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Qui Vicenza // 3 ab norme extra ratio

28 apr 2012, di Redazione
baricentro_scuole_vicenza_militare

[ Nd.r. // VERGOGNA. Vicenza patrimonio vergognoso dell'Unesco. La nuova azione di Alberto Peruffo prevista per l'8 dicembre ] IL TERZO CONTRIBUTO DI FRONTLINE CI ARRIVA DA ENZO CISCATO, UOMO DI CULTURA E DI IMPEGNO CIVILE, TRA GLI ATTIVISTI STORICI DEL MOVIMENTO NO DAL MOLIN E RESIDENTE LIMITROFO ALL’EX AEROPORTO. LO PUBBLICHIAMO ALL’INDOMANI DELL’APERTURA DEL PARCO DELLA PACE, LA SURREALE ZONA EST DELL’AREA VERDE DI VICENZA LASCIATA LIBERA DALL’OCCUPAZIONE MILITARE AFRICOM. SURREALE PERCHE’ AI NOSTRI OCCHI INIMMAGINABILE, TALMENTE GRANDE  E’ L’ESTENSIONE LONGITUDINALE CHE SI MOSTRA ALLO SGUARDO DI OGNI PERSONA CHE TRANSITA PER QUESTI LUOGHI, A 2 KM DAL CENTRO DI UNA CITTA’ UNESCO. DA LASCIARE SENZA PAROLE. 1700 METRI LINEARI DI EDIFICI DA TOGLIERE IL FIATO, 1,7 CHILOMETRI DI USURPAZIONE VISIVA E MORALE CHE UN OCCHIO FATICA A PRENDERE TUTTI CON SE’ E A METABOLIZZARE COME OPERA DI UNA RATIO UMANA. SEMBRA LO SCHERZO DI UN EXTRATERRESTE. RIVOLTATA LA BASE PER LUNGO SI E’ GIUSTI IN CENTRO, SOTTO LA BASILICA PALLADIANA, A PRENDERE IL CAFFE’ AMARO CHE MAI HA SOLLEVATO UNA CITTA’ INCAUTAMENTE DIVISA. 1700X500 METRI DI CEMENTO ANTITETICO ALLE FALDE PIU’ IMPORTANTI DELLA PIANURA PADANA ORIENTALE, EDIFICATORE DI UNA SERVITU’ MILITARE SU TERRENO DICHIARATO ILLEGALMENTE AREA EXTRATERRITORIALE, CONSIDERANDO CHE LE LEGGI VIGENTI NON PERMETTONO ALCUNA NUOVA BASE MILITARE SU TERRITORIO ITALIANO, FRUTTO DI UN’OPERAZIONE DI PREVARICAZIONE RIUSCITA MEDIANTE UN ACCORDO SUBACQUEO TRA GOVERNO ITALIANO, AMMINISTRATORI LOCALI, AFFARISTI DA OGNI DOVE (COOPERATIVE ROSSE E BANCHE POPOLARI COMPRESE) E GOVERNO AMERICANO CHE HANNO FATTO PASSARE SOTTO IL NOME DI AMPLIAMENTO (SOLO QUESTA OPZIONE PERMETTEVA – DOPO DIVERSI GRADI DI GIUDIZIO, TRA QUI QUELLO PARLAMENTARE, INSABBIATO – LA COSTRUZIONE E LA RELATIVA EXTRATERRITORIALITA’) CIO’ CHE SENZA OMBRA DI DUBBIO RISULTA OGGI ESSERE UNA ENORME E INCONTENIBILE NUOVA BASE MILITARE. AB-NORME. SOTTO TUTTI I PUNTI DI VISTA, ALL’ENNESIMA POTENZA DELLA RADICE DELLA PAROLA. NON ESISTE ALCUNA ADIACENZA CON LA VECCHIA CASERMA EDERLE, DISTANTE QUALCHE CHILOMETRO, MA SOLO UNA VILE COMPIACENZA TRA OCCULTE AMMINISTRAZIONI DEL BENE COMUNE. DI PIU’, DEL MALE COMUNE: NEL BARICENTRO PERFETTO TRA LE DUE BASI E’ SITUATA DA ANNI LA CITTADELLA DEGLI STUDI DI VICENZA DOVE SI COSTRUISCE IL NOSTRO FUTURO, DOVE VANNO A SCUOLA I NOSTRI FIGLI :-(..! inaggettivabile !..)