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Il gioco degli Ottomila (1)

20 lug 2010, di Carlo Caccia
Ucraini Makalu 3

MAKALU: 200.000 DOLLARI PER UN SOGNO

Oggi diamo i numeri: quelli della recente spedizione ucraina sulla parete sud-ovest del Makalu (8463 m). Ne abbiamo già parlato, è vero, ma con qualche elemento in più tra le mani abbiamo deciso di tornarci sopra, giusto per cominciare in bellezza una suite di articoli dedicata agli ultimi accadimenti sulle più alte montagne della terra.
Gli ucraini sul Makalu, dunque. Cominciamo subito col dire che il sogno è costato 200.000 dollari (circa 160.000 euro): soldi investiti bene, che hanno fruttato una linea nuova (variante di lusso), nel settore sinistro di quella parete che contava soltanto due salite (jugoslavi nel 1975, Pierre Béghin nel 1989). Ma perché “variante di lusso”? Semplice: Sergey Bublik, Vladimir Roshko, Dmitry Venslavovsky (gli uomini giunti in vetta, il 23 maggio 2010) e compagni, hanno affrontato terreno vergine “soltanto” tra quota 6600 (ossia dal campo 2, dove hanno abbandonato la via jugoslava) e quota 7600 (appena sopra il campo 4, dove hanno incontrato la via francese del 1971 sul pilastro sud-ovest). Lungo la variante, su roccia levigata e con protezioni generalmente cattive, i nostri eroi hanno superato difficoltà di IV e V grado, lasciando quindi al tiro chiave del pilastro sud-ovest (30 metri di A1 e A2 a quota 7700) il titolo di più difficile dalla scalata. Il tutto all’insegna di una grande determinazione – il maltempo, durante le prime due settimane di maggio, ha costretto tutti ai piedi della montagna, distruggendo completamente o in parte le tende dei campi 1, 3 e 4 – ma anche delle corde fisse: 3000 metri di cordone ombelicale ininterrotto da quota 6000 (tra il campo base avanzato e il campo 1) e quota 7800.

In sintesi: piazzato il campo base (4800 m) il 7 aprile, il 9 aprile gli ucraini hanno allestito il campo base avanzato (5850 m). Nei giorni successivi è stata la volta del campo 1 (6200 m) e del campo 2 (6600 m) e quindi, il 21 aprile, del campo 3 (7000 m). Il campo 4 (7500 m) è diventato realtà il 30 aprile mentre per piazzare il campo 5 (7750 m) i nostri protagonisti hanno dovuto aspettare il 17 maggio. Da lì, il 23 maggio, è scattato il decisivo attacco alla vetta.


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Foto cover. Alexander Zakolodny in azione da capocordata sul tiro chiave (A1 e A2 a 7700 metri) del pilastro sud-ovest del Makalu. Foto: www.mountain.ru


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  • lamberto
    La cosa e' piu' semplice di quel che si crede: Confortola ha bisogno di apparire in tv per tenere vivo il suo giro di sponsor, perche' e' sempre a caccia di nuovi sponsor e cosa di meglio che apparire in tutte le salse, quello che e' piu' strano e' il comportamento di un servizio pubblico come la Rai che 'regala' pubblicita' a un soggetto con i soldi del canone pubblico......Bisognerebbe chiedere delucidazioni ai direttori della Rai...
  • 4Xiti
    Sono capitato per caso sul vostro sito leggendo un articolo del 2008 su Intraisass intitolato ''dove va l'alpinismo italiano''. E trovo che le cose che scrivevate due anni fa sono ultraprofetiche ma che la situazione e' ulteriormente peggiorate. A proposito di Da Polenza e dei suoi legami con il potere addirittura degenerate. C'e' una trasmissione della Rai 2 'Quello che...Regioni' che in tal senso e' delirante (oltretutto dovrebbe occuoparsi di fatti regionali e quindi chissa' cosa c'entrano le spedizioni sull'Hymalaia....???) . In un anno hanno dedicato due intere puntate nel maggio 2009 e nel giugno di quest'anno a Da Polenza e alle sue presunte imprese. Non solo, hanno intervistato per cinque volte in sei mesi, a vario titolo (esperto di turismo, guida alpina, esperto di soccorso alipno e infine epico scalatore con toni deliranti da ventennio !!!) Marco Confortola, facendo pure un ampio servizio prima della sua 'impresa' fallita sul Lhotse. Nella trasmissione passa di tutto senza alcun controllo da parte della giornalista Faverio (ex portavoce di Bossi...). Sono perfino riusciti a dire come novita' che Ev-K2 Cnr ha portato una apparecchiatura frutto dell'ingegno italiano, un bruciatore per rifiuti, sulle vette asiatiche per ripulirle, ma quello stesso portento era gia' stato presentato a Roma nel 2004!!!! (basta vedere le puntate della trasmissione in questione sul sito Rai Parlamento....Come e' possibile tutto cio'? E la stessa trasmissione Rai e' stata messa paro paro (tanto era critica...) sul sito Montagna Tv che mi dicono essere dello stesso Da Polenza. Insomma denaro pubblico speso per una sito privato...e poi dicono che la Rai fa una battaglia per evitare la pirateria dei suoi programmi su Youtube....Voi sapete darci una risposta ai nostri quesiti? Io ho mandato mail in rai per segnalare la cosa ma non ho ottenuto nessuna risposta. Che sia possibile invaderli di mail di protesta affinche' cambino strada e non ci propinino piu' Confortola su tutto e Da Polenza eroe dei due mondi?
  • evidentemente non leggono IntoTheRocks ...


    Certo che i toni roboanti con cui si è preannunciata l'ultima parete interamente inviolata dei giganti della Terra non rendeva giustizia alle migliori intenzioni di un gruppo di alpinisti tra i più forti in circolazione.

    Però è ingiusto anche fare i conti col senno di poi: il Gasherbrum I come pure il G2 est e la cima principale da nord sono impressionanti solo da guardare (per quei pochi che le hanno vedute e sentite .. come il caro Unterkircher con i fidi Compagnoni e Bernasconi nel 2007 e Hählen, Mitterer e Steck nel 2006.

    Stefano Lovison
  • L Agostinelli
    Ma perche' falliscono le spedizioni annunciate con toni roboanti dalla trasmissione quello che...Regioni di raidue, come quelle di Confortola al Lhotse e di da Polenza e soci al G1? Forse che i giornalisti in questione non sanno nulla di alpinismo.....o portan sfortuna e tutto quello che annunciano con toni da ventennio fascista o da retorica da portinaie fallisce
  • Cararar
    Concordo. Ho visto recentemente la trasmissione e c'e' una giornalista, Simonetta Faverio, che ha intervistato Confortola in un servizio in cui faceva domande tipo 'ma e' vero che non si possono raccogliere i fiori nel parco nazionale dello Stelvio?'. E via dicendo. Il finale era da oscar: Confortola e la giornalista stesi su un prato a guardare i monti con la musica di Paradise...Se questo e' il giornalismo, addio alpinismo.
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