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Evento – Festival // vedi tutti gli eventi

ENRICO MONTROSSET con IRENE AFFENTRANGER al Cervino Cinemountain

apertura:

4 Agosto 2010

chiusura:

4 Agosto 2010


Sala dei Congressi – Centro Polivalente
Aosta (AO) [Italia]


CERVINO CINEMOUNTAIN – FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA DI MONTAGNA

PROSEGUE LA SEZIONE DEDICATA AI FILM IN CONCORSO MENTRE L’INCONTRO DI ENRICO MONTROSSET E’ CON IRENE AFFENTRANGER

4 AGOSTO

Per i film in concorso sono stati selezionati oltre trenta film che rappresentano il meglio della produzione di filmografia di montagna nel mondo intero. Ad una giuria internazionale (Italia, Polonia, Svezia, Irlanda) di qualità spetterà il compito di attribuire i numerosi premi fra cui il gran premio Cervino CineMountain Conseil de la Vallée e il Grand prix, oscar degli oscar di film di montagna. Le proiezioni saranno intervallate dalle presentazioni editoriali, intitolate i “Racconti verticali” e che coinvolgeranno scrittori del calibro di Enrico Camanni, Marco Albino Ferraris e case editrici specializzate quali Priuli e Verlucca, Tararà, Feltrinelli e Liaisons.

Nel dettaglio:

ore 15,00-18,30 Sala dei Congressi – Centro Polivalente

Proiezione dei film in concorso:

Carstens z – The seventh summit (SLOVACCHIA, 2008, 45′)

di Pavol Barabaš, produzione K2 Studio Production.

Il Puncak Jaya, detto piramide di Carstensz dal nome dell’esploratore danese che l’ha individuato per primo, svetta nel cielo della Nuova Guinea, circondato da una giungla incontaminata. Esotica e maestosa, si tratta di una delle vette meno accessibili in assoluto, meta ambita dagli alpinisti di tutto il mondo. Il film racconta questo posto unico e suggestivo e le difficoltà estreme che si devono affrontare per raggiungerlo, la diffidenza delle tribù indigene che ancora oggi ostacolano il passaggio degli stranieri e la bellezza senza pari di questa piramide calcarea, che si innalza al cielo per ben 4884 metri.

Pavol Barabáš è un regista slovacco e un grande viaggiatore. Vicepresidente della Slovak Film Academy, ha realizzato numerosi documentari, girando in posti in cui, prima di allora, l’uomo aveva messo piede raramente. Sempre alla ricerca di esperienze estreme e spinto da uno spiccato spirito di avventura, con i suoi film ha ricevuto più di 150 riconoscimenti, nella sua nazione e all’estero.

L’arbre (FRANCIA, 2008, 12′)

di Cecile Verstraeten, produzione Les films sauvages

Yacine lavora per Pierre come operaio da tanti anni. Pierre ormai è vicino alla morte e chiede a Yacine di farlo salire su un albero, dove per i due comincerà una lunga attesa.

Cécile Verstraeten è originaria di Bruxelles, ma vive a Parigi. Da autrice ha realizzato corti e documentari, tra cui Cyclo (2008), Abuelita (2004), selezionato per il Festival Escales Documentaires de la Rochelle del 2004, L’Odyssee du Volontariat (2002), Whop tak trankil (2001) e Astrid (1998).

Associazione Culturale Strade del Cinema
Regione Borgnalle 10/e – 11100 Aosta
tel. 0165/230.528 – fax 0165/360.413

Obcina (ROMANIA, 2007, 80′)

di Bjorn Reinhardt, produzione Maramures-Filmarchive

Obcina e un piccolo villaggio sperduto tra le montagne, che durante l’estate si popola di decine di uomini e donne di etnia rutena. Ogni anno, però, gli abitanti del luogo sono costretti a tornare a valle prima che arrivi l’inverno, per mettersi al riparo dalle difficili condizioni di vita che la stagione fredda porta con sè. Solo la famiglia Cut, tra mille difficoltà, decide di rimanere a Obcina ad affrontare il freddo, l’isolamento e la neve. Una scelta caparbia e pericolosa, che costerà loro grande fatica e sacrificio. Il film ha vinto nel 2009 il Bergfilm Festival di Tegernsee.

