
IMPRESSIONI DALLA PRIMA EDIZIONE DEL “KARL UNTERKIRCHER AWARD”
«L’ideale di Karl continua: andare senza farsi gabbie, senza porsi limiti, verso quello che si sente come il vero». Con questa frase, sabato 10 luglio 2010 a Selva di Val Gardena, Kurt Diemberger ha concluso il suo intervento alla serata finale della prima edizione del “Karl Unterkircher Award”: l’evento organizzato per celebrare il ricordo di un grande alpinista e sognatore che, dal 15 luglio 2008, riposa sulla parete Rakhiot del Nanga Parbat. Dopo le parole di Kurt, chiamata sul palco la giuria – composta da Ines Papert, Hans Kammerlander, Rolando Larcher, Volker Leuchsner e dal sottoscritto – ecco l’atteso annuncio del vincitore (primus inter pares): il premio d’onore è stato assegnato ad Ueli Steck per la sua eccezionale polivalenza, che nel corso del 2009 lo ha portato dalle grandi pareti nord delle Alpi al granito della Yosemite Valley fino alle vette del Gasherbrum II (8035 m) e del Makalu (8463 m).
Ciò che conta veramente, però, è che il “Karl Unterkircher Award” sia stato una festa ben riuscita: un importante momento di incontro paragonabile, fatte le debite proporzioni, ai Piolets d’Or. Perché nei giorni scorsi a Selva di Val Gardena – un contesto ideale, sia dal punto di vista ambientale sia da quello storico – oltre che sullo svizzero Steck i riflettori erano puntati sui suoi connazionali Samuel e Simon Anthamatten e Michael Lerjen nominati per la via aperta sullo Jasemba, sugli sloveni Marko Prezelj, Rok Blagus e Luka Lindic autori di tre splendide ascensioni sui Bhagirathi, sul tedesco Robert Jasper e sullo svizzero Roger Schäli per la salita in libera della Direttissima dei giapponesi sulla parete nord dell’Eiger e sull’italiano Simone Moro e sul kazako Denis Urubko primi in inverno sul Makalu. Insomma: come qualcuno ha fatto notare, una buona fetta del meglio dell’alpinismo mondiale, un reggimento di stelle internazionali che in val Gardena forse non si era mai visto e che sabato mattina, prima del pranzo al rifugio Salei nei pressi del passo Sella, si è dato da fare sulle pareti della zona.
Cosa aggiungere? Potremmo dire della grande forza di Silke e di Peter, moglie e fratello di Karl, che con l’instancabile Herbert Mussner hanno dato vita al premio. Potremmo dire dello splendido sorriso, da bambino, del giovanissimo Lindic (classe 1988) e dello sguardo buono di Schäli. Poi di Samuel Anthamatten, quel concentrato di energia (statura: più o meno un metro e sessanta) che da vero monello (classe 1986) dall’espressione imperturbabile da finto innocente, si è presentato al pubblico più o meno così: «Asino a scuola in tedesco, matematica e tutto il resto, ho pensato di darmi allo sport». Anche Steck, ordinatissimo come sempre, non ha comunque mancato di dare spettacolo («In parete mi tocca correre perché sono sposato da poco e mia moglie mi vuole a casa per mezzogiorno»). E per chiudere con gli svizzeri ecco una frase – non una battuta – di Lerjen: «È più difficile organizzare una manifestazione del genere che salire in cima allo Jasemba». C’erano poi Moro, che col tedesco sembra più a suo agio del piccolo Anthamatten, e il gentilissimo Jasper. E come dimenticare Prezelj, il veterano del gruppo, dalla passione inestinguibile e più grande delle montagne che ha scalato? Personaggi fantastici, tutti insieme ai piedi del Sassolungo con quelli – Ivo, Stefan, Adam, Reinhard, Hermann… – che il Sassolungo lo conoscono da quando sono nati.
Noi, questa volta, abbiamo visto l’evento da un punto di vista particolare, non da “semplici” cronisti. Per cui facciamo anche più fatica a raccontarlo: potremmo dilungarci ancora, certo, ma sentiamo il bisogno di fermarci, lasciando il resto alle immagini e augurando al “Karl Unterkircher Award” lo splendido futuro che si merita.
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Altre immagini - English version
Foto cover. Serata finale del “Karl Unterkircher Award”. Da sinistra: Silke Unterkircher, Herbert Mussner (parzialmente nascosto), Michael Lerjen, Marko Prezelj, Luka Lindic, Kurt Diemberger (parzialmente nascosto), Samuel Anthamatten, Rok Blagus, Ueli Steck, Roger Schäli, Robert Jasper e Simone Moro. Foto di Carlo Caccia
Foto 1. Tre giurati: Rolando Larcher, Ines Papert e Hans Kammerlander. Foto di Carlo Caccia
Foto 2. Ueli Steck e Simone Moro: uomini da Makalu in estate e in inverno. In mezzo, Herbert Mussner. Foto di Carlo Caccia
Foto 3. Concentrazione di grandi alpinisti a Selva di Val Gardena. Da sinistra: Michael Lerjen che conversa con Ueli Steck, Simone Moro in posa con Kurt Diemberger, Samuel Anthamatten che ne sta raccontando una delle sue e poi, evidentemente divertiti, Marko Prezelj, Luka Lindic, Rok Blagus e Roger Schäli. Foto di Carlo Caccia
Foto 4. Luka Lindic (classe 1988) “rende omaggio” a Kurt Diemberger (classe 1932). Tra i due, Rok Blagus e Robert Jasper. Foto di Carlo Caccia.
Foto cover. Serata finale del “Karl Unterkircher Award”. Da sinistra: Silke Unterkircher, Herbert Mussner (parzialmente nascosto), Michael Lerjen, Marko Prezelj, Luka Lindic, Kurt Diemberger (parzialmente nascosto), Samuel Anthamatten, Rok Blagus, Ueli Steck, Roger Schäli, Robert Jasper e Simone Moro. Foto di Carlo Caccia
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