DUE SPLENDIDE CIME E DUE GRANDI SALITE AL COSPETTO DEL KYZYL ASKER
«Le montagne, qui, sono meravigliosamente fitte. In un’area ristretta ci sono 8-10 cime che superano i 5000 metri di quota [...]. Ci sono vie per tutti i gusti: himalayane, alpine, su neve, ghiaccio e roccia». Così Alexander Odintsov, sull’“American Alpine Journal” (2008, p. 308), concludendo la breve relazione della prima salita, messa a segno con Alexander Ruchkin e Mikhail Mikhailov dal 5 al 13 settembre 2007, della parete sud-est del Kyzyl Asker (5842 m). Parole che suonano come un invito a dare un’occhiata da quelle parti, nel settore occidentale del Kokshaal-Too (continua…)
È IL KYZYL ASKER, CHE CON I SUOI 5842 METRI È LA SECONDA MONTAGNA DEL KOKSHAAL-TOO OCCIDENTALE (TIEN SHAN, TRA IL KIRGHIZISTAN E LA CINA). SALITO SOLTANTO TRE O FORSE QUATTRO VOLTE, L’ULTIMA NEL 2007, NELL’OTTOBRE SCORSO È FINITO NEL MIRINO DI INES PAPERT, THOMAS SENF E WOLFGANG RUSSEGGER, ARRIVATI A 200 METRI DALLA VETTA PER IL GRAN COULOIR DELLA PARETE SUD-EST: UNA FANTASTICA MURAGLIA DI CUI GLI ALPINISTI, NEI LORO RACCONTI, TRALASCIANO SEMPRE UN PARTICOLARE…
Prima Valery Babanov e poi Denis Urubko: entrambi, vittime delle nostre domande, ci hanno menzionato il kazako Kazbek Valiev come uno dei migliori alpinisti sovietici, da prendere a modello. Peccato che, dalle nostre parti, nessuno o quasi lo conosca. Qualche sua impresa? Innanzitutto la durissima via aperta nel 1980, in 11 giorni (continua…)
IVO FERRARI INEDITO: ECCO IL RACCONTO DELLA PRIMA SOLITARIA, FIRMATA IL 28 OTTOBRE 1995, DELLA VIA AUGUSTO (600 m, VI) SUL PILASTRO NORD-EST DEL CAMPANILE DELLA BESÀUZEGA (2191 m, PALE DI SAN LUCANO)
Abbiamo stanato l’Orso delle Pale. Anzi, no: è stato lui a farsi trovare. E poi ha cominciato a raccontare: una, due e altre storie. Cose grandi, non per tutti, raccolte in poche righe: splendide miniature che presentano, oltre all’Ivo Ferrari (l’Orso delle Pale) alpinista, anche l’Ivo Ferrari narratore. «Accidenti – gli abbiamo detto l’altra sera -: ma sei bravo a scrivere!». E lui, ridendo: «Oh, sono intelligente, io!». Certo, una bella testa, perché senza testa (e altro, come vedremo) certe cose non si fanno: tentarle vorrebbe dire ammazzarsi. Ricordate: quod licet Iovi, non licet bovi… Ma cosa, precisamente, licet Iovi (è concesso a Giove)? Nelle due “puntate” precedenti (specialmente nella seconda) Ivo è stato vago (continua…)
QUANDO L’ALPINISMO SI FA RACCONTO
L’alpinista, salvo eccezioni, agisce e riferisce, come un esploratore. Per cui quello che sta scritto qui sopra – “quando l’alpinismo si fa racconto” – non è del tutto corretto. Perché il racconto, in fondo, fa parte dell’alpinismo. Senza i suoi scritti e le sue foto, prima in parete e poi in ogni angolo del mondo, Bonatti non sarebbe stato Bonatti. Walter andava, vedeva, tornava e raccontava: sui libri, sui giornali ma anche a voce, maestro di un genere – la conferenza o “serata” – che nonostante tutto non ne vuole sapere di tramontare.
Oggi non è più come ieri, quando un grande alpinista arrivava in sala e pareva un missionario, di quelli che soltanto trent’anni fa, quando arrivavano all’oratorio, si facevano ascoltare a bocca aperta tanto dai piccoli quanto dai grandi. Oggi è quasi matematico, invece, che il campione di turno si ritrovi a parlare a gente che ne conosce (continua…)
GRIGNE: L’ESPLORAZIONE NON È ANCORA FINITA. NUOVA VIA PER LUIGINO TOMMASELLA E LORENZO FESTORAZZI CHE IL 30 OTTOBRE 2010, SULLA PARETE SUD-EST DEL DENTE (1702 m), HANNO RISOLTO UNA SERIE DI FESSURE (230 m, VI e A2) A SINISTRA DELLO STORICO ITINERARIO APERTO NEL 1939 DA NINO OPPIO E LEOPOLDO GUIDI. LA NUOVA CREAZIONE È STATA DEDICATA A MARCO “CICCIO” INVERNIZZI: L’AMICO DI LORENZO TRAGICAMENTE SCOMPARSO IL 3 GENNAIO SCORSO SULLA VICINA PARETE NORD-EST DEL PIZZO DELLA PIEVE
Un alpinista grande e grosso, di cento e passa chili, sta vagando nel suo regno. Ma oggi, per Lorenzo – così si chiama quell’omone simpatico, che di cognome fa Festorazzi -, non è giorno di scalate. La montagna, per quelli che la amano davvero, è molto di più di un attrezzo a cui aggrapparsi: spesso, per riempire il cuore, bastano un prato (continua…)
Un’altra storia vera, verissima, ma senza dove e senza quando. Ce la racconta, come nei giorni scorsi, il mitico Ivo Ferrari. Per lui un bel ricordo, di non pochi anni fa; per noi un momento di lettura e di riflessione, per capire che «c’è un limite a tutto e che i veri compagni esistono anche dopo che ti sei slegato» (parole di Ivo). Il luogo e il tempo, anche questa volta, romperebbero l’incantesimo: toglierebbero alla storia la sua decisa immediatezza e il suo più ampio valore. Sarebbe come cercare un’asettica (e impossibile) precisione dei dettagli in un dipinto a spatola, dove l’immagine conserva – perché proprio da esse è costituita – le tracce degli atti, dei gesti manuali, di chi l’ha creata. (continua…)
copyright © 1999- Antersass Ricerca e DFG Culturale – all rights reserved
iborderline [MANIFESTO] conceived and directed by Alberto Peruffo
frontline // written by FRONTEdellaCULTURA & Selected Friends
corrispondenze // written and arranged by Blogger Storici di Intraisass + Explorers, our Readers / Alberto Peruffo, Andrea Gabrieli, Andrea Salvà, Antonello Romanazzi, Claudia Avventi, Carlo Caccia, Erik Mario Baumgarten, Flavio Faoro, Franco Michieli, Gabriele Villa, Gianpaolo Castellano, Giovanni Busato, Luca Visentini, Mario Crespan (1941-2011), Maurizio Mazzetto, Mauro Mazzetti, Melania Lunazzi
rifugi culturali // researched by Claudia Avventi & Alberto Peruffo
ixplorerswall // community's comments
iborderline general coordination by redazione@intraisass.it
web development fruktarbo.com