Editoriale


18 lug 2012, di Redazione

Usciamo dalla Rete

iBorderline Standby Conservativo
USCIAMO DALLA RETE – almeno per un po’

Alberto Peruffo si scollega dalla “rete attiva” in vista del 2013-2014.

A causa di:

1. archiviazione di iBorderline (travaso dei centinaia di post di intraisassblog e intotherocks su server iborderline dopo la chiusura di splinder: un archivio letterario e storico di grande valore; annate dal 2004 al 2010);

2. preparazione spedizione himalayana su uno dei grandi 8000 (prevista per il 2014 >> www.k2014.it);

3. conclusione di Bergkristall ArtVideoSit – situazione di video lettura compositiva dell’opera di Adalbert Stifter – con Vitaliano Trevisan, Andrea Salvà e Max Carbone (iniziata nel 2010);

4. conclusione del lavoro L’ultima spedizione di Bruno Brunelt, lavoro d riscrittura di situazione del romanzo Tifone di Joseph Conrad, dedicato a Mario Crespan (interrotto nel 2006);

5. impaginazione definitiva di Luigi Canna di Bambù, il saggio di scrittura semi-ot(t)ica dedicata a Luigi Meneghello, Umberto (s)Eco e (per niente)Fosco Maraini (terminato nel 2004);

6. stesura e conclusione del decennale lavoro teorico L’ARTE ARMATA E LA RELIGIONE DISARMATA – Sequenze teoretiche e conseguenze pratico-politiche della Prima Formulazione del Realismo Costituito – documento di teoresi a fondamento dell’impegno civile artistico ed esplorativo dell’autore (2002-2012).

Alberto Peruffo scollega dalla rete “attiva” iBorderline e altri suoi punti di rete (alcuni messi in modalità conservativa, altri passiva) per un periodo di tempo indeterminato in vista del 2013, anno di consegna dei punti citati. Dopo di che si vedrà.

Nel periodo di standby conservativo iBorderline resterà in funzione come archivio di consultazione e di scambio culturale attraverso il muro dei commenti e per qualche comunicazione straordinaria di chiarimento/aggiornamento (Frontline/Casa di Cultura). La redazione lavorerà solo come archivio e valutazione testi in vista della probabile (ma non necessaria) ripartenza e riconfigurazione. Alberto sarà presente e rintracciabile fisicamente per consultazioni-spiegazioni-proposte in Libreria.

PS: Una seria programmazione culturale di supporto ai punti citati proseguirà “fisicamente” presso la libreria La Casa di Giovanni e la LUMM (Libera Università sotto il Monte Montecchio, ramo della CCC) – Informazioni su www.casadicultura.it
_
:-[i]-:
iBORDERLINE.NET // Editoriale / Nella foto l’ultima apparizione pubblica di Alberto insieme con Lorenzo Scandroglio, Paola Loreto e Marco Rovelli (non visibile nellla foto) per Voci dell’Alto Mondo – Cemmo di Capo di Ponte – 22/06/2012.

