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Civetta: lampo d’inverno sulla Nord-ovest

21 mar 2010, di Carlo Caccia
Civetta con neve 2

IMPRESA DI ALESSANDRO BAÙ E NICOLA TONDINI CHE IL 19 MARZO 2010, IN GIORNATA (28 ORE NON-STOP DA RIFUGIO A RIFUGIO), HANNO FIRMATO LA PRIMA INVERNALE (TERZA RIPETIZIONE ASSOLUTA) DI CAPITAN SKY-HOOK

Sognavano di fare come Renato Panciera e Mauro Valmassoi: salire in giornata, d’inverno, la “Parete delle Pareti”, la mitica Nord-ovest della Civetta (3220 m, Dolomiti). Così, al momento giusto, alle 3 del mattino di venerdì 19 marzo 2010, Alessandro Baù e Nicola Tondini hanno lasciato il rifugio Coldai, hanno raggiunto la base della muraglia e alle 5 hanno attaccato i circa 300 metri dello zoccolo, dove la neve fresca ha creato loro qualche problema. Anche i 70 metri successivi, una traversata da sinistra a destra per arrivare all’inizio della via vera e propria, non sono stati per niente facili: terreno misto dove stare all’erta, con neve non consolidata. Ma Alessandro e Nicola non si sono fermati e poco prima delle 8, liberatisi di piccozze, ramponi, scarponi e gran parte del materiale, hanno attaccato Capitan Sky-hook (Paolo Crippa e Dario Spreafico, 1987, 600 m escluso lo zoccolo, VII+ e A2, 7b+ in libera). Le scarpette con un paio di calzettoni sopra (come Panciera, il 27 dicembre 1988, lungo il diedro Philipp-Flamm) e niente materiale da bivacco: il tutto per essere il più veloci possibile, per arrivare al traguardo prima del buio e poi tornare per la stessa via, in doppia, evitando la ferrata degli Alleghesi sul versante est (che avrebbe imposto molto più materiale). Tutto, in salita, è filato per il verso giusto: «La via, a parte qualche breve tratto, era in condizioni perfette – spiega Baù – e nonostante un po’ di freddo l’abbiamo veramente gustata: posso dire che ci siamo divertiti. C’era neve sui ripiani all’uscita di alcuni tiri ma non ci ha creato troppi problemi». Così, alle 18.30, i nostri eroi erano lassù, dove la cresta della grande Civetta contende lo spazio al cielo: la prima invernale (terza ripetizione assoluta) di Capitan Sky-hook era realtà.
Restava la discesa: una faccenda che, in posti del genere, può sempre riservare qualche sorpresa. E così è stato, tanto che Alessandro e Nicola hanno raggiunto gli zaini, alla fine del traversone sopra lo zoccolo, soltanto alle 23.30 e la base della parete alle 4 del mattino: 9 ore di odissea con una doppia incastrata (e conseguente taglio della corda) seguite da altre 3 ore di fatica bestiale, lottando col sonno, per tornare al rifugio Coldai. In totale, quindi, una fantastica avventura di 28 ore: un’impresa in a single push su una parete dove, a parte l’eccezione di Panciera e Valmassoi, le (poche) invernali sono sempre state affari di giorni e giorni, a cominciare da quella del 1963 (28 febbraio-7 marzo) della Solleder-Lettenbauer da parte di Ignazio Piussi, Giorgio Redaelli e Toni Hiebeler.

Per Nicola Tondini si è trattato dell’ennesima prima invernale (in giornata) di una via dolomitica di alta difficoltà: un successo che si aggiunge a quelli analoghi lungo la Via dei cinque muri (Graziano Maffei e Paolo Leoni, 1986, 480 m, VII+ e A3, 7a in libera) sulla Piramide Armani (2400 m, Vallaccia) salita il 17 marzo 2000 con Robertino Parolari (giusto 10 anni prima di Capitan Sky-hook), lungo Loss lei, heb schun (Helmut Gargitter e Renato Botte, 2003, 250 m, 7b+) sul Sass dla Crusc (2907 m, Cunturines) superata con Adam Holzknecht il 12 febbraio 2005 e lungo Moulin Rouge (Christoph Hainz e Oswald Celva, 2002, 450 m, 7b+) sulla Roda di Vael (2806 m, Catinaccio) scalata con Nicola Sartori il 17 marzo 2005.

