Il ritorno dal bosco
23 Ottobre 2010
24 Ottobre 2010
Loc. San Pietro
Valdastico (VI) [Italia]
Rievocazione storica del ritorno dei boscaioli dalla montagna, lungo l’antica via della Singela fino alla vallata dell’Astico.
La valle dell’Astico si trova nell’estremo confine nord-occidentale della Regione Veneto e da sempre è stata terra di duro lavoro: nei boschi dell’Altipiano di Asiago, nel lavoro di terrazzamento delle pendici montuose, dell’attività pastorale d’altura, la realizzazione di carbone da legna. Duro lavoro che coinvolgeva tutti gli abitanti: maschi e femmine, giovani ed anziani. L’attività si concentrava essenzialmente nel periodo da marzo a settembre, quando le nevi si scioglievano e permettevano il lavoro. Con l’arrivo dell’autunno i lavori si interrompevano e la gente faceva ritorno in paese per iniziare le attività ordinarie della conduzione famigliare, della scuola ma anche dell’amara decisione di partire emigrati per terre lontane.
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È questo che la nostra rievocazione ripropone agli occhi e al cuore dei tanti che già nelle prime due edizioni hanno partecipato alla nostra manifestazione. Una manifestazione voluta dall’Amministrazione Comunale di Valdastico, piccolo comune vicentino di 1500 abitanti, e realizzata con la collaborazione anche degli altri comuni della valle, Pedemonte e Lastebasse, nello spirito della condivisione di una storia comune, e che ha riscosso nella popolazione locale una calorosissima e attiva partecipazione.
La rievocazione coinvolge l’abitato di San Pietro di Valdastico che è collegato all’Altipiano, dove si trovano i boschi e i possedimenti, da un’antica via cavallara lungo la quale si svolgevano la maggior parte delle attività che abbiamo già citato e che è stato l’elemento ispiratore di questa iniziativa. Lungo le vie del paese, chiuso al traffico è previsto l’allestimento di stand espositivi strettamente legati ad attività artigianali quali il ricamo, la lavorazione del legno in vari tipi di utensili e oggetti, la fabbricazione di cesti e gerle, la produzione di carne salata, i formaggi (vaccino e caprino) locali e di altri prodotti locali o delle zone contigue. Inoltre vengono ricostruite ambientazioni particolari quali la casa, con stalla e altri locali accessori, una segheria, la casara con dimostrazione di come si fa il formaggio e degustazione, il caseificio con tutte le sue attrezzature, il rifugio che i carbonari si costruivano per ripararsi nella loro permanenza in montagna durante il processo di carbonificazione del legname, la carbonaia, la calcara, i recinti con gli animali da cortile, la cava di marmo un tempo attiva nella nostra valle, le fontane attrezzate per fare la “liscia” collettiva. Il quadro storico di riferimento è stato individuato in quello a cavallo delle due guerre e ogni ambientazione prevede la presenza di quadri viventi permanenti, in costumi d’epoca, dove i figuranti ripropongono gesti, attività e comportamenti del tempo e ormai dimenticati dai più. Una strada è poi riservata agli scultori del legno che potranno esibirsi nella loro attività ed esporre le loro opere.
Durante la due giorni, nella mattinata del giorno della rievocazione o nella serata precedente, è previsto un incontro pubblico al quale partecipa per parlare di montagna, del suo tempo libero e della vita nei boschi uno scrittore; lo scrittore Mauro Corona, testimonial della prima edizione, ne è stato il protagonista nel 2005, Giancarlo Ferron lo è stato nel 2006, Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro nel 2008. Per consentire a tutti, non solo a quelli che potranno entrare nella piccola piazza anfiteatro deputata a questo incontro di seguire la discussione, tutta la zona di interesse della manifestazione viene dotata di impianto di amplificazione. Nel pomeriggio invece si svolge la sfilata rievocativa vero cuore della manifestazione: partendo proprio da dove la Singela arriva in paese sfilano i 12 quadri di figuranti tutti con abbigliamento predisposto e realizzato sulla base della documentazione fotografica locale relativa a quel periodo: i bambini dell’asilo con le suore (siamo a ottobre e le scuole riaprivano), i bambini delle scuole elementari, i carbonari con i loro attrezzi e il prodotto del loro lavoro, il gruppo dei giovani, ragazzi e ragazze che aiutavano anch’essi in montagna o nelle faccende domestiche accompagnati da asini, capre e pecore, oche da cortile; le donne con il loro duro lavoro ma anche con i