
55 CANDELINE PER LO SPANTIK (7027 m) E 52 PER IL GASHERBRUM I (8068 m), SALITI PER LA PRIMA VOLTA IL 5 LUGLIO 1955 E 1958
THE GOLDEN PEAK. Come tante altre, lo Spantik (7027 m) è una montagna dalla doppia personalità. Da una parte, quella meridionale, è relativamente tranquilla. Dall’altra, a nord, è di una ferocia inaudita. Logico, quindi, che la prima ascensione sia riuscita da sud – per la precisione per la cresta sud-est – ossia dal Chogolungma Glacier: uno dei grandi ghiacciai del Karakorum. Il successo, dopo il pionieristico tentativo del 1903 fino a quota 6700 dell’«inarrestabile americana Fanny Bullock Workman, con suo marito William» (A. Fanshawe e S. Venables, Himalaya Alpine-Style, Hodder & Stoughton, 1995, p. 21), arrivò il 5 luglio 1955 – quindi esattamente 55 anni fa – ad opera di una spedizione tedesca guidata da Karl Kramer, che piazzò 4 campi intermedi.
La seconda ascensione dello Spantik, nel 1978, si svolse per la medesima via (in vetta, il 6 agosto, arrivarono i giapponesi M. Kamei e M. Sakai) mentre la terza, dello stesso anno, fu anche la prima per la cresta sud. La cosa interessante, comunque, è che furono ancora dei giapponesi (S. Nakamura e S. Yamamoto, membri di un’altra spedizione) a cogliere il successo, toccando la cima l’8 agosto. Per la quarta ascensione bisogna andare al 1984, quando gli olandesi F. Visser, M. Frissel, P. Slooten, A. Briët, S. Deneer, M. Hogeweg e J. Bongenaar giunsero a quota 7027 tracciando una variante (a sinistra) alla via del 1955, mentre la quinta è la grandiosa impresa firmata nel 1987 dai britannici Victor Saunders e Mick Fowler: gli eroi del pilastro nord, quello splendido Golden Pillar che fa dello Spantik il Golden Peak.
THE HIDDEN PEAK. In cima al Gasherbrum I (8068 m), attualmente nel mirino di Hervé Barmasse, Daniele Bernasconi e Mario Panzeri che stanno per cimentarsi con la sua inviolata parete nord, sono arrivati ad oggi poco meno di 300 alpinisti. Una discreta processione aperta il 5 luglio 1958 – giusto 52 anni fa – dagli americani Andrew John Kauffman e Peter Kittlesby Schoening, membri di una spedizione che salì per il cosiddetto Sperone IHE (“International Himalayan Expedition”) e la cresta sud-est: una via che, finora, conta soltanto 3 ripetizioni.
Ma anche il fantastico itinerario della seconda ascensione assoluta dell’Hidden Peak, come molti preferiscono chiamare il Gasherbrum I, non ha avuto troppo successo. Pensate un po’: la via (parete nord-ovest) della mitica scalata in stile alpino di Reinhold Messner e Peter Habeler, che il 10 agosto 1975 furono i primi “epigoni” di Kauffman e Kittlesby, non è mai stata ripetuta. Notiamo poi che anche per il Gasherbrum I, come per lo Spantik, ai tanti anni tra la prima e la seconda ascensione fecero seguito soltanto poche ore tra la seconda e la terza, visto che a quota 8068, il giorno dopo Messner e Habeler, arrivarono anche gli austriaci Robert Schauer, Hanns Schell ed Herbert Zefferer (per la via del 1958).
Foto cover. Il versante meridionale dello Spantik (7027 m). A sinistra la lunga cresta sud-est: la facile via normale aperta nel 1955 in occasione della prima ascensione assoluta della montagna (www.commons.wikimedia.org)
Foto 1. Il versante sudoccidentale del Gasherbrum I (8068 m). La via seguita dai primi salitori, ripetuta soltanto 3 volte, segue grossomodo la lunga linea contro il cielo (cresta sud-est) a destra della vetta. L'immagine, storica, è stata scattata dal campo base della spedizione del 1958 (www.commons.wikimedia.org)
Foto cover. Il versante meridionale dello Spantik (7027 m). A sinistra la lunga cresta sud-est: la facile via normale aperta nel 1955 in occasione della prima ascensione assoluta della montagna (www.commons.wikimedia.org)
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