Björn Reinhardt nasce nel 1963 a Berlino e inizia a lavorare come assistente alla direzione alla Deutscher Fernsehfunk Berlin. Ha studiato stage design alla Art-High School Berlin Weisensee e nel 1995 ha cominciato a lavorare come regista di documentari per la televisione romena e tedesca. Dal 2002 lavora come regista indipendente a Maramures, in Romania.

Contres ? (SPAGNA, 2009, 15′)

di Kiko Ruiz Claverol, produzione CEP – CULTURA I ENTORN DEL PIRINEU

Il Nano si guadagna da vivere con il commercio illecito di tabacco tra i Pirenei e l’Andorra. Un giorno, però, i suoi traffici diventano cosi impegnativi e pericolosi, da portare il giovane uomo a ripensare il proprio futuro. Durante una partita a “botifarra”, gioco di carte tipico della Catalogna, il suo compagno gli chiederà: “Contres?”

Kiko Ruiz Claverol (1969) ha studiato comunicazione audiovisiva a Madrid e ha cominciato a lavorare per la Television de Cataluna. Si occupa prevalentemente della produzione di film e serie per la televisione. Tra i suoi lavori, il corto El sopar de la vaca e Brokebike mountain.

Le cheval de l ’Everest (FRANCIA, 2009, 53′)

di Bernard Germain, produzione MC4

Protagonista del film è Gurmen, uno sherpa che vive a 4000m d’altitudine, in una valle himalayana del Nepal. Dopo la morte del fratello, avvenuta nel corso di una valanga, Gurmen decide di cambiare vita, di sfuggire una volta per tutte ai pericoli dell’alta montagna e di acquistare un cavallo, per trasportare turisti al campo base dell’Everest.

Il regista racconta il viaggio di Gurmen alla ricerca di Karma, il cavallo che l’uomo intende acquistare, passando attraverso una serie di difficoltà che metteranno in luce la personalità del protagonista e l’intraprendenza grazie alla quale saprà trarre profitto dal progressivo aumento dei flussi turistici in Nepal.

Bernard Germain si è laureato presso l’Universita della Sorbonne a Parigi ed e guida alpina. Dagli anni Ottanta ad oggi ha realizzato un considerevole numero di film di breve e lunga durata, alcuni dei quali hanno rivestito un ruolo importante nella produzione cinematografica di montagna. Tra i più rilevanti e premiati in ambito internazionale, Un pic pour Lenin (1981), Le concerto d’Alaska (1983) e Desir d’Everest (1991).

ore 18,30 Espace Montagne – Centro Polivalente

Per “i racconti verticali” a cura di Enrico Montrosset

incontro con Irene Affentranger – Racconti del vento, ed. Nuovi sentieri

“Forse è nata l’anima mia da una gemme di resina caduta un giorno di vento, lassù”.

Questi versi, scritti quando, ricca di visioni e di entusiasmi mi lanciavo ad affrontare il misterioso viaggio della vita, mi hanno non solo suggerito il titolo di questo libro, ma vogliono anche esprimere gli appassionanti perchè a cui ad ogni passo ho cercato risposta. Più che una vera e propria autobiografia ho inteso presentare una specie di retrospettiva della mia esistenza inquieta nella quale la montagna ha giocato un ruolo di primissimo piano. E cosi, pellegrina dello spirito, cercai sulle cime di tutti i continenti, accanto alla soddisfazione della conquista materiale, il mezzo di estinguere la sete di altezza e di conoscenza, nella fede sicura che quel vento che soffia alle alte quote portasse oltre gli ultimi orizzonti i miei aneliti più segreti e la preghiera di giungere ad aprire la porta dell’Inconoscibile. Ogni volta che mi avventuravo nei grandi silenzi sentivo battere il cuore della montagna all’unisono con il mio e una materna carezza mi avvolgeva nel presentimento di una pace che non si sarebbe estinta mai. Le bandierine con le mie preghiere continueranno a sventolare felici nell’azzurro a cui e appesa la scala d’oro che valica l’infinito e a trascinare, spero, quanti mi leggeranno convincendoli sul significato profondo dell’alpinismo che non è solo esercizio sportivo ma anche approfondimento culturale e ascensione dello spirito.