-: COMUNQUE SIA, A PRESCINDERE DALLE LEGGI NAZIONALI, INTERNAZIONALI, A PRESCINDERE DALL’INCONCILIABILITA’ DA NOI INVOCATA A GRAN VOCE TRA LA BASE E IL PATRIMONIO UNESCO, A PRESCINDERE DA TUTTO, DALL’INSOSTENIBILITA’ AMBIENTALE E MORALE, ANCHE L’OCCHIO E LA COSCIENZA PIU’ PARZIALE (O PARTITOLESA) DOVRA’ OGGI AMMETTERE LA MOSTRUOSITA’ DI QUANTO COSTRUITO ALLE PORTE DI UNA CITTA’ UN TEMPO CIVILE E MEDAGLIA D’ORO DELLA RESISTENZA, OGGI SIMBOLO DELLA ACQUIESCENZA. PURE IL NOME DAL MOLIN IN QUESTI GIORNI VUOLE ESSERE GIULLARMENTE TRASFIGURATO IN DEL DIN, UN PARTIGIANO ANTIFASCISTA CHE NULLA CENTRA CON LA MEMORIA CITTADINA E AMERICANA, STRUMENTO INCOLPEVOLE DI MINISTERI E DI DIRIGENZE  INDEGNE. ONORE ALLA SUA MEMORIA E A QUELLI CHE LO HANNO SEGUITO E PRECEDUTO. SORGE TUTTAVIA UN ILLUMINANTE DUBBIO CHE  – PER CHI SA VEDERE OLTRE IL COMPENSO – DIVENTERA’ UN ARGOMENTO DEFLAGRANTE QUANTO QUELLO DELLA CONSAPEVOLEZZA DELLE SCUOLE ACCERCHIATE:  QUEST’ULTIMO LADROCINIO DI NOME E’ LA DEFINITIVA PRESA IN GIRO DI UNA COMUNITA’ PER ASSECONDARNE LE INCONTROLLABILI DERIVE, UN’INFANTILE COMPENSAZIONE BIANCOROSATA O – LUNGIMIRANTE CAUSA – UN INQUALIFICABILE ATTENTATO ALLA MEMORIA FUTURA DEL MOVIMENTO NO DAL MOLIN, CANCELLATO TOUT COURT, TABULA RASA, IN UN SOLO – PRESUNTUOSO  DI ARGUZIA – COLPO TOPONOMASTICO? CERTO, IL MOVIMENTO NO DEL DIN NON ESISTERA’ PER I FUTURI RICERCATORI INTERNAUTI, QUANTO INVECE OGGI ESISTE E PERSISTE COLUI CHE L’HA EVOCATO: UN MINISTRO (UN TEMPO) FASCISTA CHE CELEBRA UN ANTIFASCISTA. UN CUORE NERO E UNA MENTE CONFUSA CHE ELABORA UNA TINTURA BIANCA PER AMMORBIDIRE IL ROSSO CHE HA FAGOGITATO IL NERO ITALIANO, NON SOLO QUELLO TEDESCO, CON L’INTENTO DI FAR FIBRILLARE LE RAGIONI DEL BIANCO, D’IMPROVVISO INIBITORE E NEMICO DEL ROSSO. AN-ESTETICO! IN UNA CITTA’ BIANCO-ROSSA! STUDIAMO LA STORIA, LA ROSA BIANCA, LA RESISTENZA ITALIANA, TEDESCA, EUROPEA E BUTTIAMO NELLA SPAZZATURA GLI ANESTETICI, I FARMACI COMPENSATORI, LE TANGENZIALI, LE PAROLE CONSOLATORIE. ANZI, A QUESTO PUNTO, A RIGORE DI MEMORIA E DI AZIONI ARBITRARIE SU DI ESSA, LA NUOVA BASE  DOVREBBE ESSERE INTITOLATA PER GIUSTA CAUSA AI SINDACI CHE L’HANNO VARATA. OGNUNO A SUO MODO. LA BASE HULLWECK-VARIATI! AFFINCHE’ I POSTERI NE SERBINO FUTURA MEMORIA, PER NON DIMENTICARE  I NOMI DEGLI AMMINISTRATORI LOCALI CHE HANNO GOVERNATO DURANTE LA PERPETRAZIONE  DELL’INDELEBILE FERITA PORTATA A QUESTA CITTA’. VIOLATA. STUPRATA. UNA VERGOGNA E UN’ONTA SENZA PRECEDENTI. PER TUTTA LA PROVINCIA, PER IL VENETO, PER L’ITALIA INTERA, PER OGNI COSCIENZA CIVILE.
(a.p. // VICENZA AB NORME EXTRA RATIO).