loro canti. Seguono poi i gruppi più specifici legati al lavoro nel bosco: i carbonari, il gruppo con le tipiche slitte da “scalon”, una slitta speciale che permetteva di trascinare a valle il legname dalle zone più impervie della montagna, e a seguire il quadro dei boscaioli con i cavalli da tiro, i somari, i carri e i carretti, il legname e le “fasine”, con tutti i loro attrezzi e arnesi; poi il “camparo” la persona che i capi famiglia eleggevano e stipendiavano affinché sorvegliasse i prodotti dei campi, il gruppo di cacciatori e di sciatori sempre in costumi d’epoca. Segue poi il gruppo degli emigranti, a ricordo delle tantissime famiglie che a causa della mancanza di lavoro e della difficoltà di mantenere le famiglie con il poco lavoro locale prendevano la decisione di abbandonare tutto, avvolgere il poco che avevano in fagotti o valigie di cartone e partire dal paese. La sfilata si chiude con la transumanza di un gregge di pecore e da quella delle mucche che finito l’alpeggio scendono a valle accompagnate dai malgari e dalle loro famiglie. La sfilata viene inframmezzata dalle incursioni del “salbanello”, un personaggio di fantasia che abita i boschi e fa i dispetti ai bambini, e delle “anguane”, che abitano le grotte delle montagne che sovrastano il paese. Tutta la sfilata, che prevede un percorso di 1,5 km, è accompagnata da una voce narrante che illustra i lavori, gli attrezzi, le incombenze dei vari personaggi. Complessivamente sono coinvolti 250 figuranti.
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Tutte le vie interessate dalla manifestazione vengono addobbate con utensili, oggetti, panni della tradizione locale al fine di ricreare quel clima che nel 2008 ha suscitato per la terza volta meraviglia, piacevole stupore e commozione nelle più di 20.000 persone presenti (stima della protezione civile e del comando dei vigili urbani in servizio). L’obiettivo principale de Il Ritorno del bosco è la riscoperta dell’Alta Val d’Astico attraverso la valorizzazione del suo passato, della cultura dei suoi mestieri e della sua identità. Durante la manifestazione l’area coinvolta per complessivi 2,5 km lineari viene chiusa al traffico e dotata di un impianto di diffusione sonora.

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Il Ritorno dal Bosco è organizzato dal Comune di Valdastico, in collaborazione con l’associazione Pedemontana.vi. Per informazioni e documentazione fotografica della manifestazione può essere consultato il sito www.ilritornodalbosco.it. Nel sito potrete trovare anche i programmi delle tre precedenti edizioni che hanno visto la partecipazione di Mauro Corona, Tom Perry e Giancarlo Ferron, Simon Kehrer, Walter Nones, Claudio Sabelli Fioretti, Giorgio Lauro e Amedeo Sandri.
La manifestazione è programmata, in linea con le edizioni precedenti, per sabato 23 ottobre durante la serata e domenica 24 ottobre 2010 dalle ore 10.00 al tramonto.
alla vallata dell’Astico.
La valle dell’Astico si trova nell’estremo confine nord-occidentale della Regione Veneto e da
sempre è stata terra di duro lavoro: nei boschi dell’Altipiano di Asiago, nel lavoro di terrazzamento
delle pendici montuose, dell’attività pastorale d’altura, la realizzazione di carbone da legna. Duro
lavoro che coinvolgeva tutti gli abitanti: maschi e femmine, giovani ed anziani. L’attività si
concentrava essenzialmente nel periodo da marzo a settembre, quando le nevi si scioglievano e
permettevano il lavoro. Con l’arrivo dell’autunno i lavori si interrompevano e la gente faceva
ritorno in paese per iniziare le attività ordinarie della conduzione famigliare, della scuola ma anche
dell’amara decisione di partire emigrati per terre lontane.
È questo che la nostra rievocazione ripropone agli occhi e al cuore dei tanti che già nelle prime due
edizioni hanno partecipato alla nostra manifestazione. Una manifestazione voluta
dall’Amministrazione Comunale di Valdastico, piccolo comune vicentino di 1500 abitanti, e
realizzata con la collaborazione anche degli altri comuni della valle, Pedemonte e Lastebasse, nello
spirito della condivisione di una storia comune, e che ha riscosso nella popolazione locale una
calorosissima e attiva partecipazione.
La rievocazione coinvolge l’abitato di San Pietro di Valdastico che è collegato all’Altipiano, dove si
trovano i boschi e i possedimenti, da un’antica via cavallara lungo la quale si svolgevano la maggior
parte delle attività che abbiamo già citato e che è stato l’elemento ispirato di questa iniziativa.