Irene Affentranger – Di origine svizzera, nata a Torino, vi studiò lettere e fu per anni corrispondente-interprete presso un grande complesso industriale che successivamente la inviò in Germania – ove tuttora risiede – per seguire lo sviluppo di importanti progetti militari aeronautici. La natura l’attrasse sin dall’infanzia e ai monti si dedicò con una passione che la portò dapprima su innumerevoli vette delle Alpi, poi sulle cime di altri continenti: nelle Ande dell’Ecuador e Perù, Groenlandia, nel Caucaso e sull’Ararat. Appassionata anche di fotografia, trasse da queste sue imprese ricca messe di immagini che illustrò anche in varie conferenze. Nell’ambito dei Festival di Trento del 2002 e 2004 curò due mostre sul GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna). Entrata nel GISM nel 1951 sotto la presidenza di Adolfo Balliano, ne fu segreteria, consigliera, reggente e attualmente ne ricopre la carica di vicepresidente. Nel 2008 è stata anche nominata Socio onorario del CAI. Ha dato alle stampe, in collaborazione con Adolfo Balliano, i volumi “Alpinista che vai, dizionario che trovi” (1956), “La strada è questa” (1957) e l’antologia “Picchi colli e ghiacciai” (1961) opera di massimo impegno in cui sono raccolte le più belle pagine scritte da eminenti alpinisti italiani. Collaborò e collabora a giornali e riviste nel campo della montagna e dell’alpinismo (“L’escursionista”, “Lo Scarpone”, “Scandere” della Sezione di Torino del CAI, la “Rivista Mensile” del CAI, l’Annuario del Club Alpino Accademico, la Rivista della “Giovane Montagna”,  Alpinismus”, “Aosta e le sue Valli”). Nel 1960 ha tradotto il libro del grande alpinista Hermann Buhl, il vincitore solitario del Nanga Parbat (“E buio sul ghiacciaio”), di cui uscì nel 1984 una seconda edizione, nonchè, sempre dal tedesco, due romanzi: “Da-Kai” di Joseph M. Camenzind e “Viaggio in Italia e altre novelle clericali o quasi” di Adalbert Seipolt. Nel 1965 ha curato la traduzione in francese e tedesco del libro di Mario Fantin “Cervino 1865/1965”. Nel campo della lirica si è affermata con una raccolta di poesie: “Il tempo delle Peiadi” (2002). Nel 2006 ha pubblicato “La pista illuminata”, racconti in parte suoi, in parte di A. Balliano. Nel 2007 ha effettuato la traduzione di una nuova edizione di “E buoi sul ghiacciaio” (con i diari completi delle spedizioni di H. Buhl e capitoli aggiuntivi di Kurt Diemberger. Infine dello stesso Diemberger ha tradotto in italiano l’ultima opera “Danzare sulla corda” (2009).

ore 21,00-24,00 Sala dei Congressi – Centro Polivalente

Proiezione dei film in concorso:

L’ultima battaglia delle Alpi (ITALIA, 2010, 54′)

di Roberto Cena e Fabio Canepa, produzione Alessandro Borrelli e Cinecitta Luce.

