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Articoli di LetterAltura

5 mag 2011, di LetterAltura

Là fuori

FESTIVAL | LETTERALTURA | LAGO MAGGIORE

di Erminio Ferrari

Jiri Novak, un grande vecchio dell’alpinismo cecoslovacco, ha raccontato ancora di recente che, risvegliatosi da un bivacco sulla Cima Grande di Lavaredo, sentì un alpinista tedesco gridargli che la Cecoslovacchia era Kaputt, che erano arrivati i russi. Era il 21 agosto 1968, se quella data dice ancora qualcosa a qualcuno.

Oppure: pochi anni fa, un gruppo di alpinisti svizzeri si portò alla base del G4, per tentare di ripetere la via degli italiani. La spedizione non toccò la cima, ma toccò con mano gli effetti stranianti e paradossali di un conflitto, quello indo-pachistano, che ha portato il proprio fronte a quote e in ambienti impensabili. Cose che pensavamo finite, (continua…)

6 apr 2011, di LetterAltura

Vivevamo in un presente senza fine

FESTIVAL | LETTERALTURA | LAGO MAGGIORE

di Roberto Mantovani

Il 1° aprile di vent’anni fa, dopo un incidente d’arrampicata sui Monti Sibillini, moriva Gian Carlo Grassi, il Maestro. Era uno scalatore fuori dal comune, un grande; soprattutto su ghiaccio. Nel 1979 s’era inventato l’arrampicata sulle cascate gelate, più tardi aveva scoperto la possibilità di affrontare in sicurezza le goulotte fantasma, e tra una cosa e l’altra aveva passato mesi a esplorare e ripulire i massi erratici della Val di Susa promuovendo il bouldering.

Gian Carlo, che viveva un quotidiano fatto di roccia e di ghiaccio, era schierato dalla parte dei sogni. Non era un intellettuale come Gian Piero Motti, ma era capace di intuizioni folgoranti e magnifiche, che ci raccontava con una semplicità a volte disarmante. Con Gian Piero e un pugno di altri amici, aveva immaginato e costruito l’avventura del (continua…)

16 feb 2011, di LetterAltura

Visioni

FESTIVAL | LETTERATURA | LAGO MAGGIORE

di Erminio Ferrari

Si dica quello che si vuole, ma l’ombra del Monviso che  si allunga sulla pianura padana d’Occidente a fine agosto mi ha rivelato della montagna molto di più di tanto andare, leggere, guardare. Perché una cosa è tirar notte su un monte dove se guardi ne vedi un’altro e poi un’altro e un’altro ancora; diverso è essere dentro la montagna il cui simulacro si distende sul resto del mondo, sospinta da una luce arcana.
Pur con tutto il solito chiasso che riempie i rifugi di bassa quota ai piedi di una montagna “facile” – gente che canta il mazzolin dei fiori, e fuori che sembra di stare su un’aia al tempo del raccolto – pur in quella ebollizione di umori e battaglie, un triangolo acuto di silenzio avanzava alle nostre spalle e via via scendeva a finire il giorno dove i fiumi (continua…)

4 feb 2011, di LetterAltura

Dante nello zaino sulla via dell’altezza

FESTIVAL | LETTERALTURA | LAGO MAGGIORE

di Pierangelo Garella

Potenti e straccioni, canaglie ed eroi: quale immensa galleria di personaggi è la Commedia di Dante. Ogni incontro è una sorpresa, sicché il lettore rischia di perdere la traccia e il cammino del poeta, pensando a mille casi che poco o male conosce, cercando le provvide note a piè di pagina che lo possano illuminare…
Ma è proprio a quel cammino, in realtà, che Dante vuol chiamare ogni suo lettore, proponendo la propria esperienza come exemplum: chiunque sia a un punto centrale della propria vita, a un bivio che gli chieda una scelta netta, si trova in quel medesimo punto di vista:
Nel mezzo del cammin di nostra vita… (continua…)

28 dic 2010, di LetterAltura

La prima del Sass in pè – 2

FESTIVAL | LETTERALTURA | LAGO MAGGIORE

di Erminio Ferrari

Montagna e spiritualità

La prima del Sass in pè si svolse come segue. Che c’era il Giuseppe intenzionato a portare una croce in cima a quel masso, e piantarcela. Non ho ancora capito se in segno di conquista o per far sapere all’Altissimo qualcosa circa la propria a opinione su ciò che stiamo a fare al mondo.
Pochi, del resto, sanno dove si trovi il Sass in pè. È sul fianco di una montagna che chiude a est la valle alle spalle di casa mia, e emerge appena da una antica frana di massi, colonizzata e consolidata da faggi tenaci, ben più vecchi di me che sono qui a raccontarla. (continua…)

29 nov 2010, di LetterAltura

Lettere d’altura

FESTIVAL | LETTERALTURA | LAGO MAGGIORE

di Erminio Ferrari

«Ora, non so se la storia di un paese di 500 anime possa avere un significato». Se lo chiedeva Gori, l’io narrante di quel capolavoro di scrittura, storia e montagna che è Il fondo del sacco, di Plinio Martini. Il fatto è che, oggi, si fatica a contare 500 abitanti in tutta una valle, in certe valli. Quanto al significato, la questione si fa ancora più spessa. Per non dire dell’anima.
Ma per cos’altro scrivere se non per porsi e riporsi lo stesso interrogativo?
Chi e che cosa resta in una borgata, di una borgata, quando il playground of Europe si svuota della dimensione eroica o avventurosa, di luci, fasti, scarichi, nostalgie, fregole ambientaliste, revival kitsch, messinscene etnico-identitarie, ferocia micronazionalista? (continua…)




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