Alessandro Baù, invece, con questa impresa ha legato ancora di più il proprio nome a quello della leggendaria Civetta. Ricordando che la prima solitaria (seconda ripetizione assoluta) di Capitan Sky-hook porta la sua firma e risale esattamente a 7 mesi fa (20-21 agosto 2009), non possiamo dimenticare che sulla “Parete delle Pareti” il giovane padovano ha inoltre messo a segno (con Enrico Marini, 29-30 luglio 2005) la prima ripetizione di Viva Mexico Cabrones (Venturino De Bona in solitaria, 2001, 1150 m, VII+/VIII-), la prima ripetizione (con Alessandro Beber, 15-16 luglio 2007) di Nuvole Barocche (Venturino De Bona e Piero Bez, 1999, 1300 m, 7b e A2, in libera probabilmente 8b), la prima ripetizione (con Matteo Della Bordella e Fabrizio Fratagnoli, 20 luglio 2007) di Eliana (Renato Panciera e Mauro Valmassoi, 1995, 900 m, 7a+ e A1), la prima ripetizione (con Alessandro Beber e Daniele Geremia, 16 agosto 2007) della Terapia d’urto al Guanaco (Giorgio Anghileri, Manuele Panzeri, Rocco Ravà e Valerio Carotta, 1994, 750 m, VII+ e A3: siamo sulla Cima Su Alto), la terza ripetizione (con Daniele Geremia, agosto 2009) di Kein Rest von Sehnsucht (Christoph Heinz e Valentin Pardeller, 1100 m, 7a) e la prima salita (con Alessandro Beber, Daniele Geremia e Luca Matteraglia, 2008) e prima libera (con Michele Chinello e Matteo Baù, 12 e 16 agosto 2009) di Chimera Verticale (600 m escluso lo zoccolo, IX). Tuttavia, nonostante gli sia ormai famigliare, anche durante l’ultima avventura la mitica Nord-ovest ha saputo regalare qualcosa di nuovo ad Alessandro: la severa solennità della natura invernale, uno spettacolo grandioso quasi senza rumori, nel quale anche il lontano gracchiare di un corvo aveva qualcosa di particolare, di bello e affascinante.

NOTA FINALE. Capitan Sky-hook, che a 23 anni dall’apertura resta una delle linee più impegnative della parete nord-ovest della Civetta, risolve il problema dell’immensa placconata grigia tra la Punta Civetta e la Punta Tissi. L’itinerario, il cui zoccolo è comune a quello delle storiche Andrich (Alvise Andrich ed Ernani Faè, 1934) e Aste (Armando Aste e Fausto Susatti, 1954), si svolge quindi a destra delle linee appena menzionate e, per la precisione, tra la Via in memoria di Günther Messner (Sepp Mayerl e Leo Breitenberger, 1970, 600 m escluso lo zoccolo, VI e A2) a sinistra e la Via del rifugio (Graziano Maffei e Paolo Leoni, 1981, 740 m escluso lo zoccolo, VI+ e A4) a destra. Aperta in più tentativi dagli allora giovanissimi lecchesi Paolo Crippa (scomparso in Patagonia) e Dario Spreafico, che usarono 70 chiodi, 5 spit e protezioni veloci, come abbiamo detto Capitan Sky-hook è stata ripetuta soltanto tre volte ma, curiosamente, mai in modo “normale”. Perché nel lontano 1992, rispettivamente 17 e 18 anni prima della solitaria e dell’invernale, la sua seconda salita assoluta, by Roland Mittersteiner e David Hall, è stata – come noto – anche la prima in libera.

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Altre immagini della salita

www.iborderline.net/intotherocks/2010/03/capitan-sky-hook-altre-immagini

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I link per approfondire

-Prima ripetizione di Eliana:
www.intotherocks.splinder.com/post/13157594

-Prima ripetizione di Nuvole Barocche:
www.intotherocks.splinder.com/post/13380083

-Prima ripetizione di Terapia d’urto per il Guanaco:
www.intotherocks.splinder.com/post/14387615

-Prima solitaria di Capitan Sky-hook
e prima salita di Chimera Verticale:
www.intotherocks.splinder.com/post/21336278

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English version

www.iborderline.net/intotherocks/en/2010/03/civetta-a-flash-of-winter-on-the-northwest-face

Foto cover. Civetta, parete nord-ovest: la “Parete delle Pareti”


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  • Luca Gasparini

    Grandi ragazzi. Veramente tanto di Cappello.
    Bravi

  • Mauro Mazzetti

    Poco da aggiungere.
    Anche qui siamo discretamente border line...

  • Massimo Bursi

    Complimenti per la salita lampo.

    Sono anche meravigliato dal progresso tecnico delle nuove pile frontali che ti consentono di scendere in doppia di notte ed evitare il bivacco. In pratica ora il limite giorno/notte e la mancanza di visibilità è venuto meno.

  • Armando

    grande AleBau!
    e mille complimenti a Nicola Tondini...

    questo tipo di salite sono quelle che mi fanno sognare e emozionano di più!

    W gli steve house de noantri;-)!
    bravi ancora!

  • Alberto Peruffo

    uau, che lampo anche per me questa mattina...

    mi associo con quanto scrive l'amico Ivo (Ferrari!)

    torno indietro - mi sembra - di 11 anni fa quando ho fatto l'Aste d'inverno (2 bivacchi, con discesa per gli Alleghesi)

    sogni nel cassetto, che ogni tanto riapro, specie se a telefonarmi è Gianni Rusconi (2 mesi fa) e ci confidiamo vecchi sogni che in quella grande parete si possono ancora fare d'inverno...

    non so, ma non metto mai le chiavi al cassetto...

    buona giornata a tutti, iniziata nel migliore dei modi

    grazie ad Alessandro e a Nicola
    ... e a Carlo che riporta in modo straordianario, vissuto, queste notizie

  • ivo

    Renato Panciera nel suo famoso e criticato scritto l'aveva previsto..."prima o poi".
    Adesso è realtà, bravi BRAVISSIMI.
    Personalmente,visto che non ne ho le capacità, non mi eccitano piu di tanto queste imprese di fine inverno,nel cassetto dei ricordi....i 4 giorni di Lorenzo sul diedro perfetto.
    ivo

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