
I GIOVANI TOM RIPLEY, LUKE HUNT E HAMISH DUNN, DURANTE IL PROSSIMO MESE DI AGOSTO, TENTERANNO L’INVIOLATA CRESTA NORD-OVEST DELLA PIRAMIDE ROCCIOSA CHE, QUOTATA 6651 METRI, SI INNALZA NEL KARAKORUM TRA I GHIACCIAI HISPAR E BIAFO E LA SHIMSHAL VALLEY
Il Tahu Rutum (6651 m, Karakorum) non è soltanto una bella cima: è anche un importante “pilastro d’angolo” che da una parte (sud-ovest) fa parte del bacino dell’Hispar Glacier, da un’altra (sud-est) chiude a nord quello del Biafo Glacier e da un’altra ancora (nord) si affaccia verso la Shimshal Valley. Così, nel 1977, i giapponesi Kazuto Obata, Yukio Usagawa, Yoshinobu Tanaka, Kazuya Mitsumochi, Hirotoshi Miyagawa, Katsuo Matsumura, Yutaka Shimizu, e Hideyuki Ohnishi, che per primi (e finora unici) ne raggiunsero la vetta, attaccarono la loro via (la difficile cresta sud-ovest) dal Biafo Glacier mentre nel 2008, in occasione del suo notevole tentativo solitario sulla parete occidentale, l’americano Kyle Dempster – protagonista all’ultima edizione dei Piolets d’Or – è giunto al cospetto del proprio obiettivo percorrendo tutto l’Hispar Glacier.
Attenzione, però: qualche chilometro a sud del Tahu Rutum si apre l’Hispar La o Hispar Pass (5128 m) che, con tutti i problemi del caso, permette di passare da un ghiacciaio all’altro. Così, una volta in Pakistan (partiranno da Manchester il 22 luglio prossimo), i giovani inglesi Tom Ripley (20 anni), Luke Hunt (21, studente di medicina) e Hamish Dunn (idem, studente di ingegneria), che alla loro prima esperienza extraeuropea sognano di salire in stile alpino l’inviolata cresta nord-ovest del Tahu Rutum, si avvicineranno alla loro montagna per Skardu, Askole, il Biafo Glacier e il valico appena menzionato. Una volta superato il passo scenderanno per un tratto lungo l’Hispar Glacier per poi abbandonarlo entrando a destra (nord) nel Khani Basa Glacier (chiuso in fondo dal poderoso Kanjut Sar, 7760 m) e quindi nel suo ramo orientale, al termine del quale si innalza il Tahu Rutum.
Sostenuta addirittura da Chris Bonington, che ha dichiarato che «una salita in stile alpino del Tahu Rutum è un obiettivo particolarmente impegnativo e degno di nota, in grado di innalzare il profilo dell’alpinismo britannico», la spedizione di Ripley, Hunt e Dunn si è meritata anche le 1500 sterline dell’edizione 2010 del Nick Estcourt Award: il premio annuale che ricorda l’alpinista scomparso il 12 giugno 1978 sul K2. Da notare che nel 2009 il riconoscimento (stessa cifra) era andato al progetto di Nick Bullock e Andy Houseman sul Chang Himal (6812 m). Tra gli altri beneficiari del premio ricordiamo poi quelli dell’edizione 1980 (la prima), ossia Alex MacIntyre, Wojciech Kurtyka, Ludwik Wilczyczynski e René Ghilini autori di una via nuova sulla parete est del Dhaulagiri (8167 m). Ci piace poi segnalare quelli dell’edizione 1986: Andy Fanshawe, Liam Elliott, Hamish Irvine, Ulric Jessop e Simon Lamb, artefici della prima traversata delle due cime (7665 e 7654 m) del Chogolisa. Nel 1987 le 1000 sterline del premio andarono alla spedizione di Victor Saunders e Mick Fowler al “Golden Pillar” dello Spantik (7027 m) mentre nel 1993 furono assegnate a Andy Cave, Brendan Murphy e compagni per il loro tentativo sulla cresta sud del Gasherbrum IV (7925 m). Nel 1994 toccò ancora a Murphy (tentativo, con Dave Wills, sulla cresta nord del Latok I, ufficialmente 7145 m, secondo Arturo Bergamaschi 7085 m), nel 2000 a Ian Parnell e soci, capaci di salire la cresta nord-est dell’Arwa Spire (6193 m) e nel 2006 nuovamente a Parnell che, con Tim Emmett, ha scalato il difficile pilastro sud-est del Kedar Dome (6830 m).
Foto cover. Il Tahu Rutum (6651 m, Karakorum), evidente a sinistra, dal Khani Basa Glacier (bacino dell'Hispar Glacier). A sinistra della vetta si nota la lunga cresta nord-ovest, che delimita da un lato la vertiginosa parete occidentale. La cima al centro dell'immagine e quella a destra sono senza nome. Foto di Lee Harrison (www.summitpost.org)
Foto cover. Il Tahu Rutum (6651 m, Karakorum), evidente a sinistra, dal Khani Basa Glacier (bacino dell'Hispar Glacier). A sinistra della vetta si nota la lunga cresta nord-ovest, che delimita da un lato la vertiginosa parete occidentale. La cima al centro dell'immagine e quella a destra sono senza nome. Foto di Lee Harrison (www.summitpost.org)
copyright © 2000- Antersass Ricerca Culturale e Comunicazione - all rights reserved
iborderline [MANIFESTO] conceived and directed by Alberto Peruffo
intotherocks // written by Explorers, our Readers
corrispondenze // written and arranged by Blogger Storici di Intraisass + new and free entries / Alberto Peruffo, Andrea Gabrieli, Andrea Salvà, Antonello Romanazzi, Claudia Avventi, Erik Mario Baumgarten, Flavio Faoro, Franco Michieli, Gabriele Villa, Gianpaolo Castellano, Giovanni Busato, Lorenzo Castelli, Luca Visentini, Mario Crespan, Maurizio Mazzetto, Mauro Mazzetti, Mauro Loss, Melania Lunazzi, Paola Favero
rifugi culturali // researched by Antonello Romanazzi & Alberto Peruffo
ixplorerswall // community's comments
iborderline general coordination Antonello Romanazzi redazione@intraisass.it
graphic design and art logos Ester Chilese
web development fruktarbo.com