  • Gabriele Villa

    Mi capita ancora adesso di aprire ogni tanto la pagina di iBorderline, un po’ per abitudine, un poco per un riflesso condizionato, forse anche nella speranza inconscia di vedere almeno un commento sul Wall, unica pagina rimasta attiva nel sito. Niente, tutto rimane immoto e io guardo la pagina sempre uguale a se stessa e mi sento come un turista sulla scogliera dell’Isola del Giglio che guarda la sagoma della Costa Concordia inclinata su di un lato, immobile testimonianza di quella che fu una nave da crociera che solcava i mari.
    Noi bloggers storici del sito, nella nostra retorica un poco romantica, abbiamo sempre visto intraisass (poi borderline) come un veliero che solcava i mari percorrendo rotte innovative e sconosciute, fino a che il capitano Abe ha deciso di buttare l’ancora e fermare la navigazione: standby conservativo, per dire in modo elegante “ci fermiamo a riflettere poi, chissà, forse riprenderemo la navigazione”.
    Cari bloggers storici… non è che ne sia seguito un gran dibattito, non è che ci siamo telefonati, che siamo corsi al capezzale di borderline come facemmo qualche anno fa accorrendo al richiamo presso il Filmfestival di Trento. Il capitano Abe ci ha detto i motivi per cui ha deciso di buttare l’ancora, primo fra tutti quella voglia di “aria sottile” che gli è tornata guardando una montagna alta, molto alta, molto attraente, alla quale vorrà andare ineluttabilmente. Forse non ci ha detto che ha sentito una certa stanchezza nel suo “equipaggio storico”, senza il quale, a governare le vele, il veliero non poteva continuare ad affrontare i mari. Si aspettava qualcosa di più da noi? Chissà… E’ probabile. Ricordate quando, per spronarci, scriveva: "Io sono una ringhiera vicino al torrente: si aggrappi chi può! Ma io non sono la vostra stampella.” Qualcuno “si aggrappò”, non molti, ma abbastanza  da diventare (come ho avuto occasione di scrivere ad Alberto) “un gruppo di persone (molte delle quali diventate "amici") che hanno saputo fare grandi cose, lasciato una traccia di scrittura importante, aperto una nuova frontiera”. E adesso? Mica si tratta di alimentare la “sindrome del reduce”, come ha scritto Mauro.
    Non si tratta di rimpiangere il passato e le cose fatte, ma di chiedersi se abbiamo ancora delle cose da dire e soprattutto la voglia e la volontà di dirle. Ancora stamattina al telefono con Alberto se ne è parlato brevemente e lui ha detto di non avere ricevuto ulteriori telefonate o e-mail in proposito, concludendo con  uno sconfortato “sembra che tutti si siano rassegnati a questa ‘dolce morte’ di borderline”. E’ così, cari bloggers storici? E se Alberto al ritorno dalle montagne dove si respira l’aria sottile ci proponesse di ripartire? Forse basterebbe continuare a scrivere, approfittando di questo periodo di standby conservativo, come se mettessimo da parte barili di acqua dolce da mettere nella stiva quando mai dovessimo riprendere il mare… e trovarci un’altra volta quando sarà il momento, così come facemmo a Cimolais e successivamente a Montecchio, per capire che possiamo ancora essere un gruppo di amici che può continuare a fare, insieme, qualcosa di buono.      
    Forse sono soltanto un inguaribile utopista… Statemi bene. Un abbraccio a tutti. Gabriele

  • RedazioneLDB

    Caro Alberto,

    accedo ora a iborderline e mi trovo il tuo editoriale di
    standby conservativo.

    La cosa mi ha alquanto spiazzato. Infatti stavo proprio per chiederti
    la disponibilità ad invitare la rete dei blogger/amici che scrivono su iborderline,
    a partecipare al concorso blogger contest.2012, ideato dalla ns. rivista Le
    Dolomiti Bellunesi http://altitudini.wordpress.co...

    Sono spiazzato per due ragioni. La prima, perché una voce
    importante del web come iborderline si mette in standby (anche se conservativo);
    secondo, perché molte delle ragioni alla base della ns. decisione di dare vita
    ad un concorso di scrittura di post (testi + foto e video) nascono proprio
    dalla positiva esperienza di comunicazione che da anni persegue iborderline e
    il suo ideatore.

    Mi farebbe piacere avere un tuo commento. Grazie.
    Teddy Soppelsa – Redazione Le Dolomiti Bellunesi

  • gentile Teddy,
    come scritto dall'amico Faoro, i blog non ammuffiscono sugli scaffali.
    Io aggiungerei pure i bloggers ;-)
    Intraisass, inconsapevolmente, nacque come un protoblog prima che esistessero i blog nel 1999.

    Nel 2004, quando stavano per nascere i blog personali, diventò un blog collettivo.
    Nel
    2010 sperimentò il 2.0 nella formula blog (l'attuale iborderline), non
    ancora in uso e forse troppo laterale alla declinazione social.

    Forse ha segnato il suo tempo ed è giusto che lasci spazio ad altri.
    Forse
    la rete - per come l'ho vissuta io - ha bisogno di una pausa di
    riflessione per non degenerare nella troppa scrittura e informazione.

    Seguo comunque con grande interesse gli sviluppi.
    Pure il confluire
    dell'esperienza Dolomiti Bellunesi su piattaforma wordpress con il blog
    Altitudini, mi ha impressionato positivamente.

    Per il contest, invito gli amici di iborderline alla partecipazione.

