del-morire-–-5


Articoli di Maurizio Mazzetto

2 nov 2011, di Maurizio Mazzetto

Del morire – 5

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

Mi trovavo, in quel giorno, a discendere la foresta dell’Amiata, dopo essere salito sulla cima del Monte.
In un momento di sosta, con una splendida luce che filtrava tra i faggi e i castagni, mi metto ad osservare le foglie cadute in un piccolo ruscello. È un momento di quiete. Di silenzio. Di ascolto. Poiché tutto parte dalla natura, dal suo manifestarsi e dal suo svolgersi: dall’inizio alla fine, dalla nascita alla morte. Le foglie morte sono destinate a marcire, a tornare alla terra e, così, a diventare
humus. Per una nuova vita.
Nuove foglie cadute stanno arrivando, portate dallo scorrere dell’acqua:
si uniscono alle altre, che già stanno in una piccola pozza. (continua…)

10 ott 2011, di Maurizio Mazzetto

Del morire – 4

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

«Non sono speciali gli alpinisti, ma il loro ambiente sì. Non solo perché il vuoto fa il vuoto, e non c’è gente intorno, ma perché le alte quote sono un posto in cui si è di passaggio, senza diritto di residenza. A quelle altezze non spunta desiderio di possedere, nessun istinto di proprietà dove comincia la zona della sopravvivenza. Salgo alle montagne per approfondire la mia estraneità, ribadire che sono precario e di passaggio».
Erri De Luca, in Pensieri viandanti II. L’etica del camminare, a cura di Italo Testa, Diabasis, 2009, p. 20.

È vero ciò che scrive Erri De Luca. La montagna (alta) ci ricorda la nostra “estraneità”. Mentre «La più alta forma di moralità è sentirsi degli estranei in casa propria» (Theodor Adorno). (continua…)

6 set 2011, di Maurizio Mazzetto

Del morire – 3

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

Anch’io ho un gregario, oggi. Come i campioni del Tour de France, che, da Pinerolo, passeranno di qui, in Val Varaita, domani. Saliranno il Col dell’Agnello (a 2700 m), per poi, ritornati in Francia, salire l’Izoard e il Galibier e finire la tappa a Serre Chevalier.
Il mio speciale gregario si chiama Buck. Almeno così l’ho battezzato, in ricordo delle mie appassionate letture infantili di Jack London.

Se Buck dovesse morire oggi, non potrebbe dire di morire “solo come un cane”. E neppure potrei dirlo io. Siamo entrambi animali, e ci facciamo compagnia: io animale uomo, lui animale cane.
Mi ha raggiunto alla partenza del sentiero, dove inizia la Vallanta. Nella parte superiore della Valle si può vedere il Monviso da ovest, dal versante meno conosciuto. Ed è questa la mia meta. (continua…)

16 ago 2011, di Maurizio Mazzetto

Del morire – 2

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

Non era la prima volta che un amico incontrava la morte in montagna.

Era già successo qualche anno prima, quando un giovane studente della mia facoltà perse la vita cadendo rovinosamente in uno scaranto. Stava percorrendo, con altri suoi compagni di studi, il Sentiero dell’Arroccamento, tra il Baffelàn e il Cornetto, sulle Piccole Dolomiti vicentine. Quello stesso pomeriggio d’ottobre ero andato a vendemmiare a casa di un mio compagno di corso: i suoi abitavano nell’alto vicentino, proprio sotto le Piccole Dolomiti. La vendemmia, che di solito è un evento gioioso, si svolse con triste preoccupazione, poiché, subito dopo le lezioni ed il pranzo, eravamo partiti dalla città con la notizia che era “successo qualcosa in montagna”. Appena terminato il lavoro sulle vigne, telefoniamo in Istituto e veniamo a sapere… che è morto Carlo, uno degli escursionisti. (continua…)

19 lug 2011, di Maurizio Mazzetto

Del morire – 1

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

Ci trovammo “incrodati” quel giorno sulla parete sinistra del Vaio Lovaraste, sulle Piccole Dolomiti, sopra Recoaro Terme. Non era quella la via da seguire, ma una disattenzione del nostro amico più anziano e più esperto, ci aveva portato a quel punto morto. Ci accorgemmo dell’errore, e, non dovendo né potendo proseguire, per non incorrere in guai peggiori, ritornammo sui nostri passi, con la concentrazione e la tensione che una discesa, in libera, richiedeva su quelle rocce, tra l’altro un po’ friabili.

Quando penso al pericolo di farsi male, o anche di morire, in montagna, mi viene in mente quell’escursione, per fortuna conclusasi felicemente, dopo aver ripreso il canale che ci aspettava. (continua…)

9 mag 2011, di Maurizio Mazzetto

Sul finire dell’inverno – Dell’inverno 4

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

Sul finire dell’inverno, quando la neve ancora ricopriva le vette dei monti per le abbondanti e ultime nevicate di marzo, siamo saliti, in molti, sul Monte Summano, piccola cima di 1296 metri, appartenente alle Prealpi Vicentine (sopra la città di Schio ed il paese di Santorso).
Era il 17 marzo di quest’anno. Un giorno particolare, dal momento che si ricordava, in tutto il Paese, il 150° dell’Unità d’Italia.

Una giornata incerta, nel cielo, ma anche sulla terra, avendo suscitato dibattiti e approfondimenti, ma anche polemiche e chiusure localistiche, tipiche dell’Italia del momento; mentre un leggero vento, foriero di pioggia, rendeva incerto l’esito stesso dell’iniziativa in programma, lanciata proprio su questo sito, e ideata da Alberto con gli amici del Comune di Santorso. (continua…)

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