Lungo le vie del paese, chiuso al traffico è previsto l’allestimento di stand espositivi strettamente
legati ad attività artigianali quali il ricamo, la lavorazione del legno in varie tipi di utensili e oggetti,
la fabbricazione di cesti e gerle, la produzione di carne salata, i formaggi (vaccino e caprino) locali
e di altri prodotti locali o delle zone contigue. Inoltre vengono ricostruite ambientazioni particolari
quali la casa, con stalla e altri locali accessori, una segheria, la casara con dimostrazione di come si
fa il formaggio e degustazione, il caseificio con tutte le sue attrezzature, il rifugio che i carbonari si
costruivano per ripararsi nella loro permanenza in montagna durante il processo di carbonificazione
del legname, la carbonaia, la calcara, i recinti con gli animali da cortile, la cava di marmo un tempo
attiva nella nostra valle, le fontane attrezzate per fare la “liscia “ collettiva. Il quadro storico di
riferimento è stato individuato in quello a cavallo delle due guerre e ogni ambientazione prevede la
presenza di quadri viventi permanenti, in costumi d’epoca, dove i figuranti ripropongono gesti,
attività e comportamenti del tempo e ormai dimenticati dai più. Una strada è poi riservata agli
scultori del legno che potranno esibirsi nella loro attività ed esporre le loro opere. Durante la due
giorni, nella mattinata del giorno della rievocazione o nella serata precedente, è previsto un incontro
pubblico al quale partecipa per parlare di montagna, del suo tempo libero e della vita nei boschi uno
scrittore; lo scrittore Mauro Corona, testimonial della prima edizione, ne è stato il protagonista nel
2005, Giancarlo Ferron lo è stato nel 2006, Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro nel 2008. Per
COMUNE DI VALDASTICO
PROVINCIA DI VICENZA
Largo Savoia 1 – 36040 Valdastico (VI)
C.F. 84001010242 – P. IVA 01513240240
Tel. 0445/745003 – Fax 0445/745566
E-mail: sindaco@comune.valdastico.vi.it
SINDACO
consentire a tutti, non solo a quelli che potranno entrare nella piccola piazza anfiteatro deputata a
questo incontro di seguire la discussione, tutta la zona di interesse della manifestazione viene dotata
di impianto di amplificazione. Nel pomeriggio invece si svolge la sfilata rievocativa vero cuore
della manifestazione: partendo proprio da dove la Singela arriva in paese sfilano i 12 quadri di
figuranti tutti con abbigliamento predisposto e realizzato sulla base della documentazione
fotografica locale relativa a quel periodo: i bambini dell’asilo con le suore (siamo a Ottobre e le
scuole riaprivano), i bambini delle scuole elementari, i carbonari con i loro attrezzi e il prodotto del
loro lavoro, il gruppo dei giovani, ragazzi e ragazze che aiutavano anch’essi in montagna o nelle
faccende domestiche accompagnati da asini, capre e pecore, oche da cortile; le donne con il loro
duro lavoro ma anche con i loro canti. Seguono poi i gruppi più specifici legati al lavoro nel bosco: i
carbonari, il gruppo con le tipiche slitte da “scalon”, una slitta speciale che permetteva di trascinare
a valle il legname dalle zone più impervie della montagna, e a seguire il quadro dei boscaioli con i
cavalli da tiro, i somari, i carri e i carretti, il legname e le “fasine”, con tutti i loro attrezzi e arnesi;
poi il “camparo” la persona che i capi famiglia eleggevano e stipendiavano affinché sorvegliasse i
prodotti dei campi, il gruppo di cacciatori e di sciatori sempre in costumi d’epoca. Segue poi il
gruppo degli emigranti, a ricordo delle tantissime famiglie che a causa della mancanza di lavoro e
della difficoltà di mantenere le famiglie con il poco lavoro locale prendevano la decisione di
abbandonare tutto, avvolgere il poco che avevano in fagotti o valigie di cartone e partire dal paese.
La sfilata si chiude con la transumanza di un gregge di pecore e da quella delle mucche che finito
l’alpeggio scendono a valle accompagnate dei malgari e dalle loro famiglie. La sfilata viene
inframmezzata dalle incursioni del “salbanello” un personaggio di fantasia che abita i boschi e fa i
dispetti ai bambini e delle “anguane” che abitano le grotte delle montagne che sovrastano il paese.
Tutta la sfilata, che prevede un percorso di 1,5 km, è accompagnata da una voce narrante che
illustra i lavori, gli attrezzi, le incombenze dei vari personaggi. Complessivamente sono coinvolti
250 figuranti.