    Potrebbe
    essere un buono stimolo per continuare su altro spazio la
    scrittura, nel mentre iborderline deciderà se morire in standby
    conservativo o ripartire tra un po' di tempo.

    Potrebbe pure essere il modo più vicino (geograficamente e digital-mente) per elaborare un segnale su ciò che è stato il nostro percorso.

    Abbiamo comunque una riunione (fisica!) in programma. Forse a Cimolais, da Luca, verso settembre.

    Nel frattempo in bocca al lupo e sincera stima per il tuo lavoro su Dolomiti Bellunesi, Altitudini e le tue bellissime montagne.

    Certe iniziative di valorizzazione (come quella sulla Forzèla de l'Om) sono davvero importanti e vitali.
    Ecco, anch'io tra un po' tornerò alle grandi montagne.
    Magari pure tra le grandi pareti dolomitiche di casa tua, come ai tempi del primo intraisass.

    a_

  • Mauro Mazzetti

    Sono rimasto colpito dalla tua decisione di sospendere le comunicazioni.
    Colpito favorevolmente.
    Ho sempre ritenuto che tu fossi (sia) molti passi avanti nella comunicazione prima ancora che nella programmazione/ideazione/realizzazione di progetti futuristici, avveniristici. Progetti contro, o meglio progetti invece di.
    Irrequieto? Meglio in-quieto, o forse non quieto, se quieto significa acquiescienza.
    Quindi bene così, anche se il sentimento della nostalgia un po' prende e alimenta la sindrome del reduce. Ti ricordi come eravamo, cosa facevamo etc. etc.?
    Occorre peraltro guardare avanti, sempre. Il passato è importante ed alimenta il presente; l'importante è che non prenda il sopravvento sul futuro.
    Magari parlarne insieme (il gruppo "storico" più i prestigiosi acquisti), servirebbe a capire meglio, a chiarire di più, a rendere espliciti un disegno ed un progetto che da tanti anni ci legano. E che immagino non si esaurirà.

  • Luigi

    Stiamo a vedere come va. Forse vede bene Alberto. Dopo avere sperimentato per tanti anni la rete una vista dal di fuori e in modalità passiva non sono cose da sottovalutare. Appena passo per l'autostrada, venendo da Milano, passo a salutarlo in libreria. Sono proprio curioso di vedere questo luogo. Luigi da Milano

  • Luca Visentini

    Però c'è da dire anche che Facebook, pur con tutta la sua superficialità, sta togliendo l'attenzione, più che lo spazio, ai blog e ai forum.

  • Flavio Faoro

    Citare l'Ecclesiaste ("Per ogni cosa c'è la sua stagione, c'è un tempo per ogni situazione sotto il cielo") è fin troppo facile. I tempi non tornano, si sa. I blog non ammuffiscono sugli scaffali, i post non si accumulano tra carte e polvere, i blogger non smettono mai di essere in rete, ché la rete è solo presente, o futuro molto vicino, e si usa per il passato solo come strumento e grande archivio della conoscenza, ma ferma, statica, bloccata.
    Tornerà, non tornerà, Iborderline? Non può andarsene, in realtà, mai smetterà di essere una nicchia (ma grande) di sogni, discussioni, passioni, opere e giorni. Chi scriverà di montagna e cultura, arte e polis (come politica) sulla rete, d'ora in poi, come potrà non pensare al vuoto lasciato da Iborderline, con il suo stop, e al pieno lasciato da Iborderline, con i tantì anni di straordinaria presenza. E il bello è che - par di capire - non è per stanchezza che tutto si ferma, ma per poter dar corso a vecchi progetti, a lontane ideazioni, a opere intraprese e mai compiute.
    Noi aspetteremo, come no, come il ragnetto di Gabriele, aggrappati a quei fili sottili, tra rugiada e vento, ma fermi nella convinzione che, in ogni caso, ne è valsa la pena, e avremo ancora da dire, se servirà, e raccontare e leggere, ammirati, e tentare di aiutare le nostre città a guardare un po' verso l'alto, e un po' più lontano.