N.d.r: A LATO (BASTA UN CLICK SU UNA FOTO PER ACCEDERE ALLA GALLERIA FOTOGRAFICA – FOTO RECENTI NELLA PARTE SOTTOSTANTE) CONSEGNIAMO ANCORA UNA VOLTA UNA RISPOSTA GEOGRAFICA: LE FOTO OBIETTIVE CHE DOCUMENTANO E PORTANO VERIFICA A QUANTO SCRITTO.


MIRACOLO DI PRIMAVERA

Testo di Enzo Ciscato
Foto di Alessandro Colombara e Massimo Di Gangi

Cari amici, qualcuno a Vicenza sta aprendo gli occhi. La stampa da spazio alla trasformazione in corso nel tessuto sociale cittadino e nel territorio.
I timori, i pericoli, a lungo annunciati dalle varie anime contrarie alla nuova base militare al Dal Molin si stanno materializzando. È l’effetto tardivo in una primavera precoce.
Sei anni fa parlavamo dell’accelarazione nella metamorfosi vicentina, da “sacrestia d’Italia” a città con la densità record del sexy-lap dance bar, dei taxi tappezzati dalla pubblicità di questi ameni locali anche nel 500° anniversario di Andrea Palladio. Era solo l’inizio.
Dall’inizio della storia esistono gli eserciti e a lato degli accampamenti, delle fortezze e delle caserme sono sempre esistiti i bordelli. Non c’è quindi da stupirsi se con l’arrivo di alcune nuove migliaia di “bravi ragazzotti statunitensi – difensori della democrazia” in città sta velocemente aumentando la comunità delle “consolatrici” e dei “consolatori” a seconda dei gusti. È un fenomeno inarrestabile. Da sempre attorno alle basi si sviluppano postriboli e mercanti di paradisi artificiali. Vicenza potrà essere la nuova decadente Saigon dell’Occidente, che piaccia o no alle anime di Andrea Palladio, Antonio Fogazzaro e a Nostra Signora di Monte Berico.
Saranno contente certe Eccellenze che bacchettavano i coraggiosi preti e suore che dicevano NO alla nuova base. Quelle Eccellenze che amavano mantenere il silenzio, far finta di non vedere o non sentire. Ora saranno felici di aver tante anime in più da redimere.

Venti anni fa i ragazzini sfogliavano la stampa locale per guardare le locandine dei cinema, ora le pagine del quotidiano sono coperte da seni e cosce delle porno star in tour a Vicenza. Allora un giornale con queste pagine sarebbe stato “vietato ai minori di anni 18”, oggi gode delle entrate pubblicitarie dei sexy clubs. È il progresso?
Ragazze e ragazzine amanti dei muscoli, dei macho e delle uniformi amoregeranno con i “ragazzi” traumatizzati rientrati dall’Afghanistan, sogneranno la ID card per l’ingresso alla base, lo shopping elettronico low-cost, il SUV e le bisteccone, il matrimonio con la limousine.
Un giorno forse faranno un viaggio in America, magari avranno un figlio di un soldato.
Qualcuna avrà un occhio nero (a ricordo degli effetti post-trauma) e qualcuna avrà una una bandiera piegata in maniera impeccabile, a ricordo di una esperienza tragica.
La Vicenza silenziosa e conservatrice, i commercianti che erano disturbati dai cortei No Dal Molin cominceranno a riflettere quando tanti traumatizzati soldati e sergenti “Bales” sfogheranno le proprie frustrazioni tra le strade e le piazze della città.

