altre, sempre da nord, sono il Mount Barrille, 2332 m; il Mount Dickey, 2909 m; il Mount Wake, 2774 m; il Mount Johnson, 2578 m; il Mount Grosvenor, 2575 m e, dulcis in fundo, il Mount Church, 2509 m) delle montagne che formano invece la sponda occidentale del “corridoio”.
Detto questo torniamo ad Amano e compagni che, sulle tracce dei connazionali Fumitaka Ichimura, Yusuke Sato e Tatsuro Yamada (in azione, nel 2007, sul Mount Bradley, sul Mount Church e sul Mount Johnson), tra il 18 e il 19 aprile 2010 si sono cimentati con la parete ovest del Peak 7400, violandola per una via nuova battezzata Optimist: 900 metri (22 lunghezze di corda) con difficoltà di M6 e VI R a destra della linea (900 m, VI/VI+ e artificiale) risolta nel 1989, in 28 ore tra salita e discesa, da Todd Bibler e Doug Klewin.

Una settimana dopo, tra il 25 e il 26 aprile, il trio Amano-Masumoto-Nagato ha invece salito la parete nord del Mount Church: il colosso che, posto all’estremità meridionale della Ruth Gorge (fianco occidentale), è stato scalato per la prima volta nel 1977 da Gary Bocarde, Stacy Taniguchi, Grant Henke e Dick Wheaton, per la seconda nel 2007 dai menzionati Ichimura e compagni (prima ascensione della parete nord) e per la terza e la quarta, sempre nel 2009 e sempre per la parete nord (due vie nuove), rispettivamente da Gavin Pike e James Clapham e da Jon Bracey e Matt Helliker.
Quella messa a segno dai “samurai” nelle scorse settimane dovrebbe quindi essere la quinta ascensione assoluta del Mount Church, riuscita come detto per la “solita” parete nord per un itinerario soltanto in parte nuovo. I nostri protagonisti hanno infatti cominciato la scalata seguendo la prima metà di Amazing Grace (la via di Pike e Clapham) e poi, quando questa piega a sinistra, procedendo direttamente fino alla cresta sommitale raggiunta poco a sinistra della vetta. La nuova creazione (1200 m, AI4+ e M6 R) è stata dedicata a Tatsuro Yamada (uno dei primi salitori della parete, come abbiamo visto) e a Yuto Inoue, dei quali qualche attento lettore ricorderà la tragica scomparsa, nel 2008, sulla Sud del McKinley.

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Nella mappa è indicata la Ruth Gorge, tra il Mount Bradley (a sinistra) e il Peak 7400


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Foto cover. Il Mount Church (2509 m), la più meridionale delle montagne della Ruth Gorge, ostenta la sua splendida parete nord. A destra del Mount Church spicca il roccioso Mount Johnson (2578 m), che copre il Mount Grosvenor (2575 m) che si innalza tra il Mount Church e il Mount Johnson. L'immagine è stata scattata nel cuore della Ruth Gorge, poco a nord del Mount Bradley (2775 m). Foto: www.summitpost.org


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