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Piolets d’Or: i vincitori

12 apr 2010, di Carlo Caccia
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PREMIATI BRUCE NORMAND, KYLE DEMPSTER E JED BROWN (PRIMA SALITA DELLA CIMA OVEST DELLO XUELIAN FENG) E DENIS URUBKO E BORIS DEDESHKO (VIA NUOVA SULLA PARETE SUD-EST DEL CHO OYU)

Sabato 10 aprile 2010, ore 23. Il pubblico, al Majestic di Chamonix, pende dalle labbra di Andrej Štremfelj: il presidente della giuria della 18ª edizione dei Piolets d’Or sta per annunciare i vincitori. Cinque le imprese nominate, tutte straordinarie. Ma chi, tra pochi minuti, potrà alzare al cielo la piccozza d’oro? Štremfelj fa una piccola pausa e prepara il pubblico: «Oggi abbiamo deciso di scegliere due salite, che rappresentano creatività ed esplorazione». Silenzio. Altra brevissima pausa e poi, finalmente, l’annuncio: «Quest’anno abbiamo deciso di premiare la prima salita della cima ovest dello Xuelian Feng, compiuta da Bruce Normand, Kyle Dempster e Jed Brown». In sala è un boato: noi siamo a un metro dai nominati e cerchiamo di scattare quante più foto possibili, per fissare tutta la gioia dei tre “campioni”. Kyle, balzato piedi, è felicissimo e Alexander Ruchkin, in quanto a congratulazioni, non si risparmia. Il terzetto sale sul palco e subito riceve il premio, tra sorrisi e strette di mano, mentre Denis Urubko è scatenato con la macchina fotografica. Ma non è ancora finita. Štremfelj si appresta al secondo annuncio, a proclamare gli altri vincitori: «Premiamo poi Denis Urubko e Boris Dedeshko, per la loro salita sulla parete sud-est del Cho Oyu». Ed è un altro boato: per Denis, alla terza nomination dopo quelle per le vie nuove sul Broad Peak e sul Manaslu, è un successo strameritato.

La giuria, dopo aver esaminato le salite in lizza, ha deciso senza tentennamenti: Štremfelj, Jordi Corominas, Robert Schauer, Kei Taniguchi, Anna Piunova e Lindsay Griffin hanno assegnato i premi senza distinzioni, senza categorie, assolutamente ex aequo. Perché sia l’impresa dei kazaki sia quella del terzetto americano-scozzese, come ha spiegato Štremfelj, rappresentano due modi diversi ma ai massimi livelli di intendere l’esplorazione e l’avventura. Da una parte un colosso noto e facile da raggiungere, dall’altra un gruppo pressoché sconosciuto e inesplorato. Così se Bruce, Kyle e Jed si sono mossi all’insegna della scoperta assoluta, firmando una salita di eccezionale impegno, Denis e Boris hanno saputo trovare il nuovo dove, in ogni senso, ci vogliono capacità particolari per riuscirci, individuando e risolvendo una via incredibile su una parete oggettivamente pericolosa. Rispetto alle altre ascensioni nominate – quella sul Pobeda di Gleb Sokolov e Vitaly Gorelik, quella sul Peak 6134 di Alexander Ruchkin e Mikhail Mikhailov e quella sul Chang Himal di Nick Bullock e Andy Houseman –, tutte assolutamente esemplari, in quelle premiate la giuria ha notato un qualcosa in più: una differenza che meritava di essere sottolineata.

Detto questo, dando appuntamento ai prossimi giorni per altri contributi (testi e immagini) sulle giornate dei Piolets d’Or, chiudiamo sottolineando che gli organizzatori – in primis Christian Trommsdorff, impeccabile direttore d’orchestra – hanno saputo centrare il bersaglio: la kermesse ai piedi del Monte Bianco, dove si respirava tutto fuorché aria di competizione, è stata davvero la celebrazione dell’alpinismo mondiale, una grande festa internazionale dove storie ed esperienze diverse – dall’Europa al Giappone, dall’America alla Russia, tra presente e passato con un occhio al futuro – si sono splendidamente intrecciate.

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I dettagli delle salite nominate
www.iborderline.net/intotherocks/2010/02/piolets-dor-2010-le-nominations

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English version
www.iborderline.net/intotherocks/en/2010/04/piolets-dor-the-winners

Foto cover. Jordi Corominas, membro della giuria, e i nominati e i premiati sul palco del Majestic di Chamonix al termine della serata. In piedi, da sinistra: Jordi Corominas, Nick Bullock e Andy Houseman (Chang Himal), Vitaly Gorelik e Gleb Sokolov (Pobeda), Bruce Normand e Kyle Dempster (Xuelian Feng). Accosciati, da sinistra: Alexander Ruchkin (Peak 6134), Boris Dedeshko e Denis Urubko (Cho Oyu) e Jed Brown (Xuelian Feng). Mikhail Mikhailov, compagno di Ruchkin sul Peak 6134, non ha purtroppo potuto essere presente all'evento. Foto di Carlo Caccia


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