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Grande alpinismo tra Canada e Nepal

17 mag 2010, di Carlo Caccia
Web P1050007

KATSUTAKA YOKOYAMA E YASUSHI OKADA: VIA NUOVA SULLA PARETE SUD DEL MOUNT LOGAN

Dal Denali (6194 m) al Mount Logan (5959 m): dalla prima alla seconda montagna del Nordamerica. Un passo indietro, quindi? Nemmeno per sogno. Perché da una parte, in Alaska, c’è sempre un sacco di gente mentre dall’altra, nello Yukon (i due colossi distano fra loro poco più di 500 chilometri), gli incontri non sono così frequenti. E poi, soprattutto, perché il Logan è un gigante cattivissimo, che non ha niente da invidiare al più celebrato Denali. Anzi. Fino a pochi giorni fa vantava una delle più grandiose pareti inviolate del pianeta, quella fantastica muraglia sud-est «tecnicamente difficile, soggetta a condizioni meteorologiche estreme, immersa in un paesaggio polare: lo scenario ideale per l’alpinismo del nuovo millennio» (Chic Scott).
Vantava, abbiamo scritto, perché tra il 4 e il 6 maggio 2010 quei 2500 metri di ghiaccio e roccia sono stati finalmente (e magnificamente) superati ed è bello che il capolavoro sia riuscito, in cordata con Yasushi Okada, a quel Katsutaka Yokoyama che sul Denali ne ha combinate come pochi altri, mettendo a segno la seconda ripetizione della proibitiva Denali Diamond (nel 2005, con Fumitaka Ichimura) e concatenando Isis Face, la Ramp Route e la Diretta Slovacca (nel 2008, ancora con Ichimura e inoltre Yusuke Sato, qui e qui i dettagli). Dal Denali al Mount Logan, dunque, per piazzare un altro gran colpo: un’avventura maiuscola di cui oggi vi proponiamo gli elementi essenziali, in attesa che sia lo stesso Yokoyama, nei prossimi giorni, a raccontarci ogni particolare.

Yokoyama e Okada, dopo essersi acclimatati ripetendo in otto giorni tra salita e discesa la lunghissima cresta est (Kermith Ross, Don Monk, Cecil Ouellette, Gilbert J. Roberts e David A. Collins, 1957, fino alla cima est) della “loro” montagna, il 4 maggio alle 8.30 hanno messo le mani sulla parete sud-est: in pratica, nel gigantesco contesto del versante meridionale del Mount Logan, quel settore a destra della difficile Warbler Ridge, percorsa per la prima volta nel 1977 dai canadesi Jay Page, Frank Baumann, Fred Thiessen e David Jones con lo svizzero René Bucher. Più precisamente: Katsutaka e Yasushi hanno attaccato, a quota 2600, la parte destra della Sud-est, salendo per un tratto direttamente e poi piegando in diagonale a sinistra fino al luogo del primo bivacco, raggiunto alle 20. Il giorno successivo, partiti alle 7.30, hanno lottato fino alle 23 e il terzo giorno la musica è stata soltanto leggermente diversa, con partenza alle 8 e arrivo sulla cresta est, a quota 5100, alle 22.50: la parete (2500 m, WI5 e M6, ED+, la via è stata battezzata I-TO) era superata ma la vetta era ancora lontana. Il 7 maggio, sempre alle 8, i due “samurai” (consapevoli che non avrebbero potuto ripercorrere in discesa la via appena aperta: troppi traversi e rocce rotte) sono così partiti in salita lungo il crinale e alle 13.40, arrivati sulla cima est (5900 m) del Mount Logan, hanno fatto dietrofront, cominciando così l’odissea (30 chilometri, prima lungo la cresta est e poi sul ghiacciaio) fino al campo base, raggiunto l’8 maggio.

Intervista a Katsutaka Yokoyama

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DENIS URUBKO: LINEA NUOVA IN SOLITARIA SUL LHOTSE

Anche in questo caso vale quanto detto sopra: in attesa dei dettagli, per ora vi diciamo soltanto che dal 16 maggio 2010, sul Lhotse (8516 m), esiste una nuova linea di salita. L’ha tracciata in solitaria, come un lampo dal Colle Sud (7900 m), l’indomabile Denis Urubko che, partito alle 6.10, alle 11.30 era già in vetta e alle 16 era al campo 2 (in pratica lungo la via normale dell’Everest). Per altre informazioni, per adesso, rimandiamo al blog di Simone Moro.

Foto cover. 5 maggio 2010: nel cuore della parete sud-est del Mount Logan. Foto di Katsutaka Yokoyama


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  • Per la cronaca I-TO ha vinto l'Asia Piolet d'or ... complimenti a Yasushi Okada e a Katsutaka “Jumbo” Yokoyama!

  • Appena poche settimane dalla prima salita della parete nord del Tawoche da parte di Fumitaka Ichimura e Genki Narumi, dopo il Kalanka da Piolets d’Or, lo Spantik, la trilogia in stile alpino al McKinley e la altre in Alaska e Bolivia ... ora la via sul Mt. Logan che Climbing definisce “superba”.
    Siamo indubbiamente di fronte non solo ad alpinisti capaci, risoluti e umili ma ad un movimento alpinistico generazionale di levatura assoluta.

    Tutta la mia ammirazione per i Giri-Giri Boys (Giri-Giri grossomodo significa “al limite di qualcosa”) … sono pure simpatici, il che non guasta.
    Qui un bel profilo di Katsutaka “Jumbo” Yokoyama dal blog di Kelly Cordes
    http://kellycordes.wordpress.com/2010/05/14/jum...

    chapeau!!!

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