  • Gabriele Villa

    Intra… la ragnatela di intraisass
     
    Caro iborderline, per gli amici ib, per me intraisassborderline, figlio di intraisassblog, nipote del fu intraisass. Era novembre del 2000, e sembra l’altro ieri, quando sulle tue pagine elettroniche usciva il mio primo racconto “Torre Piccola ti voglio bene”, invece sono passati dodici anni e su quelle stesse pagine ci sono ora una manciata di miei racconti sul fu intraisass, 286 post su intraisassblog, 51 corrispondenze su intraisassborderline. Sono diventato nel tempo uno dei blogger “storici” (la cosa mi ha emozionato quando qualcuno lo ha scritto), sono stati anni di crescita personale, di maturazione, di incontri stimolanti con eventi culturali e anche con le persone che ne erano portatrici e/o coprotagoniste o soltanto semplici spettatori: a tutti gli effetti, per me, una grande avventura di vita e soprattutto culturale.
    Questa è la visuale personale, uno scorcio dal mio punto di vista, ma non è di questo che ti volevo parlare. O almeno non solo di questo.
     
    Caro iborderline, ancora a maggio tutto sembrava funzionare e tornando da tre giorni trascorsi al Filmfestival di Trento telefonavo ad Alberto per dirgli che avrei scritto qualcosa sulle mie sensazioni, incontri ed esperienze vissute. Poi c’è stato il terremoto qui in Emilia, il 20 maggio e ancora il 29 maggio, due scosse che hanno fatto crollare case, capannoni, chiese, campanili e hanno scosso anche noi emiliani, fin nel profondo e nell’intimo. La vita è continuata perché così è e deve essere e sulle tue pagine ho potuto scrivere le sensazioni prodotte in me da quegli eventi tragici. Le emozioni del Filmfestival nel frattempo si sono affievolite e nel mentre ne sono lievitate altre. Proprio di questo ti volevo raccontare, caro iborderline, proprio adesso che sei in “modalità conservativa”, dopo le parole scritte da Alberto il 18 luglio: “Usciamo dalla Rete”, per me come una scossa di terremoto, di quelle che ti obbligano a scappare dalla casa in cui abiti.
     
    Ti volevo raccontare di una visione suggeritami da un ragnetto che, l’estate scorsa, è calato dall’alto sul balcone di casa mia appeso a un filo quasi invisibile e, tirati due o tre fili “maestri” (quasi fossero la cornice di un quadro da dipingere), ha realizzato una stupenda ragnatela in mezzo ai fiori e alle pianticelle. Lo avevo osservato per giorni girare in qua e in là, in su e in giù, in una maniera che seguiva un ordine di cui si sono intuite le logiche soltanto quando la ragnatela è stata completata e ha iniziato a svolgere il suo compito. Così ho ripensato al Filmfestival di Trento che avevo sempre seguito attraverso le cronache dei giornali e riviste specializzate, senza mai avere l’iniziativa di andare una volta di persona a vivere incontri ed emozioni. Strano, ma non troppo, ci sono andato per la prima volta soltanto nel 2004, esclusivamente per vedere un’esibizione di Alberto Peruffo e Nicola Brugnolo nella quale, tra suoni di flauto traverso e narrazioni varie, si presentava il libro intraisass2. Mi ero guadagnato sei pagine su quel volume con il racconto “L’uomo che intarsiava i bachèt”, ero diventato uno degli autori del cartaceo, mescolato a nomi famosi e a scritti importanti: mi sembrava di essere entrato in una specie di favola. A inizio 2006 tutto sembrava già dover finire e fummo chiamati a Trento, alla fine di aprile, noi blogger, all’annunciato funerale di intraisass. Lì molti di noi si conobbero di persona dopo avere condiviso l’esperienza della scrittura, prima alla pizzeria Pedavena, poi nella riunione dei blogger al Campo Base del Filmfestival. I nomi, alcuni dei quali per me di persone “famose” pur se nell’ambiente della montagna, diventavano volti, interlocutori, compagni di un percorso di scrittura e di condivisione di un’esperienza. Intraisass non morì ma passò il testimone a intraisassblog e quel gruppo di lavoro, di pensiero e di scrittura ebbe consacrazione, in una riunione fondativa, domenica 20 agosto 2006 in quel di Cimolais.
    Però restava il Filmfestival l’appuntamento annuale nel quale ritrovarsi, mentre cresceva anche l’amicizia tra noi e si allargava il novero delle conoscenze interpersonali, l’occasioni di nuove esperienze culturali e umane. A quello ho ripensato a maggio di quest’anno quando mi sono reso conto che delle tre giornate passate al Filmfestival quello che di più vivo mi era rimasto erano proprio i ricordi degli amici rincontrati, quella invisibile ragnatela di conoscenze trasversali che negli anni si erano intrecciate in un crescendo che all’inizio non avevo percepito ma che ora si delineava chiaramente, originate e interconnesse all’esperienza del sito.
    Così ho ripensato al mio ragnetto, ai suoi fili tirati in maniera ordinata, collegati tra loro a comporre la struttura della ragnatela e a quello ho paragonato l’ esperienza degli scrittori e bloggers di intraisass, importante non tanto per le cose scritte e raccontate, ma per quel fitto intersecarsi di contatti umani, di esperienze culturali, di affinità caratteriali e morali, che sono andati a comporre questa grande ragnatela di esperienza di vita che diventano bagaglio prezioso che si è andato accumulando negli anni.          
     