Nell’Italia sempre più spaventata dalla carenza d’acqua e dall’imminente siccità, Vicenza emerge come la città miracolo dei “laghetti spontanei”, triste conseguenza della violenza subita dalla falda con la mostruosa palificazione al Dal Molin.
“Laghetti spontanei” un triste e preoccupante record che riporta alla mente il rumore della battipali che ci bloccava lo stomaco.
La faccenda della volutamente omessa VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) è ironicamente “acqua passata”.
I nuovi “laghetti della pace” faranno da fusione ideale tra il quartiere dei Laghi e viale della Pace, sotto il denominatore comune dei siti militari.
Chi vorrà andare al “parco della pace” dovrà attendere il turno di riposo delle “zanzare della pace” ma potrà forse coltivare il “riso della pace” e cacciare le “rane della pace” promuovendo un nuovo indotto gastronomico che potrebbe mettere a rischio il glorioso primato del baccalà.

Ma siamo solo all’inizio.
Alcune migliaia di soldati ed ausiliari devono ancora arrivare.
La strada militare (tangenziale) deve ancora tranciare fiumi, aree verdi, piste ciclabili e quartieri per dare un collegamento diretto alle due basi.
Camion, autobus, pick-up, SUV, hummer ad uso dei nuovi arrivati obbligheranno Ministero dell’Ambiente e CEE a inventare nuove classifiche per i valori delle già disastrose PM10 vicentine.

Povera nostra Vicenza, destinata a conquistare record dei quali faremmo volentieri a meno.
Ma è privamera, qualcuno può ancora sperare in un risveglio.
“Non è mai troppo tardi” titolava un programma noto ai meno giovani.
Purtroppo, per tutti noi, alcuni danni sono già irreversibili, è già troppo tardi.
L’arrogante rullo compressore militare sta già producendo pesanti danni.
Politici ed autorità di ogni livello lo hanno permesso, tanti lo hanno tollerato.
Cara Vicenza, com’eri bella quando esprimevi dignità.

Enzo Ciscato
Vicenza, 29 marzo 1912

TESTO TRATTO DAL VOLANTINO DISTRIBUITO MERCOLEDI’ 25 APRILE AL PARCO DELLA PACE

VICENZA MERITA VERITA’ E GISUTIZIA
firma l’esposto

La base Usa danneggia la falda?
Migliaia di pali piantati nella falda.
Dislivelli di falda emersi dagli studi degli esperti.
Secondo te ci sarà qualche relazione?

3.800 PALI PIANTATI NEL TERRENO
RILEVATI SQUILIBRI NELLA FALDA
DISTRUTTA LA RETE DI DRENAGGIO

Il sottosuolo dell’area del vicentino è un terreno alluvionale costituitosi nei millenni in strati alternati di sabbia, ghiaia, limo e argilla, soli o combinati tra essi. Al di sotto della base si sono formate tre falde:

  • superficiale: che si situa tra il piano campagna e circa 50 metri di profondità;
  • semiprofonda: separata dalla superficiale da strati di argilla, si situa tra i 70 e i 90 metri di profondità;
  • profonda: separata dalla precedente da un altro strato di argilla, si situa tra i 120 metri e i 150 metri di profondità.

Nell’area Dal Molin il flusso delle falde semiprofonde e profonde scorre da nord verso sud mentre il flusso della falda superficiale scorre da est (via S. Antonino) ad ovest (Bacchiglione). A causa della scarsa portanza del terreno, le grosse istallazioni della base (dormitori, silos per auto, quartier generale), che si sviluppano per un fronte trasversale alla falda per oltre 500 metri e raggiungono l’altezza di 23 metri, hanno avuto bisogno di opere di consolidamento del sottosuolo che sono state realizzate infiggendo nel terreno oltre 3.800 pali di 600 millimetri di diametro e lunghezza variabile tra i 14 e 20 metri. Sui pali è stata costruita una piattaforma sulla quale sono stati eretti gli edifici

