FRABICA | PARCO DI PANEVEGGIO | PALE DI SAN MARTINO
di Quinto Antonelli
Il nesso tra scritture popolari ed alfabetizzazione vuole sottolineare il cosidetto “paradosso delle Alpi”, ovvero il fatto che uno dei tratti distintivi dell’area alpina è costituito da una alfabetizzazione precoce (a partire dal XVII secolo) e che i livelli di istruzione, per quanto differenziati da valle a valle, sono mediamente più alti che nelle pianure circostanti. Per dirla con Pier Paolo Viazzo e Xenio Toscani, l’alfabetizzazione tenderebbe a crescere con l’altitudine.
È diventato ormai un luogo comune enfatizzare il ruolo dello Stato asburgico e di Maria Teresa in particolare che con il suo Ordine generale per le scuole del 1774 ha introdotto l’obbligo scolastico. L’enfasi ha finito per eludere due ordini di problemi: il fatto che la riforma non ebbe finanziamenti adeguati e che si limitò a razionalizzare la situazione esistente; e che esisteva una precedente, diffusa alfabetizzazione alpina. (continua…)
FRABICA | PARCO DI PANEVEGGIO | PALE DI SAN MARTINO
di Quinto Antonelli
Proviamo a scrivere di alimentazione (di cucina) e di montagna bandendo termini come tradizione, identità, tipico, originale, genuino. Che cosa ci rimane? Ci rimangono i documenti e le testimonianze, come quella autobiografica di Angelo Turra, giovanissimo vaccaro sulle Pale di San Martino nel 1880: «Un’estate ancor da ragazzo ho custodito io stesso sul Castellaz una cinquantina di vitelli destinati al pascolo colà, mi partivo alla mattina per tempo dalla malga Vezzana, dopo aver presa la consueta colazione – consistente questa in polenta formaggio e latte bollito – senonché un po’ di polenta ed un pezzettino di formaggio in un sacchetto che doveva servirmi per il desinare lassù sul Castellaz». Un’alimentazione essenziale: polenta, latte, formaggio (che – come racconta Turra in un passo successivo – due volte alla settimana, gran festa, veniva fritto nel burro). (continua…)
FRABICA | PARCO DI PANEVEGGIO | PALE DI SAN MARTINO
di Quinto Antonelli
Frabica: dial., il fabbricato rustico in muratura del maso; la casèra. [Cfr. Livio Tissot, Dizionario primierotto, Trento 1996].
Al termine dell’itinerario storico-naturalistico che da Tonadico (Primiero) porta, attraverso la Val Canali, al Prà del Cimerlo sorge, all’altezza di 1400 metri, una costruzione documentata fin dal 1681. Utilizzata da sempre come fienile e stalla, è stata restaurata dall’Ente Parco e ora, grazie alla collaborazione con la Fondazione Museo Storico del Trentino, è diventata la Frabica delle scritture di montagna con un allestimento permanente (ma aperto solo d’estate) con lo scopo di testimoniare il rapporto che si è stabilito in una lunga storia tra la vita in montagna e le diverse, diffuse, pratiche di scrittura. (continua…)
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