Corrispondenze


15 lug 2010, di Mauro Mazzetti

Il giornalista

CORRISPONDENZE D’AUTORE | SOSTA MOBILE

A volte ritornano. Dalle lontane profondità degli inizi alpinistici, basta una telefonata per far riemergere nomi e volti che sembravano scomparsi nel nulla.
Uno di questi nomi è Stefano.
Alto, magro, profilo vagamente rapace, voce e movenze che ricordano alla lontana il giornalista Mario Giordano. Sornione, dinoccolato, qualche volta anche disarticolato. Sempre attento, calmo e tranquillo. Tanto da rischiare di bivaccare anche sui monotiri. Preciso nelle manovre; puntiglioso nell’attrezzare soste; incrollabile nel cercare di diventare giornalista.
Tutto insieme.
Una grande forza di volontà, che lo ha spinto a perdere una decina di chili per poter arrampicare dopo la fine del corso di alpinismo.
Una grande forza di volontà, che lo ha  indotto (costretto?) a battere sobborghi e suburbi alla ricerca di una seppur minuscola notizia di cronaca nera o di costume locale. Va tutto bene; dal caso Bilancia alla sagra di paese, Stefano ha fatto il corrispondente di improbabili giornali locali, nascosti negli anfratti più segreti e lontani di paesini sepolti nella provincia piemontese.
Certo è che la sua incrollabile fiducia non è mai venuta meno. Resoconti elettorali dettati ad un antidiluviano cellulare mentre scendiamo da una falesia in Piemonte; cronache locali mentre rientriamo in treno dopo una infelice incursione sulle Alpi Marittime; tentativi di agganciare pulzelle anche avvenenti con la scusa del giusto mix alpin-giornalistico.

Stefano non si è fatto mancare niente. Con il Metalmeccanico, il Camionista ed il Professore ha vissuto la sua “stagione degli eroi”, frequentando Finale (Ligure) in tutte le salse ed alzando il suo grado. Con fatica e con costanza.
Fatica e costanza che lo hanno alla fine gratificato e premiato.
Adesso lavora a Roma all’ANSA; sono molto contento per lui, che nel frattempo si è fatto una famiglia e che non dimentica i suoi amici di tanto tempo fa.
Ecco la telefonata dell’inizio: Stefano mi chiama e mi chiede se voglio accompagnarlo sulla normale del Marguarèis con un suo amico. Perché no? Un po’ di revival non guasta.
Soprattutto se fatto insieme ad una persona che stimo ed alla quale sono stato molto legato.
La sindrome del reduce non mi preoccupa: al massimo Stefano ci farà sopra un bell’articolo…

:-[i]-:
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