La conseguenza è stata la creazione di una barriera trasversale al flusso della falda (si noti che la base è lunga 1.700 metri) che ha perturbato il regime idrodinamico dell’area. La prova di questo fatto si è avuta poche settimane fa, quando sono stati resi noti i risultati delle rilevazioni del livello di falda superficiale effettuate attraverso 10 pozzi piezometrici situati a monte (5) ed a valle (5) della base. I pozzi a monte hanno rilevato una falda 30 centimetri più alta che a valle: in altre parole, l’acqua a monte della base, ovvero verso via S. Antonino, rimane più alta che a valle, ovvero verso il Bacchiglione. Si noti che queste misurazioni sono state fatte in un momento di falda bassa a causa della mancanza di pioggia da alcuni mesi. Questo fatto, in caso di piovosità normale o intensa, rischia di allagare ampie zone del Parco della Pace, l’area verde a est dell’ex-aeroporto, recentemente data in concessione al Comune di Vicenza e quindi alla città. Altri problemi ci possono essere negli scantinati e garages dell’intera area prospiciente l’aeroporto. A peggiorare le cose c’è stata la distruzione della fitta rete di drenaggi, creata fin dal 1929 con la costruzione del primo aeroporto, che, drenando l’area verso il Bacchiglione, garantiva l’assenza di ristagni d’acqua piovana in caso di falda superficiale molto alta.

INFO & APPROFONDIMENTI >> WWW.NODALMOLIN.IT

:-[i]-:
iBORDERLINE.NET // Frontline / Reportage fotografici di Alessandro Colombara e Massimo Di Gangi + Foto Archivio Enzo Ciscato.
Il sito del PARCO DELLA PACE è
http://parcodellapace.wordpress.com

N.d.r.
A seguito di quanto scritto da Enzo Ciscato viene da chiedersi se di fronte alla V.I.A. bypassata (valutazione d’impatto ambientale) sarebbe stato opportuno configurare presso gli organi garanti (e le coscienze civili dei vicentini) una valutazione di impatto culturale (V.I.C.!).
Vicenza, patrimonio culturale dell’umanità sotto l’egida UNESCO, iscritta alla World Heritage List, è un caso esemplare dove la convivenza civile e il patrimonio che essa ha generato sono messi in serio pericolo da prevaricazioni culturali che niente hanno a che fare con i diritti civili delle popolazioni locali. Sottolineiamo che gli Americani che hanno contribuito a liberare l’Italia dalle dittature insieme con i vari rami della Resistenza Italiana non sono gli stessi Americani che vengono oggi a Vicenza. Quegli Americani che vennero a portare fine alla guerra civile, ci liberarono dalle stesse forze che – sotto altra articolata veste – hanno governato l’Italia in questi ultimi anni. Gli Pseudo-americani che vengono oggi (pseudo rispetto a quelli del passato) sono infatti falsi combattenti della giustizia che hanno stretto alleanza con queste forze contemporanee, forze vestite di una nuova patina di cui è difficile capirne il colore tanto sono diffuse nelle dirigenze politiche. Alle basi si concede sempre l’attenuante della buona intenzione, poi manovrata. Forse l’unico termine di paragone con il passato che aiuterebbe a
fasciare (all’ennesima potenza-pertinenza di significato) con un’unica denominazione aggettivata queste forze contemporanee – italiana e globale – è quello di “fascismo economico”, “fascismo economico globale”. Crediamo sia giunto il momento di andare oltre. A cominciare dal linguaggio che questi dittatori dell’economia globale vogliono inculcarci. Che sia il caso pure di rifondare l’America con l’A maiuscola visto la sua per niente limpida storia passata (qui da noi nella nostra scrivania riposa, mai in pace, OLOCAUSTO AMERICANO di David E. Stannard, Bollati Boringhieri, 2001) e le negligenze di Obama?  (a.p.).

25 aprile 2012. Vicenza. Nuova Base Militare. La cittadella degli studi di Vicenza si trova nel baricentro perfetto di due grandi basi militari. Google Maps


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  • FRANCO

    bleah! manigoldi di vicentini!

  • Luigi

    che bomba, questa per i sindaci di vicenza!! e non solo 

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