RECENSIONI STORICHE | LIBRI | STORIA DELL’ALPINISMO
TRENT’ANNI DI ALPINISMO
Adolfo Hess
Istituto Geografico de Agostini, 1929
pp. 179, foto e tavole b/n
euro da 40 a 100 a seconda dello stato di conservazione
Ascensioni sul Monte Bianco
Adolfo Hess, ingegnere, scrittore e brillante alpinista, fu nei primi anni del ‘900, tra i precursori dell’alpinismo senza guide e delle prime palestre di arrampicata nel torinese, quando ancora il concetto di allenamento non era ben definito ma, soprattutto, si dedicò allo studio e alla progettazione di bivacchi fissi sulle montagne più impegnative, (continua…)
RECENSIONI | LIBRI | VIAGGIO
LA COTOGNA DI ISTANBUL
Ballata per tre uomini e una donna
Paolo Rumiz
Feltrinelli 2010, I Narratori
pp. 184
euro 16,00
È un libro che sfiora appena le montagne, in lontananza, un profilo appena accennato di Balcani; spuntano tra le pagine per creare profumi lontani e malinconici ricordi.
Eppure sotto queste parole, come un fiume nascosto tra le Doline, tra queste parole distillate (continua…)
RECENSIONI | LIBRI | ALPINISMO
COLPEVOLE D’ALPINISMO
Denis Urubko
Priuli e Verlucca 2010
pp. 334, foto colori e b/n
euro 18,50
«[...] l’importante è avere la forza e il coraggio necessari per andargli incontro, come al vento!»
E il libro è sostanzialmente la storia di un grande sogno.
Un sogno che nasce sulle montagne del Caucaso dove improvvisamente scoppia una passione per la montagna totalizzante, che rimarrà nei suoi sogni anche nei momenti difficili della vita (continua…)
RECENSIONI STORICHE | LIBRI | STORIA DELL’ALPINISMO
ALPINISMO INVERNALE
Le origini dello sci-alpinismo
Marcel Kurz
prima edizione 1925
ristampa Vivalda Editori, Torino 1994
pp. 348, foto b/n
euro 17,00
Le marmotte in Valle si sono rintanate ai primi fiocchi che quest’anno hanno iniziato a turbinare tra i ricci di castagne ancora a metà ottobre; troppo presto brontola Renzo, che la legna è ancora nel bosco da portar fuori, altro che sci e pelli per la testa.
E la motosega affonda impastando segatura e neve fradicia mentre dalla camicia evaporano nuvole di vapore. (continua…)
RECENSIONI | LIBRI | STORIA DELL’ALPINISMO
LA CONQUISTA DELLE DOLOMITI
Sulle tracce dei pionieri Paul Grohmann e Viktor Wolf-Glanvell nei Monti Pallidi
Hans-Günter Richardi
Athesia, Bolzano 2008
pp. 224, foto b/n e colori
euro 24,00
“Gilde zum groben Kletterschuh” era un’associazione di alpinisti fondata da Wolf-Granvell nella seconda metà dell’800; vi partecipavano anche donne, purché abili nella pratica dell’alpinismo, ovviamente, che dormivano in tende separate.
La “Gilda” raccoglieva tra i suoi iscritti grandi alpinisti quali lo stesso Grohmann (continua…)
10 OTTOBRE 2010
http://www.comitatobrustole.org
Quattro passi sul Brustolè…
storia vecchia, storia di cave e speculazioni.
Queste valli, come molte delle Prealpi, si sono spopolate nel passato,
non c’era da vivere per tutti.
Non c’è da vivere per tutti.
Negli anni la gente se n’è andata abbandonando un territorio integro ma povero per andare a vivere in luoghi anonimi quando non deturpati, invivibili ma dove si poteva tirare avanti.
Quelli rimasti hanno sofferto, hanno risparmiato come solo la gente di montagna e mandato i figli a studiare; alle medie, alle superiori, qualcuno pure all’università.
Perché i figli devono avere un futuro migliore del nostro, pensavano.
Ma la vorace macchina del profitto, dalle pianure è strisciata ai monti;
il business del turismo; costruire.
Il business della ghiaia; scavare e portar via.
E così impianti, funivie, seconde e terze case e strade;
e ancora cave; enormi buchi nelle montagne e camion a migliaia,
e insieme alla ghiaia se ne va il valore dei luoghi, la loro identità.
Enormi quantità di denaro pubblico a disposizione di pochi affaristi che offrono il falso miraggio di un rilancio economico, di un lavoro.. il lavoro che i vecchi avevano tentato di evitare ai loro figli indebitandosi la vita per farli studiare.
E qui? giovani che guardano altrove e valigie pronte.
E così domenica saremo ancora sul Brustolè, perché il territorio non è una mappa in scala sulla quale illustri sconosciuti giocano il loro Risiko; il territorio siamo noi;
ogni scavo, ogni albero che cade ogni colata di cemento è un pezzo della nostra identità che muore;
e come muore per noi, sparisce anche per tutti coloro che amano questi luoghi, sostituita dalle sagre della birra e della polenta e luganega…
Sono stanco, e accolgo volentieri lo sprone degli amici del comitato…
E voi?
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