Nei giorni della Liberazione, le Alpi Occidentali sono testimoni di un’ultima aggressione. Nel caos della primavera 1945, infatti, l’Armee francese attacca l’Italia sulle creste alpine, col fine nascosto di annettere la Valle d’Aosta. Ma il piano segreto di De Gaulle rimette in gioco gli ideali dei combattenti italiani. Partigiani e repubblichini si alleano contro l’invasore, prolungando la battaglia oltre la fine della guerra. Il film racconta, dalla prospettiva dei protagonisti, i fatti drammatici ed eccezionali avvenuti su quel fronte di rocce e neve. Riparati all’interno dei bunker di ghiaccio, i soldati dell’una e dell’altra parte imparano a combattere una guerra difficile. E l’avversario più insidioso è la montagna.

Roberto Cena lavora come giornalista e collabora come autore, ricercatore e story editor per varie case di produzione cinematografica. E’ laureato in Scienze della Comunicazione e ha conseguito un master in Editing e scrittura di prodotti audiovisivi presso l’Universita di Torino. Con Fabio Canepa lavora a Villa Hambury, history of a garden e Building the Olympic games.

Fabio Canepa è laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Ha conseguito un master in Editing e scrittura di prodotti audiovisivi ed è stato allievo del corso di Fotografia cinematografica della Scuola d’arte cinematografica di Genova. Lavora come copywriter, ricercatore e story editor per il cinema. Sta realizzando con Robero Cena Villa Hambury, history of a garden e Building the Olympic games.

Bâmiyân (France, 2008, 15′)

di Patrick Pleutin, produzione Les Films de l’Arlequin eARTE

Nel 632 il monaco cinese Xuanzang scopre le colossali statue di Buddha della valle di Bamiyan, in Afghanistan. Nel 2008 i bambini della valle. Intervistati nel film, raccontano i miti e le leggende che riguardano il destino tragico di queste statue, distrutte dai talebani.

Patrick Pleutin e regista e pittore. Nato nel 1965, ha studiato arte e tecniche della comunicazione presso l’Ecole Superieure Estienne di Parigi. Tra i suoi numerosi lavori da regista ricordiamo Pavane de l’ange (2001), cortometraggio di finzione premiato al Festival de Loches nel 2002, L’hotel du vent (1998), Salut les filles (1991) e Pigment Bagdad (1990).

Mount St. Elias (AUSTRIA, 2009, 100′)

di Gerald Salmina, produzione Planet Watch Film & Video GMBH & Co

E’ un’avventura folle e ineguagliabile, quella che affrontano i due scialpinisti austriaci Axel Naglich e Peter Ressmann, insieme a Jon Johnston, freerider americano: la discesa con gli sci del Mount St. Elias, in Alaska. 5489 metri di altitudine, per la più lunga discesa mai realizzata prima. Un racconto drammatico attraverso le immagini di un film in cui la montagna diventa teatro di un’impresa tanto pericolosa quanto emozionante, durante la quale i tre uomini protagonisti dovranno fare i conti con le proprie capacità fisiche e mentali e col proprio coraggio, oltre che con un’indispensabile dose di fortuna. Il film ha vinto a febbraio scorso l’edizione 2010 del Festival di Torello.

Gerald Salmina è nato in Austria nel 1965. Dopo una carriera da windsurfer, ha fondato la Planet Watch, una casa di produzione video specializzata in sport estremi, natura e tematiche giovanili. Cuore pulsante dei suoi documentari è sempre l’incontro tra uomo e natura, portato ai suoi limiti più estremi. Tra i suoi ultimi lavori, Light & Shadow (2007), Memento (2006), The red tower (2006) e The cave (2005).

L’organizzazione del Festival è curata dal Comune di Valtournenche e dall’Associazione Culturale Strade del Cinema con la collaborazione della Presidenza del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta e il sostegno dell’Assessorato al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Regione Autonoma Valle d’Aosta, Fondazione CRT, Compagnia di San Paolo, Banca Popolare di Milano, CVA, il Club Alpino Italiano, Fiat e Sony.

Informazioni relative al Festival:

tel. 0165/230.528 – 392/981.46.92 / fax 0165/360.413 – Sito Internet www.cervinocinemountain.it

Per scaricare le immagini ad alta definizione del Festival

http://picasaweb.google.com/cervinocinemountain/CERVINOCINEMOUNTAIN2010


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