Tutte le vie interessate dalla manifestazione vengono addobbate con utensili, oggetti, panni della
tradizione locale al fine di ricreare quel clima che nel 2008 ha suscitato per la terza volta
meraviglia, piacevole stupore e commozione nelle più di 20.000 persone presenti (stima della
protezione civile e del comando dei vigili urbani in servizio).
L’obiettivo principale de “Il Ritorno del bosco” è la riscoperta dell’Alta Val d’Astico attraverso la
valorizzazione del suo passato, della cultura dei suoi mestieri e della sua identità. Durante la
manifestazione l’area coinvolta per complessivi 2,5 km lineari viene chiusa al traffico e dotata di un
impianto di diffusione sonora.
“Il Ritorno dal Bosco” è organizzato dal Comune di Valdastico, in collaborazione con
l’associazione Pedemontana.vi. Per informazioni e documentazione fotografica della
manifestazione può essere consultato il sito www.ilritornodalbosco.it. Nel sito potrete trovare anche
i programmi delle tre precedenti edizioni che hanno visto la partecipazione di Mauro Corona, Tom
Perry e Giancarlo Ferron, Simon Kehrer, Walter Nones, Claudio Sabelli Fioretti, Giorgio Lauro e
Amedeo Sandri.
Come indicato nella presentazione della mail che inviamo la manifestazione è programmata, in
linea con le edizioni precedenti, per Sabato 23 Ottobre durante la serata e Domenica 24 Ottobre
2010 dalle ore 10.00 al tramonto
ILRievocazione storica del ritorno dei boscaioli dalla montagna, lungo l’antica via della Singela fino
alla vallata dell’Astico.
La valle dell’Astico si trova nell’estremo confine nord-occidentale della Regione Veneto e da
sempre è stata terra di duro lavoro: nei boschi dell’Altipiano di Asiago, nel lavoro di terrazzamento
delle pendici montuose, dell’attività pastorale d’altura, la realizzazione di carbone da legna. Duro
lavoro che coinvolgeva tutti gli abitanti: maschi e femmine, giovani ed anziani. L’attività si
concentrava essenzialmente nel periodo da marzo a settembre, quando le nevi si scioglievano e
permettevano il lavoro. Con l’arrivo dell’autunno i lavori si interrompevano e la gente faceva
ritorno in paese per iniziare le attività ordinarie della conduzione famigliare, della scuola ma anche
dell’amara decisione di partire emigrati per terre lontane.
È questo che la nostra rievocazione ripropone agli occhi e al cuore dei tanti che già nelle prime due
edizioni hanno partecipato alla nostra manifestazione. Una manifestazione voluta
dall’Amministrazione Comunale di Valdastico, piccolo comune vicentino di 1500 abitanti, e
realizzata con la collaborazione anche degli altri comuni della valle, Pedemonte e Lastebasse, nello
spirito della condivisione di una storia comune, e che ha riscosso nella popolazione locale una
calorosissima e attiva partecipazione.
La rievocazione coinvolge l’abitato di San Pietro di Valdastico che è collegato all’Altipiano, dove si
trovano i boschi e i possedimenti, da un’antica via cavallara lungo la quale si svolgevano la maggior
parte delle attività che abbiamo già citato e che è stato l’elemento ispirato di questa iniziativa.
