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Articoli di Maurizio Mazzetto

14 mag 2012, di Maurizio Mazzetto

Riparto dal limite

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

Riparto dal limite e ritorno sul confine: perché voglio incontrare una nuova linea di frontiera.

Altrimenti la “ripartenza” – di cui ho raccontato, e su cui ho riflettuto, ultimamente – non avviene: l’immobilismo (personale, spirituale, culturale, politico) diventerebbe la consuetudine. Anche per me.
Chi, infatti, non vuole esporsi sul ciglio dal quale si può vedere “oltre”, rimane prigioniero. Anche fuori casa.

«Un giorno di novembre, dopo la prima neve, stavo percorrendo una zona prealpina piuttosto particolare, posso definire quell’area come una frontiera. La sua morfologia è tale da disorientare il frequentatore abituale a causa dell’aspetto mutevole creato da ogni neve nuova. (continua…)

12 mar 2012, di Maurizio Mazzetto

Del ripartire – 5

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

“Trovare: o accade subito, in un battibaleno, oppure molto, molto più tardi! Nel frattempo: nessun ritrovamento possibile. Tempo intermedio, tempo di sventura, tempo della perdita, della perdita universale. Non c’è altra possibilità che scordare nel frattempo la ricerca. Non trovare purifica”.
(Peter Handke, La montagna di sale, Garzanti, 2011, p. 95)

Ultimo giorno.

Ritorno in Alta Val Passiria, per andare nella Valle del Lago e arrivare sotto i ghiacciai del Monte Principe, dove passa il confine tra l’Italia e l’Austria. Nell’incamminarmi, incontro un loquace signore dal cognome familiare, Caneva (‘cantina’, in dialetto veneto): mi racconta di essere figlio di un minatore che, da Valdagno, in provincia di Vicenza, venne nel 1932 a lavorare qui, quindi si sposò e vi rimase. (continua…)

14 feb 2012, di Maurizio Mazzetto

Del ripartire – 4

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

«Partire, andarsene leggiadri, alla scoperta di tutto, di nulla, e di ancor di più. Partire, imparare, disimparare, poi tornare alleggerito del futile, arricchito dell’inutile».
(Chantal Mauduit,
Abito in Paradiso, Edizioni Versante Sud, 2003, p. 111).

Trascorro altri tre giorni, di questo secco autunno, in Val di Plan (nel Gruppo di Tessa).
Ogni mattina, il primo sguardo, dopo il risveglio e la lettura, sarà rivolto al
bianco rosato delle cime colpite dal sole. Incomincio, così, le mie giornate con l’alzare e con il dilatare “la visione”. Vero esercizio per l’anima, che, in tal modo, ringiovanisce: (continua…)

23 gen 2012, di Maurizio Mazzetto

Del ripartire – 3

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

L’astrofisico Michel Cassé ha scritto: «Trovarsi nel vuoto è trovarsi a casa propria».
(Chantal Mauduit,
Abito in Paradiso, Edizioni Versante Sud, 2003, p. 99).

Cammino con passo lento, oggi. Me lo sono proposto. Qualcuno sostiene che si deve sempre camminare lentamente. Un giorno l’ho già accennato di ciò dirò e racconterò.

La meta è il Rifugio Petrarca all’Altissima. Ci arrivai già una quindicina d’anni fa, con un paio di amiche. Salimmo, però, dalla Val di Fosse una laterale della Val Senales che sta esattamente dall’altra parte, ad ovest. Allora sì che si camminava veloci! Si era più giovani, più allenati… e un po’ più distratti. (continua…)

6 dic 2011, di Maurizio Mazzetto

Del ripartire – 2

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

«Senza prima né dopo, senza alto né basso, destra o sinistra, senza stop, frecce o sensi di marcia. Una banderuola che gira nella testa e, seguendo il vento, si orienta e si disorienta.»
(Chantal Mauduit,
Abito in Paradiso, Edizioni Versante Sud, 2003, p. 13).

Seguendo il vento”, riparto. Il sole, proprio in questo momento, bacia le vette più alte. Ed io mi preparo.

Desidero raggiungere il Rifugio Plan, collocato a 2989 m di altezza. Faccio fatica: è il primo giorno di cammino ed ho alle spalle la stanchezza degli ultimi giorni. È sempre faticoso ripartire. Si sa cosa si lascia, (continua…)

22 nov 2011, di Maurizio Mazzetto

Del ripartire – 1

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

Oggi, riparto. Posso dire così, e solo così. Perché le nostre sono sempre e solo “ripartenze”. La partenza è già avvenuta, una volta per sempre. Quando qualcuno o qualcosa (l’universo, la vita, il caso, Dio, …) ci ha messo con i piedi su questa terra, noi siamo partiti.

Allora, nella notte dei tempi, negli spazi smisurati del cosmo, nel profondo silenzio, tra gli scricchiolii degli elementi e dopo le deflagrazioni della materia, sono apparsi germi di vita. Più sul mare che sulla terra emersa dalle acque, sembra.

Da allora, è iniziato il nostro camminare sul suolo terrestre, (continua…)

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