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Articoli di Carlo Caccia

8 set 2010, di Carlo Caccia

Titanici ragazzini (1)

PRIMA PALA DI SAN LUCANO (2296 m, DOLOMITI AGORDINE): A TREDICI ANNI DALL’APERTURA, FIRMATA IL 16 AGOSTO 1997 DA IVO FERRARI E GIANPAOLO GALIAZZO, I GIOVANI GABRIELE CANU, LORENZO FANNI ED ETTORE ALBORGHETTI, TRA IL 7 E L’8 AGOSTO 2010, HANNO MESSO A SEGNO LA PRIMA RIPETIZIONE DELLA VIA PER L’ULTIMO ZAR (500 m, VII+ e A3) SUL VERTIGINOSO PILONE CENTRALE “TITAN” DELLA PARETE SUD-OVEST

UN LIBRO, INNANZITUTTO. Ci sono libri inutili e libri che fanno sognare: la grande fatica di Ettore De Biasio dedicata alle Pale di San Lucano (Luca Visentini Editore, Cimolais 2004), guida favolosa dove tutto concorre alla meraviglia, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Perché in quelle pagine, materializzazione cartacea con parole e immagini di una passione profonda, si parla di «montagne diverse» (continua…)

6 set 2010, di Carlo Caccia

Albigna romantica

CONTINUA LA RICERCA DI GIANNI MANDELLI NELLA SPLENDIDA VALLE SVIZZERA: L’8 AGOSTO 2010, CON IL GIOVANE PAOLO MAGGIONI, L’INSTANCABILE VALMADRERESE HA TRACCIATO UNA VIA DI 400 METRI (VI/VI+) SULLA PARETE EST DELLA SCIORETTA (3046 m)

La notizia, come sempre, l’abbiamo riassunta qui sopra, nell’occhiello. Ma oltre i nomi e i numeri c’è la storia, di cui la via nuova sulla Scioretta è soltanto l’ultimo capitolo. Partiamo dunque dall’inizio, da quel giorno del 1983 quando Gianni Mandelli – classe 1954 – sbucò sulla vetta della Cima di Castello dopo averne salito, con l’indimenticabile Paolo Crippa – che all’epoca aveva 18 anni e talento da vendere -, la difficile Via degli inglesi o Via della speranza. Lo sguardo dei due amici, dopo ore passate a scrutare da vicino la roccia del ripido pilastro centrale della parete sud, poté finalmente stendersi e riposarsi (continua…)

2 set 2010, di Carlo Caccia

Pensieri di fine estate

Tutto è pronto: è il momento di ricominciare. Abbiamo tirato il fiato, concentrandoci per un mese sul tempo che fu, ma ora dobbiamo tornare al presente. Che sarà anche un caos, regno delle chiacchiere più strampalate, ma che alla fine ci appartiene (purtroppo e per fortuna).
Racconteremo ancora di montagne e di scalate, di uomini e di idee e lo faremo sempre – più convinti che mai – a modo nostro, nel segno delle parole del Mass: «Ogni salita era un viaggio su un terreno inesplorato e sconosciuto».
Non correremo, lasceremo spazio al tempo e cercheremo di raggiungere la profondità delle cose, per capirle davvero. Ce ne fregheremo delle mode, degli urli della piazza, e cercheremo i maestri della fantasia, sperando che abbiano voglia di condividere con altri le loro avventure.
Agiremo così per voi, amici lettori, ma anche per noi, per non ritrovarci ipnotizzati dagli stessi ritornelli che, vuoti di ogni contenuto, lasciano senza parole. Saremo umanisti e scienziati (continua…)

27 ago 2010, di Carlo Caccia

Il libro d’oro dell’alpinismo (7)

AIGUILLE NOIRE DE PEUTÉREY (3773 m), PARETE OVEST, VIA RATTI-VITALI (1939)

PREMESSA – Dopo il racconto di Gigi Vitali, pubblicato la scorsa settimana, non abbiamo resistito: ecco quindi un approfondimento, nel nostro stile, sulle prime ripetizioni della grandiosa via aperta tra il 18 e il 20 agosto 1939 dallo stesso Vitali, al seguito di Vittorio Ratti, sui 650 metri dell’ombrosa parete ovest dell’Aiguille Noire de Peutérey (3773 m, Monte Bianco). Per ulteriori informazioni su questo storico itinerario rimandiamo qui, concentrandoci ora senza esitare sui nomi e sulle date: il frutto, come sempre, di una paziente (ma in fondo non troppo difficile anche perché entusiasmante) ricerca.

I NOMI E LE DATE – 1ª. Vittorio Ratti e Germano (Gigi) Vitali, 18-20 agosto 1939; 2ª. Gaston Rébuffat e Bernard Pierre, 4-5 luglio 1949 (con variante alta, da allora comunemente seguita, più semplice dell’originale); 3ª. Walter Bonatti, Andrea Oggioni ed Emilio Villa, 13-14 agosto 1949 (continua…)

19 ago 2010, di Carlo Caccia

La storia in diretta (4)

“LIMONATA E TÈ CON GRAPPA”

Riccardo Cassin: il capocordata. Anzi, no: un capocordata. Perché a Lecco, durante il suo regno (intendiamo gli anni Trenta del secolo scorso), di personaggi particolarmente abili “a portar su la corda” ce n’erano anche altri. Il Boga (al secolo Mario Dell’Oro), ad esempio. O il Cagiada (Vittorio Panzeri), che in libera non era secondo a nessuno. O, ancora, quel Bastianella (Luigi Pozzi) di cui pochissimi si ricordano. E naturalmente Vittorio Ratti, che dopo un tris da favola con re Riccardo – spigolo sud-est della Torre Trieste, parete nord della Cima Ovest di Lavaredo, parete nord-est del Pizzo Badile -, ribadì con chiarezza di che pasta era fatto ripetendo la Haupt-Lömpel sulla Piccola Civetta (il 18 agosto 1937, con Ginetto Esposito, il “timoniere” di Cassin) e aprendo due capolavori a est e a ovest: il 21 e 22 agosto 1938 sulla parete nord-ovest della Cima Su Alto (2951 m, Civetta) (continua…)

13 ago 2010, di Carlo Caccia

La storia in diretta (3)

“UN BARATRO VERTIGINOSO PROFONDISSIMO,
DI UNA RARA SELVAGGIA BELLEZZA”

Dal Sasso Cavallo al Pizzo della Pieve: da una parete al sole, assai esigente ma sempre di moda, ad una parete ombrosa, dove in alcuni tratti si sale di conserva ma dove non si incontra mai anima viva (salvo pochi aficionados). Meraviglie del gruppo delle Grigne, dove gli opposti stanno bene insieme e dove gli antichi maestri – Gino Carugati e Giorgio Ripamonti sul Sasso Cavallo, Eugenio Fasana e Vitale Bramani sul Pizzo della Pieve – hanno lasciato le loro firme. Dei primi due abbiamo già scritto: ora tocca agli altri e alla loro avventura su quella che, con i suoi 800 metri, è la più alta muraglia del gruppo calcareo lecchese. Sia chiaro: non si tratta di un bastione compatto, come il vertiginoso Sasso Cavallo. La grande parete nord-est del Pizzo della Pieve (2257 m) si presenta articolata e complessa (continua…)

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