
MAKALU: 200.000 DOLLARI PER UN SOGNO
Oggi diamo i numeri: quelli della recente spedizione ucraina sulla parete sud-ovest del Makalu (8463 m). Ne abbiamo già parlato, è vero, ma con qualche elemento in più tra le mani abbiamo deciso di tornarci sopra, giusto per cominciare in bellezza una suite di articoli dedicata agli ultimi accadimenti sulle più alte montagne della terra.
Gli ucraini sul Makalu, dunque. Cominciamo subito col dire che il sogno è costato 200.000 dollari (circa 160.000 euro): soldi investiti bene, che hanno fruttato una linea nuova (variante di lusso), nel settore sinistro di quella parete che contava soltanto due salite (jugoslavi nel 1975, Pierre Béghin nel 1989). Ma perché “variante di lusso”? Semplice: Sergey Bublik, Vladimir Roshko, Dmitry Venslavovsky (gli uomini giunti in vetta, il 23 maggio 2010) e compagni, hanno affrontato terreno vergine “soltanto” tra quota 6600 (ossia dal campo 2, dove hanno abbandonato la via jugoslava) e quota 7600 (appena sopra il campo 4, dove hanno incontrato la via francese del 1971 sul pilastro sud-ovest). Lungo la variante, su roccia levigata e con protezioni generalmente cattive, i nostri eroi hanno superato difficoltà di IV e V grado, lasciando quindi al tiro chiave del pilastro sud-ovest (30 metri di A1 e A2 a quota 7700) il titolo di più difficile dalla scalata. Il tutto all’insegna di una grande determinazione – il maltempo, durante le prime due settimane di maggio, ha costretto tutti ai piedi della montagna, distruggendo completamente o in parte le tende dei campi 1, 3 e 4 – ma anche delle corde fisse: 3000 metri di cordone ombelicale ininterrotto da quota 6000 (tra il campo base avanzato e il campo 1) e quota 7800.
In sintesi: piazzato il campo base (4800 m) il 7 aprile, il 9 aprile gli ucraini hanno allestito il campo base avanzato (5850 m). Nei giorni successivi è stata la volta del campo 1 (6200 m) e del campo 2 (6600 m) e quindi, il 21 aprile, del campo 3 (7000 m). Il campo 4 (7500 m) è diventato realtà il 30 aprile mentre per piazzare il campo 5 (7750 m) i nostri protagonisti hanno dovuto aspettare il 17 maggio. Da lì, il 23 maggio, è scattato il decisivo attacco alla vetta.
Foto cover. Alexander Zakolodny in azione da capocordata sul tiro chiave (A1 e A2 a 7700 metri) del pilastro sud-ovest del Makalu. Foto: www.mountain.ru
Foto 1. Il settore sinistro della parete sud-ovest del Makalu con la via seguita dagli ucraini. I pallini gialli indicano i campi, dal base avanzato al 5. Il tratto blu evidenzia invece la parte originale della salita, da quota 6600 dove gli ucraini hanno lasciato a destra la via jugoslava, a quota 7600 dove hanno raggiunto il pilastro dei francesi. Foto: www.mountain.ru
Foto cover. Alexander Zakolodny in azione da capocordata sul tiro chiave (A1 e A2 a 7700 metri) del pilastro sud-ovest del Makalu. Foto: www.mountain.ru
copyright © 2000- Antersass Ricerca Culturale e Comunicazione - all rights reserved
iborderline [MANIFESTO] conceived and directed by Alberto Peruffo
intotherocks // written by Explorers, our Readers
corrispondenze // written and arranged by Blogger Storici di Intraisass + new and free entries / Alberto Peruffo, Andrea Gabrieli, Andrea Salvà, Antonello Romanazzi, Claudia Avventi, Erik Mario Baumgarten, Flavio Faoro, Franco Michieli, Gabriele Villa, Gianpaolo Castellano, Giovanni Busato, Lorenzo Castelli, Luca Visentini, Mario Crespan, Maurizio Mazzetto, Mauro Mazzetti, Mauro Loss, Melania Lunazzi, Paola Favero
rifugi culturali // researched by Antonello Romanazzi & Alberto Peruffo
ixplorerswall // community's comments
iborderline general coordination Antonello Romanazzi redazione@intraisass.it
graphic design and art logos Ester Chilese
web development fruktarbo.com