Corrispondenze


9 giu 2012, di Gabriele Villa

Pensieri s(con)fusi di un alpinista terremotato

CORRISPONDENZE | STORIE

«Aiutateci. Siamo ostaggi dei campanili: stanno distruggendo la nostra vita e i nostri paesi».
Erano alcuni dei messaggi scritti sui cartelli esposti dagli abitanti dei paesi terremotati di Reno Centese e Buonacompra, nel ferrarese, durante quella che è stata definita “la civile protesta”, consistente nell’attraversare, avanti e indietro, sulle strisce pedonali, non per creare un disservizio bloccando forzatamente il traffico, ma per poterlo rallentare in modo da avere la possibilità di parlare con i passanti e attirare l’attenzione sul loro problema.
«Se i campanili crollano, senza un abbattimento pilotato, distruggono non solo le nostre case, ma tutto il centro del paese» – questo, in buona sostanza, il nocciolo della questione espresso dai manifestanti che (continua…)

30 mag 2012, di Michele Santuliana

Il paese silenzioso

CORRISPONDENZE D’AUTORE | STORIE PEDEMONTANE

:-[ In anteprima per la nostra rivista il primo capitolo de IL PAESE SILENZIOSO uscito in questi giorni per Biblioteca dell'Immagine. La firma è del nostro più giovane autore residente: 24 anni! ]-:

Il primo civico del paese, salendo il colle dalla Val di là – come usano ancora chiamarla, con una sottile vena di disprezzo, quelli della Val di qua – è il cimitero, un bel cimitero col muro di sassi e il cancello di ferro. Appare all’improvviso dopo una curva, austero e maestoso. Quando torno dalla città mi fermo sempre per una visita. Poco prima del cartello d’ingresso al paese svolto a sinistra (continua…)

22 mag 2012, di Redazione

Una foto ricordo

CORRISPONDENZE | STORIE DAL CONFINE
di Marko Mosetti

Era una di quelle estati come ne capitano ogni tanto: pioggia, temporali, nella migliore delle ipotesi nuvole basse. No, non ogni giorno, solamente nei fine settimana, nei giorni dedicati alla montagna. Sul quaderno dove mi annoto le escursioni alle date di quella stagione corrisponde una sequela di gite interrotte, cime non raggiunte, ritirate fantozziane, lunghe soste in rifugio. È stato allora che ho preso l’abitudine di infilarmi nello zaino, quando prevedo di stare fuori più giorni, anche un libro. Piccolo, leggero ma che sia un approdo sicuro lontano dalle secche delle partite a carte e dagli scogli delle innumerevoli birre figlie della noia. (continua…)

14 mag 2012, di Maurizio Mazzetto

Riparto dal limite

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

Riparto dal limite e ritorno sul confine: perché voglio incontrare una nuova linea di frontiera.

Altrimenti la “ripartenza” – di cui ho raccontato, e su cui ho riflettuto, ultimamente – non avviene: l’immobilismo (personale, spirituale, culturale, politico) diventerebbe la consuetudine. Anche per me.
Chi, infatti, non vuole esporsi sul ciglio dal quale si può vedere “oltre”, rimane prigioniero. Anche fuori casa.

«Un giorno di novembre, dopo la prima neve, stavo percorrendo una zona prealpina piuttosto particolare, posso definire quell’area come una frontiera. La sua morfologia è tale da disorientare il frequentatore abituale a causa dell’aspetto mutevole creato da ogni neve nuova. (continua…)

5 mag 2012, di Gabriele Villa

La strana cordata di Emilio il moderno e Gabriele l’antico

CORRISPONDENZE | STORIE

Su molte cose, nella mia vita, sono arrivato in ritardo sui tempi.
Quando i miei coetanei andavano a giocare a calcio sui giardini, io ancora mi dilettavo con i soldatini di terracotta assieme a un ragazzo più piccolo di me: avevo 14 anni e lui ne aveva 12 e devo dire che mi divertivo un sacco. Quando ho cominciato a giocare a calcio avevo passato i vent’anni e, per recuperare il tempo perduto, mi ci sono accanito al punto da continuare fino in età “matura”, tanto di trovarmi alla soglia dei quarant’anni in una squadra di ragazzini che mi avevano soprannominato “l’antico”. Quando ho cominciato ad arrampicare, oramai prossimo ai trent’anni, si usavano ancora gli scarponi a suola semirigida, ma ben presto apparvero le prime scarpette (continua…)

12 apr 2012, di Gabriele Villa

Omino di pietra

CORRISPONDENZE | STORIE

Arrivati al lago si erano fermati a guardare quell’incanto, rimanendo nel chiuso tepore dell’automobile, intorno i colori dell’autunno stavano oramai prevalendo nel cromatismo del bosco e lo scuro dello specchio d’acqua ne esaltava la vivacità e la bellezza.
Poi avevano parcheggiato l’auto e, cambiatisi rapidamente, avevano imboccato il sentiero seguendo il segnavia che più li aveva ispirati.
Niente cartina, niente bussola, nessuna conoscenza dei luoghi, solamente la voglia di camminare nella solitudine malinconica della montagna autunnale.Un cartello indicatore segnalava una forcella a due ore e mezza di cammino: era stata sufficiente quell’informazione per decidere la mèta. (continua…)

« più vecchi



ixplorerwall



copyright © 1999- Antersass Ricerca e DFG Culturale – all rights reserved

iborderline [MANIFESTO] conceived and directed by Alberto Peruffo
frontline // written by FRONTEdellaCULTURA & Selected Friends
corrispondenze // written and arranged by Blogger Storici di Intraisass + Explorers, our Readers / Alberto Peruffo, Andrea Gabrieli, Andrea Salvà, Antonello Romanazzi, Claudia Avventi, Carlo Caccia, Erik Mario Baumgarten, Flavio Faoro, Franco Michieli, Gabriele Villa, Gianpaolo Castellano, Giovanni Busato, Luca Visentini, Mario Crespan (1941-2011), Maurizio Mazzetto, Mauro Mazzetti, Melania Lunazzi
rifugi culturali // researched by Claudia Avventi & Alberto Peruffo
ixplorerswall // community's comments

iborderline general coordination by redazione@intraisass.it
web development fruktarbo.com