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Walter Bonatti: 80 anni di coerenza

22 giu 2010, di Carlo Caccia
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Il grande Walter oggi compie 80 anni. Non li dimostra, però: tanto nel fisico quanto nel pensiero. La grinta di quell’uomo, nato a Bergamo il 22 giugno 1930, è sempre la stessa: a sentirlo, oggi, imprese come quella del Petit Dru (55 anni fa) o del Cervino (45 anni fa) si spiegano quasi da sole. Walter rimane l’alpinista, incarna la quintessenza dell’alpinismo: tutto il resto è un di più. Può sembrare duro, quasi antipatico. Ma in fondo è tutta una maschera, che rivela la coerenza di un uomo che non ha mai tradito le proprie idee, le proprie convinzioni. In pubblico può piacere o non piacere. In privato è di una squisitezza unica, che racconta e ascolta con la curiosità di un bambino (anche se su certe cose è meglio non contraddirlo). Parla di un mondo che non c’è più, di meraviglie che lui ha toccato e vissuto perché ha voluto ed è stato capace di spingersi oltre, abbandonando le false sicurezze per trovare quella vera: «Quella che maturi dentro te stesso con l’esperienza, con la volontà, con la costanza, con la determinazione, con la coerenza. Se riesci a mettere insieme queste cose, ci arrivi. La sicurezza è la responsabilità che prendi verso te stesso! E quello che accade è che cresci: il vero risultato è la crescita dentro di te».
Quando parla, Walter, non usa soltanto la voce: bisogna guardarlo, vedere le sue mani, le espressioni del volto. Il messaggio è unico, affascinante, degno di una leggenda vivente («L’obiettività impone chiarezza»). Tutta retorica da folle eroe moderno, come il «grande alpinismo tradizionale» che «può forse apparire assurdo e insopportabile»? Forse no, se è vero «che il destino dell’uomo è quello di diventare sempre più umano. Ecco cosa vogliono ricordarci le inutili quanto sagge “follie” degli attuali eroi». Personaggi che, attenti al passato e all’avvenire, non credono all’ultimo mito: la distruzione degli altri miti. Riguardo la concezione dell’alpinismo, «per oggettivare il discorso», Walter ribadisce che la sua «trova riscontro e chiarezza» sia nelle imprese sia nel modo di vivere: «È l’alpinismo classico a cui mi sono sempre ispirato, poiché si confà perfettamente al mio temperamento e risponde completamente alle mie necessità. Ed è muovendomi nel solco di una tradizione che ho sempre cercato di portare questa traccia più avanti, senza snaturarla, rispettando le regole di un gioco che ha un fascino e una giustificazione proprio perché il “mazzo” non è stato truccato per vincere ad ogni costo».

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Foto cover. Dubino, 28 ottobre 2008: Walter Bonatti racconta. Foto di Carlo Caccia


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