
IMPRESA DI ALESSANDRO BAÙ E NICOLA TONDINI CHE IL 19 MARZO 2010, IN GIORNATA (28 ORE NON-STOP DA RIFUGIO A RIFUGIO), HANNO FIRMATO LA PRIMA INVERNALE (TERZA RIPETIZIONE ASSOLUTA) DI CAPITAN SKY-HOOK
Sognavano di fare come Renato Panciera e Mauro Valmassoi: salire in giornata, d’inverno, la “Parete delle Pareti”, la mitica Nord-ovest della Civetta (3220 m, Dolomiti). Così, al momento giusto, alle 3 del mattino di venerdì 19 marzo 2010, Alessandro Baù e Nicola Tondini hanno lasciato il rifugio Coldai, hanno raggiunto la base della muraglia e alle 5 hanno attaccato i circa 300 metri dello zoccolo, dove la neve fresca ha creato loro qualche problema. Anche i 70 metri successivi, una traversata da sinistra a destra per arrivare all’inizio della via vera e propria, non sono stati per niente facili: terreno misto dove stare all’erta, con neve non consolidata. Ma Alessandro e Nicola non si sono fermati e poco prima delle 8, liberatisi di piccozze, ramponi, scarponi e gran parte del materiale, hanno attaccato Capitan Sky-hook (Paolo Crippa e Dario Spreafico, 1987, 600 m escluso lo zoccolo, VII+ e A2, 7b+ in libera). Le scarpette con un paio di calzettoni sopra (come Panciera, il 27 dicembre 1988, lungo il diedro Philipp-Flamm) e niente materiale da bivacco: il tutto per essere il più veloci possibile, per arrivare al traguardo prima del buio e poi tornare per la stessa via, in doppia, evitando la ferrata degli Alleghesi sul versante est (che avrebbe imposto molto più materiale). Tutto, in salita, è filato per il verso giusto: «La via, a parte qualche breve tratto, era in condizioni perfette – spiega Baù – e nonostante un po’ di freddo l’abbiamo veramente gustata: posso dire che ci siamo divertiti. C’era neve sui ripiani all’uscita di alcuni tiri ma non ci ha creato troppi problemi». Così, alle 18.30, i nostri eroi erano lassù, dove la cresta della grande Civetta contende lo spazio al cielo: la prima invernale (terza ripetizione assoluta) di Capitan Sky-hook era realtà.
Restava la discesa: una faccenda che, in posti del genere, può sempre riservare qualche sorpresa. E così è stato, tanto che Alessandro e Nicola hanno raggiunto gli zaini, alla fine del traversone sopra lo zoccolo, soltanto alle 23.30 e la base della parete alle 4 del mattino: 9 ore di odissea con una doppia incastrata (e conseguente taglio della corda) seguite da altre 3 ore di fatica bestiale, lottando col sonno, per tornare al rifugio Coldai. In totale, quindi, una fantastica avventura di 28 ore: un’impresa in a single push su una parete dove, a parte l’eccezione di Panciera e Valmassoi, le (poche) invernali sono sempre state affari di giorni e giorni, a cominciare da quella del 1963 (28 febbraio-7 marzo) della Solleder-Lettenbauer da parte di Ignazio Piussi, Giorgio Redaelli e Toni Hiebeler.
Per Nicola Tondini si è trattato dell’ennesima prima invernale (in giornata) di una via dolomitica di alta difficoltà: un successo che si aggiunge a quelli analoghi lungo la Via dei cinque muri (Graziano Maffei e Paolo Leoni, 1986, 480 m, VII+ e A3, 7a in libera) sulla Piramide Armani (2400 m, Vallaccia) salita il 17 marzo 2000 con Robertino Parolari (giusto 10 anni prima di Capitan Sky-hook), lungo Loss lei, heb schun (Helmut Gargitter e Renato Botte, 2003, 250 m, 7b+) sul Sass dla Crusc (2907 m, Cunturines) superata con Adam Holzknecht il 12 febbraio 2005 e lungo Moulin Rouge (Christoph Hainz e Oswald Celva, 2002, 450 m, 7b+) sulla Roda di Vael (2806 m, Catinaccio) scalata con Nicola Sartori il 17 marzo 2005.
