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Articoli di Maurizio Mazzetto

23 gen 2012, di Maurizio Mazzetto

Del ripartire – 3

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

L’astrofisico Michel Cassé ha scritto: «Trovarsi nel vuoto è trovarsi a casa propria».
(Chantal Mauduit,
Abito in Paradiso, Edizioni Versante Sud, 2003, p. 99).

Cammino con passo lento, oggi. Me lo sono proposto. Qualcuno sostiene che si deve sempre camminare lentamente. (continua…)

6 dic 2011, di Maurizio Mazzetto

Del ripartire – 2

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

«Senza prima né dopo, senza alto né basso, destra o sinistra, senza stop, frecce o sensi di marcia. Una banderuola che gira nella testa e, seguendo il vento, si orienta e si disorienta.»
(Chantal Mauduit,
Abito in Paradiso, Edizioni Versante Sud, 2003, p. 13).

Seguendo il vento”, riparto. Il sole, proprio in questo momento, bacia le vette più alte. Ed io mi preparo.

Desidero raggiungere il Rifugio Plan, collocato a 2989 m di altezza. Faccio fatica: è il primo giorno di cammino ed ho alle spalle la stanchezza degli ultimi giorni. È sempre faticoso ripartire. Si sa cosa si lascia, (continua…)

22 nov 2011, di Maurizio Mazzetto

Del ripartire – 1

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

Oggi, riparto. Posso dire così, e solo così. Perché le nostre sono sempre e solo “ripartenze”. La partenza è già avvenuta, una volta per sempre. Quando qualcuno o qualcosa (l’universo, la vita, il caso, Dio, …) ci ha messo con i piedi su questa terra, noi siamo partiti.

Allora, nella notte dei tempi, negli spazi smisurati del cosmo, nel profondo silenzio, tra gli scricchiolii degli elementi e dopo le deflagrazioni della materia, sono apparsi germi di vita. Più sul mare che sulla terra emersa dalle acque, sembra.

Da allora, è iniziato il nostro camminare sul suolo terrestre, (continua…)

2 nov 2011, di Maurizio Mazzetto

Del morire – 5

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

Mi trovavo, in quel giorno, a discendere la foresta dell’Amiata, dopo essere salito sulla cima del Monte.
In un momento di sosta, con una splendida luce che filtrava tra i faggi e i castagni, mi metto ad osservare le foglie cadute in un piccolo ruscello. È un momento di quiete. Di silenzio. Di ascolto. Poiché tutto parte dalla natura, dal suo manifestarsi e dal suo svolgersi: dall’inizio alla fine, dalla nascita alla morte. Le foglie morte sono destinate a marcire, a tornare alla terra e, così, a diventare
humus. Per una nuova vita.
Nuove foglie cadute stanno arrivando, portate dallo scorrere dell’acqua:
si uniscono alle altre, che già stanno in una piccola pozza. (continua…)

10 ott 2011, di Maurizio Mazzetto

Del morire – 4

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

«Non sono speciali gli alpinisti, ma il loro ambiente sì. Non solo perché il vuoto fa il vuoto, e non c’è gente intorno, ma perché le alte quote sono un posto in cui si è di passaggio, senza diritto di residenza. A quelle altezze non spunta desiderio di possedere, nessun istinto di proprietà dove comincia la zona della sopravvivenza. Salgo alle montagne per approfondire la mia estraneità, ribadire che sono precario e di passaggio».
Erri De Luca, in Pensieri viandanti II. L’etica del camminare, a cura di Italo Testa, Diabasis, 2009, p. 20.

È vero ciò che scrive Erri De Luca. La montagna (alta) ci ricorda la nostra “estraneità”. Mentre «La più alta forma di moralità è sentirsi degli estranei in casa propria» (Theodor Adorno). (continua…)

6 set 2011, di Maurizio Mazzetto

Del morire – 3

CORRISPONDENZE D’AUTORE | PAROLE VERTICALI

Anch’io ho un gregario, oggi. Come i campioni del Tour de France, che, da Pinerolo, passeranno di qui, in Val Varaita, domani. Saliranno il Col dell’Agnello (a 2700 m), per poi, ritornati in Francia, salire l’Izoard e il Galibier e finire la tappa a Serre Chevalier.
Il mio speciale gregario si chiama Buck. Almeno così l’ho battezzato, in ricordo delle mie appassionate letture infantili di Jack London.

Se Buck dovesse morire oggi, non potrebbe dire di morire “solo come un cane”. E neppure potrei dirlo io. Siamo entrambi animali, e ci facciamo compagnia: io animale uomo, lui animale cane.
Mi ha raggiunto alla partenza del sentiero, dove inizia la Vallanta. Nella parte superiore della Valle si può vedere il Monviso da ovest, dal versante meno conosciuto. Ed è questa la mia meta. (continua…)

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