Intotherocks


Sogno nepalese

6 apr 2010, di Carlo Caccia
Tengi Ragi Tau 5

A NORD DEL PASSO TESI LAPCHA (5755 m), TRA LA ROLWALING VALLEY E IL KHUMBU, SI INNALZA IL TENGI RAGI TAU (6941 m) CHE, SALITO PER LA PRIMA VOLTA NEL 2002 DA UNA SPEDIZIONE GIAPPONESE, È STATO TENTATO NEI MESI SCORSI, PER LA CRESTA SUD, DAGLI SPAGNOLI JORDI COROMINAS E ORIOL BARÓ

Primi mesi del 1951: la Royal Geographical Society e l’Alpine Club ottengono dal governo nepalese il permesso di effettuare una spedizione al versante meridionale dell’Everest. Eric Shipton e compagni (W.H. Murray, T. Bourdillon, M. Ward, H.E. Riddiford e E.P. Hillary, in quello stesso anno, diventano così i primi occidentali a valicare il passo Tesi Lapcha (5755 m): la porta del Khumbu dalla Rolwaling Valley. Nove anni dopo, il 28 ottobre 1960, Edmund Hillary è di nuovo lassù, alla testa di una squadra alpinistico-scientifica internazionale che si propone, tra le altre cose, di fare chiarezza sul leggendario Yeti. «Stando ad Hillary – scrive Desmond Doig nel libro che racconta quella grande avventura (In alto sulle cime, Longanesi, Milano 1970), il Tesi Lapcha è probabilmente uno dei passi più difficili che esistano al mondo. Su un versante, pareti a precipizio continuamente percorse da frane e da valanghe; sull’altro solamente distese ghiacciate». E ai lati del valico, rispettivamente a nord e a sud, le moli del Tengi Ragi Tau (o Angole, 6941 m) e del Parchamo (o Parchemuche, 6187 m).

Visibile da Namche Bazar (da cui è raggiungibile procedendo verso ovest in direzione del Tesi Lapcha, passando per Thame) ma rimasto proibito agli alpinisti fino al 2002, il Tengi Ragi Tau fu salito per la prima volta il 4 dicembre di quello stesso anno, per i 1600 metri della parete sud-est, dai giapponesi Ezaki e Takahashi (con due Sherpa) seguiti il giorno successivo dai connazionali Onda e Morishita (con uno Sherpa). La spedizione (59 anni l’età media dei componenti) piazzò il campo base a quota 4800 sul Thyangbo Glacier (a est del Tesi Lapcha) e, prima di attaccare l’obiettivo principale, si cimentò con successo sul Parchamo. Le operazioni su Tengi Ragi Tau scattarono quindi a metà novembre: il 17 fu piazzato il campo 1 (6050 m) e nei giorni successivi la via fu attrezzata con le corde fisse fino a quota 6400. Il 23 novembre, con due Sherpa, Ezaki e Takahashi lasciarono il campo base decisi ad arrivare in vetta ma un passaggio “impossibile” a quota 6750 li obbligò a ritirarsi per trovare una soluzione alternativa. Il doppio successo, come detto, arrivò soltanto il 4 e il 5 dicembre (dopo un secondo tentativo a vuoto).
Nel 2004 il Tengi Ragi Tau finì ancora nel mirino dei giapponesi che, organizzata un’altra senior expedition, lo tentarono per la cresta nord. Ma per
Ryouzai Nakahara
(61 anni), Masayoshi Fujii (57), Minoru Tsubakuro (61), Isao Iguchi (59), Yoshimoto Naruse (57) e Hisa Naruse (57) la vetta restò un magnifico sogno.

Dalla cresta nord alla cresta sud: il crinale meridionale della montagna, che domina il Tesi Lapcha, nei mesi scorsi è stato teatro delle gesta degli spagnoli Jordi Corominas (in questi giorni a Chamonix in quanto membro della giuria dei Piolets d’Or) e Oriol Baró. La collaudatissima cordata, non nuova a grandi imprese – una per tutte: la prima salita della parete ovest del Siulá Chico (6265 m, Cordillera Huayhuash, Perù) -, è giunta in Nepal l’11 settembre 2009 e, ancora indecisa sul da farsi, ha cominciato a scaldarsi salendo il Parchamo (come i giapponesi nel 2002). Su quella vetta ecco la visione e quindi l’idea. Davanti all’esperto Jordi e al giovane Oriol stava una linea da favola: l’inviolata cresta sud del Tengi Ragi Tau, a sinistra della parete salita da Ezaki e compagni. Il primo tentativo è così scattato all’inizio di ottobre quando Corominas e Baró, lasciato il campo a quota 5600 sul versante orientale del passo, hanno raggiunto il valico, sono scesi per un centinaio di metri sul versante occidentale e hanno attaccato la loro via lasciando una corda fissa lungo un difficile tiro su roccia a 6000 metri. Il 10 ottobre i due amici hanno riprovato con decisione e, dopo un bivacco a quota 6300, sono riusciti a guadagnare altri 300 metri di dislivello fino all’anticima meridionale. Dietro di loro stavano oltre 1000 metri di arrampicata con difficoltà di V, M5 e A1 (ED la valutazione complessiva); davanti a loro si allungava la cresta sommitale fino alla vetta estrema. Tuttavia, per il freddo, la ritirata (20 doppie con corde da 70 metri) è apparsa ancora una volta inevitabile.

* * * * * * *

Per ulteriori informazioni

-Prima salita della parete ovest del Siulá Chico:
www.intotherocks.splinder.com/post/12999604

Foto cover. Il Tengi Ragi Tau (6941 m) spicca a sinistra salendo al passo Tesi Lapcha (5755 m) da ovest (ossia dalla Rolwaling Valley). A destra, il versante occidentale del Parchamo (6187 m). Foto di Paweł Olczyk (www.panoramio.com)


Categorie




Articoli correlati


Mappa


blog comments powered by Disqus



ixplorerwall



copyright © 1999- Antersass Ricerca e DFG Culturale – all rights reserved

iborderline [MANIFESTO] conceived and directed by Alberto Peruffo
frontline // written by FRONTEdellaCULTURA & Selected Friends
corrispondenze // written and arranged by Blogger Storici di Intraisass + Explorers, our Readers / Alberto Peruffo, Andrea Gabrieli, Andrea Salvà, Antonello Romanazzi, Claudia Avventi, Carlo Caccia, Erik Mario Baumgarten, Flavio Faoro, Franco Michieli, Gabriele Villa, Gianpaolo Castellano, Giovanni Busato, Luca Visentini, Mario Crespan (1941-2011), Maurizio Mazzetto, Mauro Mazzetti, Melania Lunazzi
rifugi culturali // researched by Claudia Avventi & Alberto Peruffo
ixplorerswall // community's comments

iborderline general coordination by redazione@intraisass.it
web development fruktarbo.com