Alessandro Baù, invece, con questa impresa ha legato ancora di più il proprio nome a quello della leggendaria Civetta. Ricordando che la prima solitaria (seconda ripetizione assoluta) di Capitan Sky-hook porta la sua firma e risale esattamente a 7 mesi fa (20-21 agosto 2009), non possiamo dimenticare che sulla “Parete delle Pareti” il giovane padovano ha inoltre messo a segno (con Enrico Marini, 29-30 luglio 2005) la prima ripetizione di Viva Mexico Cabrones (Venturino De Bona in solitaria, 2001, 1150 m, VII+/VIII-), la prima ripetizione (con Alessandro Beber, 15-16 luglio 2007) di Nuvole Barocche (Venturino De Bona e Piero Bez, 1999, 1300 m, 7b e A2, in libera probabilmente 8b), la prima ripetizione (con Matteo Della Bordella e Fabrizio Fratagnoli, 20 luglio 2007) di Eliana (Renato Panciera e Mauro Valmassoi, 1995, 900 m, 7a+ e A1), la prima ripetizione (con Alessandro Beber e Daniele Geremia, 16 agosto 2007) della Terapia d’urto al Guanaco (Giorgio Anghileri, Manuele Panzeri, Rocco Ravà e Valerio Carotta, 1994, 750 m, VII+ e A3: siamo sulla Cima Su Alto), la terza ripetizione (con Daniele Geremia, agosto 2009) di Kein Rest von Sehnsucht (Christoph Heinz e Valentin Pardeller, 1100 m, 7a) e la prima salita (con Alessandro Beber, Daniele Geremia e Luca Matteraglia, 2008) e prima libera (con Michele Chinello e Matteo Baù, 12 e 16 agosto 2009) di Chimera Verticale (600 m escluso lo zoccolo, IX). Tuttavia, nonostante gli sia ormai famigliare, anche durante l’ultima avventura la mitica Nord-ovest ha saputo regalare qualcosa di nuovo ad Alessandro: la severa solennità della natura invernale, uno spettacolo grandioso quasi senza rumori, nel quale anche il lontano gracchiare di un corvo aveva qualcosa di particolare, di bello e affascinante.
NOTA FINALE. Capitan Sky-hook, che a 23 anni dall’apertura resta una delle linee più impegnative della parete nord-ovest della Civetta, risolve il problema dell’immensa placconata grigia tra la Punta Civetta e la Punta Tissi. L’itinerario, il cui zoccolo è comune a quello delle storiche Andrich (Alvise Andrich ed Ernani Faè, 1934) e Aste (Armando Aste e Fausto Susatti, 1954), si svolge quindi a destra delle linee appena menzionate e, per la precisione, tra la Via in memoria di Günther Messner (Sepp Mayerl e Leo Breitenberger, 1970, 600 m escluso lo zoccolo, VI e A2) a sinistra e la Via del rifugio (Graziano Maffei e Paolo Leoni, 1981, 740 m escluso lo zoccolo, VI+ e A4) a destra. Aperta in più tentativi dagli allora giovanissimi lecchesi Paolo Crippa (scomparso in Patagonia) e Dario Spreafico, che usarono 70 chiodi, 5 spit e protezioni veloci, come abbiamo detto Capitan Sky-hook è stata ripetuta soltanto tre volte ma, curiosamente, mai in modo “normale”. Perché nel lontano 1992, rispettivamente 17 e 18 anni prima della solitaria e dell’invernale, la sua seconda salita assoluta, by Roland Mittersteiner e David Hall, è stata – come noto – anche la prima in libera.
* * * * * * *
Altre immagini della salita
www.iborderline.net/intotherocks/2010/03/capitan-sky-hook-altre-immagini
* * * * * * *
I link per approfondire
-Prima ripetizione di Eliana:
www.intotherocks.splinder.com/post/13157594
-Prima ripetizione di Nuvole Barocche:
www.intotherocks.splinder.com/post/13380083
-Prima ripetizione di Terapia d’urto per il Guanaco:
www.intotherocks.splinder.com/post/14387615
-Prima solitaria di Capitan Sky-hook
e prima salita di Chimera Verticale:
www.intotherocks.splinder.com/post/21336278
* * * * * * *
English version
www.iborderline.net/intotherocks/en/2010/03/civetta-a-flash-of-winter-on-the-northwest-face
Foto cover. Civetta, parete nord-ovest: la “Parete delle Pareti”
Foto 1. Il tracciato di “Capitan Sky-hook”, tra la Punta Civetta (a sinistra) e la Punta Tissi. In verde le soste. Foto di Alessandro Baù
Foto 2. I 1200 metri verticali della Nord-ovest della Civetta. La freccia rossa, al di sopra dello zoccolo, indica il settore dove si svolge “Capitan Sky-hook”
Foto 3. Alessandro Baù sul traverso che, dal termine dello zoccolo, porta all'attacco di “Capitan Sky-hook” (foto di Nicola Tondini)
Foto 4. Ancora Baù lungo il traverso, su misto delicato (foto di Nicola Tondini)
Foto cover. Civetta, parete nord-ovest: la “Parete delle Pareti”
copyright © 1999- Antersass Ricerca e DFG Culturale – all rights reserved
iborderline [MANIFESTO] conceived and directed by Alberto Peruffo
frontline // written by FRONTEdellaCULTURA & Selected Friends
corrispondenze // written and arranged by Blogger Storici di Intraisass + Explorers, our Readers / Alberto Peruffo, Andrea Gabrieli, Andrea Salvà, Antonello Romanazzi, Claudia Avventi, Carlo Caccia, Erik Mario Baumgarten, Flavio Faoro, Franco Michieli, Gabriele Villa, Gianpaolo Castellano, Giovanni Busato, Luca Visentini, Mario Crespan (1941-2011), Maurizio Mazzetto, Mauro Mazzetti, Melania Lunazzi
rifugi culturali // researched by Claudia Avventi & Alberto Peruffo
ixplorerswall // community's comments
iborderline general coordination by redazione@intraisass.it
web development fruktarbo.com