    “Usciamo dalla Rete”, intraisassborderline entra in “modalità conservativa” e io mi chiedo, perché? Già il primo dei motivi elencati da Alberto appare sufficiente di per sé a fornire giustificazione: archiviazione di iborderline (travaso dei centinaia di post di intraisassblog e intotherocks su server iborderline dopo la chiusura di splinder: un archivio letterario e storico di grande valore; annate dal 2004 al 2010) e gli altri punti qualificanti non fanno che completare il quadro. Però ripenso ancora una volta al ragnetto sulla cui ragnatela il vento molesto un giorno ha fatto volare una foglia di Celtis, una delle piante che chiamano “mangia sassi”, che ornano da entrambi i lati il viale su cui si affaccia casa mia a Ferrara. Avevo provato a rimuoverla ma i fili erano appiccicosi e, a tirare la foglia, la ragnatela si sarebbe rotta, così successivamente fu una folata di vento più forte della altre a compiere quel lavoro che non avevo voluto fare io, lacerando irreparabilmente l’ordinato intreccio dei fili e il ragnetto l’abbandonò. Oggi ripenso alla morte di Mario Crespan e mi torna in mente la foglia sulla ragnatela e mi chiedo se quella scomparsa non abbia prodotto qualcosa di simile in quell’intreccio di amicizie e conoscenze che intraisass aveva saputo tessere nel tempo.
    Caro intraisassborderline, altre concause stanno di certo a monte di questa tua uscita dalla Rete, altri fili singoli si erano staccati dalla ragnatela, alcune vene creative si erano esaurite, nuove idee erano subentrate forse anche a modificare lo spirito originario del sito, ma mi piace continuare a pensare alla ragnatela. Mi piace pensarci perché solo collegando i fili ordinatamente e con pazienza si riesce a realizzarla e tutti sono importanti e fondamentali allo stesso modo e hanno valore nel loro insieme ordinato. Voglio continuare a credere che, sistemati gli archivi e realizzati gli altri progetti elencati da Alberto, si possa tornare a ricomporre una ragnatela fatta di affinità culturali e morali, di valori umani fondati su amicizia e conoscenze interpersonali, d’idee e cose semplici da raccontare a un mondo complesso e schizofrenico che sta intorno e sembra non voler ascoltare. Sarebbe bello ripartire dall’amicizia e da un’idea condivisa, per non disperdere ciò che di prezioso è stato fatto, anche da chi se n’è dovuto andare suo malgrado e, forse, mai avrebbe pensato di mollare questo progetto. 
    Mi piacerebbe poter tornare a impigliarmi intra … la ragnatela di intraisass.

  • Luca Visentini

    Ne capisco poco, ma ti telefonerò o scriverò via mail. Ciao Alberto, Luca.

  • Gabriele Villa

    Ciao Luca, come vedi i commenti sono rimasti "aperti" e vengono pubblicati.
    Se scrivi ad Alberto ti suggerisco di farlo pubblicamente sui commenti (quello che Alberto chiama "il muro") così se nasce un dialogo possono partecipare anche altri che hanno amato e tengono a questo sito. Ad Alberto io ho già telefonato e scritto privatamente, ma sto preparando anche alcune mie riflessioni che invierò come commento "pubblico" non appena terminate. Un abbraccio a te e a tutti gli amici che ci leggono.
    Gabriele  

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