Lungo le vie del paese, chiuso al traffico è previsto l’allestimento di stand espositivi strettamente
legati ad attività artigianali quali il ricamo, la lavorazione del legno in varie tipi di utensili e oggetti,
la fabbricazione di cesti e gerle, la produzione di carne salata, i formaggi (vaccino e caprino) locali
e di altri prodotti locali o delle zone contigue. Inoltre vengono ricostruite ambientazioni particolari
quali la casa, con stalla e altri locali accessori, una segheria, la casara con dimostrazione di come si
fa il formaggio e degustazione, il caseificio con tutte le sue attrezzature, il rifugio che i carbonari si
costruivano per ripararsi nella loro permanenza in montagna durante il processo di carbonificazione
del legname, la carbonaia, la calcara, i recinti con gli animali da cortile, la cava di marmo un tempo
attiva nella nostra valle, le fontane attrezzate per fare la “liscia” collettiva. Il quadro storico di
riferimento è stato individuato in quello a cavallo delle due guerre e ogni ambientazione prevede la
presenza di quadri viventi permanenti, in costumi d’epoca, dove i figuranti ripropongono gesti,
attività e comportamenti del tempo e ormai dimenticati dai più. Una strada è poi riservata agli
scultori del legno che potranno esibirsi nella loro attività ed esporre le loro opere. Durante la due
giorni, nella mattinata del giorno della rievocazione o nella serata precedente, è previsto un incontro
pubblico al quale partecipa per parlare di montagna, del suo tempo libero e della vita nei boschi uno
scrittore; lo scrittore Mauro Corona, testimonial della prima edizione, ne è stato il protagonista nel
2005, Giancarlo Ferron lo è stato nel 2006, Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro nel 2008. Per
consentire a tutti, non solo a quelli che potranno entrare nella piccola piazza anfiteatro deputata a
questo incontro di seguire la discussione, tutta la zona di interesse della manifestazione viene dotata
di impianto di amplificazione. Nel pomeriggio invece si svolge la sfilata rievocativa vero cuore
della manifestazione: partendo proprio da dove la Singela arriva in paese sfilano i 12 quadri di
figuranti tutti con abbigliamento predisposto e realizzato sulla base della documentazione
fotografica locale relativa a quel periodo: i bambini dell’asilo con le suore (siamo a ottobre e le
scuole riaprivano), i bambini delle scuole elementari, i carbonari con i loro attrezzi e il prodotto del
loro lavoro, il gruppo dei giovani, ragazzi e ragazze che aiutavano anch’essi in montagna o nelle
faccende domestiche accompagnati da asini, capre e pecore, oche da cortile; le donne con il loro
duro lavoro ma anche con i loro canti. Seguono poi i gruppi più specifici legati al lavoro nel bosco: i
carbonari, il gruppo con le tipiche slitte da “scalon”, una slitta speciale che permetteva di trascinare
a valle il legname dalle zone più impervie della montagna, e a seguire il quadro dei boscaioli con i
cavalli da tiro, i somari, i carri e i carretti, il legname e le “fasine”, con tutti i loro attrezzi e arnesi;
poi il “camparo” la persona che i capi famiglia eleggevano e stipendiavano affinché sorvegliasse i
prodotti dei campi, il gruppo di cacciatori e di sciatori sempre in costumi d’epoca. Segue poi il
gruppo degli emigranti, a ricordo delle tantissime famiglie che a causa della mancanza di lavoro e
della difficoltà di mantenere le famiglie con il poco lavoro locale prendevano la decisione di
abbandonare tutto, avvolgere il poco che avevano in fagotti o valigie di cartone e partire dal paese.
La sfilata si chiude con la transumanza di un gregge di pecore e da quella delle mucche che finito
l’alpeggio scendono a valle accompagnate dei malgari e dalle loro famiglie. La sfilata viene
inframmezzata dalle incursioni del “salbanello” un personaggio di fantasia che abita i boschi e fa i
dispetti ai bambini e delle “anguane” che abitano le grotte delle montagne che sovrastano il paese.
Tutta la sfilata, che prevede un percorso di 1,5 km, è accompagnata da una voce narrante che
illustra i lavori, gli attrezzi, le incombenze dei vari personaggi. Complessivamente sono coinvolti
250 figuranti.
Tutte le vie interessate dalla manifestazione vengono addobbate con utensili, oggetti, panni della
tradizione locale al fine di ricreare quel clima che nel 2008 ha suscitato per la terza volta
meraviglia, piacevole stupore e commozione nelle più di 20.000 persone presenti (stima della
protezione civile e del comando dei vigili urbani in servizio).
L’obiettivo principale de Il Ritorno del bosco è la riscoperta dell’Alta Val d’Astico attraverso la
valorizzazione del suo passato, della cultura dei suoi mestieri e della sua identità. Durante la
manifestazione l’area coinvolta per complessivi 2,5 km lineari viene chiusa al traffico e dotata di un
impianto di diffusione sonora.
“Il Ritorno dal Bosco” è organizzato dal Comune di Valdastico, in collaborazione con
l’associazione Pedemontana.vi. Per informazioni e documentazione fotografica della
manifestazione può essere consultato il sito www.ilritornodalbosco.it. Nel sito potrete trovare anche
i programmi delle tre precedenti edizioni che hanno visto la partecipazione di Mauro Corona, Tom
Perry e Giancarlo Ferron, Simon Kehrer, Walter Nones, Claudio Sabelli Fioretti, Giorgio Lauro e
Amedeo Sandri.
Come indicato nella presentazione della mail che inviamo la manifestazione è programmata, in
linea con le edizioni precedenti, per sabato 23 ottobre durante la serata e domenica 24 ottobre
2010 dalle ore 10.00 al tramonto.
